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Lo sai che? Pubblicato il 27 dicembre 2016

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Lo sai che? Il giudice può convocare sempre gli stessi testimoni?

> Lo sai che? Pubblicato il 27 dicembre 2016

È possibile che un giudice, in una causa civile, convochi per la sesta volta i testimoni della controparte?

Nell’ambito di una causa civile, la fase istruttoria – quella cioè in cui si acquisiscono le prove tra cui, appunto, i testimoni – è regolata liberamente dal giudice con proprie ordinanze, sempre nei limiti del «giusto processo» e della «ragionevole durata». Sono fatte salve solo alcune regole generali, volte soprattutto a definire i termini entro cui gli avvocati delle rispettive parti possono presentare richieste, eccezioni e contestazioni. Dunque, nulla vieta al magistrato, almeno in teoria, di consentire un rinvio dell’udienza per citare ed ascoltare i testimoni che non sono comparsi alla precedente udienza.

La mancata comparizione dei testimoni in udienza è regolata dal codice di procedura civile [1]: se il testimone, regolarmente intimato a comparire in udienza, non si presenta senza una giusta causa, il giudice “può” ordinare una nuova intimazione oppure “può” disporne l’accompagnamento coattivo – con la forza pubblica – all’udienza stessa o ad altra successiva.

In ogni caso, se la mancata comparizione del testimone non è giustificata (ad esempio da un certificato medico, da un ordine di servizio, da ragioni lavorative o altre indifferibili) il giudice “può” condannarlo ad una multa che va da 100 a 1.000 euro. In caso di ulteriore mancata comparizione senza giustificato motivo, il giudice dispone l’accompagnamento del testimone all’udienza stessa o ad altra successiva e lo condanna a una pena pecuniaria non inferiore a 200 euro e non superiore a 1.000 euro.

Se il testimone si trova nell’impossibilità di presentarsi (ad esempio perché non deambulante o gravemente malato) o ne è esentato dalla legge o dalle convenzioni internazionali, il giudice si reca nella sua abitazione o nel suo ufficio; e, se questi sono situati fuori della circoscrizione del tribunale, delega all’esame il giudice istruttore del luogo.

Abbiamo evidenziato appositamente l’uso che la legge fa del verbo “potere”: il giudice può, ma non deve. Il che significa che il magistrato potrebbe semplicemente decidere di rinviare una, due, tre o più volte per sentire i testimoni non comparsi, senza disporre né l’accompagnamento coattivo, né la multa. È diritto della controparte opporsi, anche se il giudice – in assenza di condizioni che facciano ritenere che il testimone non si presenterà mai – potrebbe ritenere di dover ugualmente procedere alla testimonianza. Anzi, secondo la Cassazione [2], il magistrato, una volta che abbia ammesso i testimoni, ha l’obbligo di escuterli, a meno che la parte che li abbia indicati sia incorsa in decadenza (dimenticando di citarli) o vi abbia rinunciato con il consenso dello stesso giudice e l’adesione delle altre parti.

In ultima analisi, qualora il testimone dopo numerosi rinvii non dovesse presentarsi, il giudice può disporne l’accompagnamento coattivo per il tramite della forza pubblica.

note

[1] Art. 255 cod. proc. civ.

[2] Cass. sent. n. 8580/2002.

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