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Le Guide Pubblicato il 28 dicembre 2016

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Le Guide Quando l’assicurazione non paga il risarcimento

> Le Guide Pubblicato il 28 dicembre 2016

Quando non opera la copertura della polizza dell’assicurazione rc auto in caso di incidente stradale e l’automobilista è costretto a pagare da sé la riparazione dell’auto.

Vi sono alcuni casi in cui l’assicurazione rc auto non risarcisce il danno conseguente all’incidente stradale. Le ipotesi principali in cui l’assicurazione “non opera” sono quelle di: 1) automobile rimasta senza copertura assicurativa dal 16° giorno in poi della scadenza del contratto; 2) di incidente avvenuto tra parenti.

In altri casi, invece, l’assicurazione risarcisce, ma poi si rivale verso il proprio cliente assicurato per la violazione, da parte di questi, di alcune regole imposte dalla legge e dal codice della strada. In questa breve guida individueremo le principali le ipotesi in cui l’assicurazione non paga il risarcimento e quelle in cui invece paga, ma poi si rivale, cominciando dalle prime.

Incidente stradale tra parenti: l’assicurazione risarcisce?

Se un incidente stradale si verifica tra parenti fino al terzo grado, l’assicurazione non risarcisce i danni alle cose, ma solo quelli alle persone. Un esempio ci farà comprendere meglio come stanno le cose.

 

Scontro di auto tra marito e moglie o tra genitori e figli con danni alle auto: se si scontrano le auto di due parenti legati da una parentela fino al terzo grado (fratelli e sorelle, nonni e nipoti, genitori e figli, zia e nipote) oppure quelle dei due coniugi (purché non separati) o dei conviventi, l’assicurazione non risarcisce il danno riportato dalle auto, anche se i due conducente si mettono d’accordo sulle relative responsabilità. La firma del modulo di constatazione amichevole non cambia le cose. Questo vuol dire che un banale tamponamento tra figlio e padre non potrà portare al risarcimento danni da parte delle compagnie assicuratrici.

In ogni caso, tale regola opera però solo se i parenti sono conviventi o “a carico”. Se invece i parenti non sono conviventi, l’assicurazione è tenuta a risarcire.

Se i coniugi si sono già separati, l’assicurazione è tenuta a risarcire.

 

Scontro di auto tra marito e moglie o tra genitori e figli con danni alle persone: se, oltre al danno all’auto, i parenti riportano anche lesioni fisiche, queste vengono risarcite dall’assicurazione.

Dunque, sintetizzando quanto appena detto, nel caso di scontro di auto tra parenti conviventi fino al terzo grado, l’assicurazione risarcisce solo i danni fisici e non quelli all’auto.

Incidente stradale e danno ai passeggeri parenti: se i parenti sono trasportati nell’auto del conducente, i danni fisici da questi riportati a seguito dell’incidente stradale vengono risarciti dall’assicurazione.

Incidente stradale con l’auto aziendale

L’assicurazione non risarcisce i danni alle auto quando l’incidente avviene tra un’auto aziendale e quella di uno dei soci responsabili.

Se sono il conducente e sono responsabile l’assicurazione mi paga il danno fisico?

L’assicurazione non deve pagare il risarcimento dei danni al conducente responsabile dell’incidente stradale. Ciò vale sia per i danni all’auto che per quelli fisici. In altre parole chi provoca un sinistro stradale, deve far riparare il mezzo con i propri soldi, né ottiene alcun risarcimento per le lesioni riportate e i giorni in ospedale.

Se l’assicurazione è scaduta, si può chiedere il risarcimento del danno?

L’assicurazione “opera” (e, pertanto, è tenuta a pagare il risarcimento del danno a seguito di incidente stradale) solo nei primi 15 giorni successivi alla scadenza del contratto. Tale copertura vale anche se la polizza non viene più rinnovata.

