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Lo sai che? Pubblicato il 27 dicembre 2016

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Lo sai che? Come cambiare avvocato

> Lo sai che? Pubblicato il 27 dicembre 2016

Revoca e sostituzione dell’avvocato prima o dopo la causa: la lettera con il fac simile e i diritti del cliente.

 

Se hai una causa in corso e non sei soddisfatto di come ti sta tutelando il tuo avvocato; se gli hai dato l’incarico di difenderti ma questi non ha ancora fatto nulla e la pratica giace da mesi sulla sua scrivania; se questi ha già spedito, per tuo conto, una lettera o una diffida e ora, che si tratta di andare in tribunale, preferisci che a rappresentarti sia un professionista più preparato, è tuo diritto, in qualsiasi momento e senza forme particolari, cambiare avvocato.

Quali diritti ho se voglio revocare il mio avvocato?

Il cliente può cambiare avvocato senza che, da ciò, possa derivare per lui qualche pregiudizio o onere aggiuntivo. La legge consente di modificare l’avvocato in causa o prima del giudizio, in qualsiasi momento.

La revoca può avvenire senza bisogno di una motivazione specifica. Non c’è quindi obbligo di dare giustificazioni e indicare le ragioni per cui avviene la sostituzione.

La revoca nel corso del mandato non obbliga neanche il cliente a pagare un risarcimento del danno all’avvocato che sperava in un maggior guadagno all’esito della sentenza. Egli va quindi pagato solo sulla base di ciò che ha effettivamente svolto.

Il cliente non è tenuto a indicare all’avvocato il nome di quello che lo sostituirà.

Devo dare un preavviso all’avvocato revocato?

La revoca non deve essere effettuata né con preavviso, né come detto con una motivazione.

Come si cambia l’avvocato?

In teoria è possibile, così come il conferimento dell’incarico, una dichiarazione verbale. Se il cliente non volesse più presentarsi allo studio dell’avvocato, può comunicargli la revoca anche per iscritto, con una posta elettronica certificata (Pec) di cui il legale deve essere obbligatoriamente munito, con un fax, con una raccomandata.

La dichiarazione di revoca non ha formule particolari. Si suggerisce il seguente modello:

Egr. sig. avv. …

Con la presente la esonero formalmente dall’incarico a Lei affidato per la seguente pratica… La prego pertanto di sentirsi sollevato da ogni obbligo professionale e di non partecipare più, per mio conto, alle successive udienze del giudizio in questione. Le rappresento che costituisce Suo obbligo deontologico informarmi immediatamente dello stato della pratica, con indicazione di quanto è stato fatto e delle successive scadenze.

La prego di volermi, al più presto, consegnare tutta la documentazione in suo possesso necessaria per la successiva difesa del sottoscritto.

La prego in ultimo di rappresentarmi il Suo onorario [se non ancora corrisposto integralmente].

Grato per l’opera prestata sino ad ora, porgo

Distinti saluti

Data e firma

Cosa deve fare l’avvocato se lo revoco?

L’avvocato non può subordinare l’abbandono della difesa o la riconsegna del fascicolo al pagamento del proprio onorario: questa prestazione economica, infatti, anche se non adempiuta, non può andare a comprimere il più importante diritto alla difesa tutelato dalla Costituzione. Quindi, l’avvocato, al momento della sua revoca, deve immediatamente:

  • consegnare al cliente uno scritto in cui gli comunica lo stato della pratica, la successiva udienza, ciò che è stato fatto;
  • restituire al cliente ogni documento a suo tempo consegnatogli;
  • dare al cliente una copia di tutti gli atti processuali scritti in suo nome.

Di tale documentazione egli può conservarne per sé una fotocopia anche contro la volontà del cliente, ma solo allo scopo di liquidare la propria parcella e, comunque, non oltre l’avvenuto pagamento.

Come mi regolo con la parcella dell’avvocato al momento della revoca?

L’avvocato che sia stato revocato non può chiedere un’aggiunta al compenso inizialmente pattuito per via del fatto che è stato sostituito.

Al contrario l’avvocato dovrà redigere una parcella indicando solo le attività che ha concretamente svolto. Se il suo onorario è stato concordato a forfait a inizio causa, il cliente dovrà corrispondergli quanto concordato, salvo che l’avvocato non abbia fatto ciò che gli era stato chiesto (si pensi a una causa per un incidente stradale per la quale era stata concordata una parcella di 1.500 euro ma l’avvocato non ha mai notificato l’atto di citazione).

note

Autore immagine: 123rf com

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