Dal 16° giorno in poi l’auto non è più “coperta”; pertanto, se dopo il 16° giorno l’automobilista fa un incidente per sua responsabilità, il soggetto danneggiato dovrà chiedere il risarcimento del danno al Fondo di Garanzia. Se, invece, il conducente non assicurato non è responsabile del sinistro, perché la violazione è stata commessa dall’altro automobilista, il primo viene indennizzato nonostante la scadenza della polizza (questo è, almeno, l’orientamento prevalente della giurisprudenza).

Se il conducente non assicurato paga il premio dopo il 16° giorno, l’assicurazione torna a coprire gli incidenti ma solo dopo le ore 24 del giorno del versamento.

Se il conducente non aveva le cinture

Altra ipotesi in cui l’assicurazione può negare il risarcimento, o ridurlo in relazione alla relativa responsabilità, è quando il conducente, seppur non responsabile dell’incidente stradale, non aveva le cinture di sicurezza. In tal caso bisognerà operare una valutazione e rispondere alla seguente domanda: in che misura l’uso delle cinture avrebbe potuto evitare i danni al conducente o ai passeggeri (anch’essi tenuti ad allacciare le cinture, benché seduti sui posti di dietro)? Se il danno poteva essere evitato completamente, l’assicurazione può negare il risarcimento; se il danno poteva essere quantomeno limitato, l’indennizzo viene ridotto in proporzione.

Se il conducente ha torto, i passeggeri vengono risarciti?

L’assicurazione copre anche la responsabilità civile per danni arrecati alle persone trasportate anche se il conducente è responsabile dell’incidente. I danneggiati devono solo dimostrare l’esistenza del sinistro, la loro presenza nell’auto e i danni riportati.

Guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti

L’assicurazione è tenuta a risarcire i danni dell’incidente provocato da chi era alla guida in condizioni di ubriacatezza o dopo aver assunto droghe. Tuttavia, dopo aver pagato, si potrà rivalere contro di lui.

Il conducente responsabile (sia dell’incidente, sia per l’uso di alcol e droga) non viene invece risarcito neanche per i danni fisici.

Patente scaduta o mai conseguita

Anche nel caso di conducente senza patente perché scaduta o mai conseguita, l’assicurazione paga la controparte e poi si rivale contro il responsabile. L’assicurazione risarcisce anche eventuali passeggeri che si trovavano in macchina con il conducente senza patente.

Alcune assicurazioni rinunciano alla rivalsa in caso di patente scaduta da meno di 12 mesi, a condizione che venga rinnovata entro 45 giorni dal sinistro.

Auto col fermo amministrativo

L’auto con il fermo amministrativo e assicurata resta coperta dalla polizza; per cui, se il proprietario del mezzo, nonostante il blocco, la mette in circolazione, in caso di incidente da questi provocato verrà coperto dalla polizza e non dovrà rimetterci di tasca propria. Ma l’assicurazione, una volta pagato l’altro conducente, può rivalersi contro il proprio cliente.

Se in auto ci sono troppi passeggeri

Un’altra ipotesi di rivalsa dell’assicurazione verso il proprio assicurato è in caso di incidente stradale a seguito del quale i passeggeri abbiano riportato lesioni fisiche, se il numero di questi era superiore a quanto consentito dal libretto di circolazione. Ad esempio, se la carta di circolazione indica un numero massimo di 5 persone a bordo e invece ne salgono 6, il conducente rischia la rivalsa.

Se in moto ci sono persone di troppo

Si pone spesso il problema della risarcibilità o meno del danno subito dal terzo trasportato in ipotesi di trasporto vietato su ciclomotore. Ad un indirizzo che nega la tutela risarcitoria al terzo trasportato sul presupposto che il danno non ricade nella operatività della garanzia assicurativa poiché la polizza non può coprire una condotta contraria alla disciplina prevista dalla legge, se ne contrappone altro che invece riconosce il ristoro di ogni danno subito. Secondo quest’ultimo orientamento, infatti, il divieto legale esplica i suoi effetti nei confronti del solo conducente, con la conseguenza che l’assicuratore del vettore non può opporre al terzo danneggiato eccezioni derivanti dal contratto.

L’auto rubata resta assicurata

La legge stabilisce che la copertura «spiega il suo effetto, limitatamente alla garanzia per i danni causati ai terzi non trasportati o trasportati contro la propria volontà, anche nel caso di circolazione avvenuta contro la volontà del proprietario, salvo il diritto di rivalsa dell’assicuratore verso il conducente». Questa norma, in sostanza, in caso di furto del veicolo impone all’assicuratore di risarcire anche gli eventuali danni provocati durante la circolazione a opera del ladro.

Tuttavia, l’assicuratore è tenuto nei confronti dei terzi danneggiati per il periodo di tempo indicato nel certificato da cui risulti il periodo di assicurazione per il quale sono stati pagati il premio o la rata di premio. L’assicuratore non è obbligato nei confronti dei terzi danneggiati oltre la scadenza del periodo di assicurazione indicato nel certificato.

Pertanto, il contratto di assicurazione stipulato per un veicolo successivamente rubato non può essere né annullato né trasferito su altro veicolo fino alla scadenza del periodo di assicurazione indicata nel certificato, fino a quando, cioè, l’assicuratore è obbligato alla propria prestazione verso i terzi danneggiati. Dopo tale scadenza, venendo a cessare qualsiasi obbligo dell’assicuratore, il contratto può essere annullato anche senza disdetta.

I principi generali dell’assicurazione

– la copertura assicurativa opera a vantaggio dell’assicurato e del terzo, il quale trova nell’assicuratore la garanzia del proprio risarcimento;

– se l’assicurato lo richiede, l’assicuratore ha l’obbligo di indennizzare direttamente il terzo danneggiato nei limiti di un tetto massimo previamente stabilito (massimale);

– le spese giudiziali sostenute dall’assicurato per resistere all’azione del danneggiato sono a carico dell’assicuratore nei limiti del quarto della somma assicurata;

– nel caso in cui sia dovuta al danneggiato una somma superiore al capitale assicurato, le spese giudiziali si ripartiscono tra assicuratore e assicurato in proporzione del rispettivo interesse;

– l’assicurato, convenuto in causa dal danneggiato, può chiamare in causa l’assicuratore.

note

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Tribunale di Cerignola civile, Sentenza 07.07.2004, n. 163

Qualora al momento del sinistro la legge vietava il trasporto del passeggero sui ciclomotori, l’eventuale danno subito dal terzo trasportato a bordo di tale veicolo non ricade nella operatività della garanzia assicurativa atteso che la polizza non può coprire una condotta contra jus . Pertanto, in ipotesi di danni fisici subiti dal trasportato deve configurarsi una corresponsabilità del conducente e del danneggiato nell’accadimento dell’evento lesivo, che nella fattispecie (ciclomotore che procede in contromano) può fissarsi nella misura dei 2/3 a carico del primo e di 1/3 a carico del secondo, con esonero di qualsiasi addebito ai danni dell’assicuratore del mezzo. Sotto il profilo giuridico, infatti, lo stesso trasportato concorre con il conducente nella determinazione del sinistro, in quanto la persona che imprudentemente si pone in una situazione antigiuridica pone la premessa fattuale per un evento dannoso per sé, che la legge vieta in astratto col divieto di trasporto su ciclomotori.

Giudice di Pace di Lucera, Sentenza 21.04.2004, n. 79

Deve ritenersi infondata la domanda di risarcimento del danno fisico avanzata dal terzo trasportato su di un ciclomotore nei confronti dell’assicuratore del vettore se al momento del sinistro la legge vietava il trasporto di terzi su detto veicolo. Deve ritenersi, infatti, che l’assicuratore nello stipulare il contratto, non può avere assicurato anche i danni eventualmente patiti da un terzo trasportato in quanto per legge sul ciclomotore non era consentito il trasporto di terzi.

Tribunale di Roma civile, Sentenza 29.01.2004

In tema di circolazione stradale, l’obbligo assicurativo a copertura dei danni cagionati dai ciclomotori non è previsto per i soggetti trasportati. Ne consegue che, mancando un obbligo legale di assicurazione del terzo trasportato contra legem , quest’ultimo non ha alcun titolo per ottenere dall’assicuratore del conducente del ciclomotore il risarcimento dei danni subiti.

Tribunale di Bari, sezione III, sentenza 16.01.2008

Nell’ipotesi di lesioni personali a terzo trasportato su veicolo non abilitato (nella specie trasportato su ciclomotore) nessun concorso di colpa è configurabile a carico del passeggero solo per il fatto che abbia richiesto o accettato il trasporto medesimo, atteso che la norma che vieta tale comportamento è diretta esclusivamente al conducente. Contemporaneamente deve ritenersi – comunque – che il concorso di colpa della persona trasportata su un ciclomotore che su di esso abbia preso posto in violazione del divieto sancito dal codice della strada non è ravvisabile quando da tale comportamento irregolare non sia derivata l’instabilità del veicolo o questa non abbia comunque contribuito a determinare l’evento lesivo di cui lo stesso trasportato sia rimasto vittima.

Tribunale di Roma, Sezione XIII, sentenza 6 giugno 2005 n. 12778

In caso di lesioni subite da un trasportato su di un ciclomotore, mezzo non abilitato per espressa previsione di legge al trasporto di altre persone, nessun concorso di colpa è configurabile a carico del passeggero solo per il fatto che egli abbia richiesto o accettato il trasporto medesimo, atteso che la norma che vieta tale comportamento (art. 170 CdS) deve ritenersi diretta esclusivamente al conducente. Ne consegue che, a fronte della richiesta del terzo danneggiato ritualmente inoltrata ai sensi dell’art. 18 Legge n. 990/69 l’assicuratore, non potendo opporre al terzo danneggiato eccezioni derivanti dal contratto, è tenuto ad adempiere nei confronti del danneggiato salvo successivo rituale esperimento, dopo aver risarcito il danno prodotto al danneggiato, dell’azione di rivalsa verso il suo assicurato nella misura in cui avrebbe avuto contrattualmente diritto a rifiutare o ridurre la sua prestazione. Per altro laddove l’assicuratore sollevi in tal senso eccezione di carenza di legittimazione passiva ex art. 100 Cpc, è comunque onere di quest’ultimo fornire adeguato supporto probatorio atto a dimostrare la fondatezza dell’eccezione derivante dal contratto, mediante la produzione di copia della polizza e delle condizioni generali di assicurazione.

Tribunale di Roma, Sezione 12 civile, Sentenza 21.07.2003, n. 24471

In caso di lesioni subite da un trasportato su ciclomotore 50 c.c., questi -in quanto terzo rispetto al rapporto contrattuale stipulato tra assicuratore ed assicurato- ha diritto all’integrale risarcimento del danno stante la totale responsabilità del conducente del ciclomotore nella causazione del sinistro. In tale ipotesi, infatti, l’assicuratore non può opporre al danneggiato eccezioni o clausole contrattuali di non operatività della garanzia assicurativa, opponibili unicamente all’assicurato con l’esercizio dell’azione di rivalsa.

Giudice di Pace di Casamassima civile, Sentenza 29.04.1998, n. 30

Nel regime dell’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile, al danneggiato trasportato su un ciclomotore sono inopponibili le clausole limitatrici della copertura assicurativa per i danni provocati dal vettore; l’assicuratore di detto vettore è, pertanto, obbligato, nei confronti dei terzi, al risarcimento derivante da un sinistro stradale, salvo il diritto di ripetere, dall’assicurato o, del caso, dal terzo conducente, quanto pagato al danneggiato.

 

Tribunale Napoli civile, 09.04.1984

In tema di circolazione stradale, anche se si accerti che il conducente di un ciclomotore, al momento del sinistro, trasportava un altro passeggero in violazione del divieto legale, ciò non è fatto idoneo ad escludere la responsabilità dell’assicuratore, sia sotto il profilo dell’aggravamento del sinistro, sia sotto quello dell’anormalità del rischio.

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