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News Pubblicato il 31 dicembre 2016

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News Addio agenti Fifa, ecco i nuovi procuratori sportivi

> News Pubblicato il 31 dicembre 2016

Oggi tutti possono diventare procuratori sportivi senza esame di abilitazione e con la semplice iscrizione al registro della Figc.

Dal 1° aprile 2015 non esiste più la figura dell’agente Fifa (Fédération Internationale de Football Association) cioè colui che, avendo superato l’esame di abilitazione, aveva la licenza per lavorare per conto dei calciatori o delle società di calcio. Prima di quella data, quindi, solo chi era in possesso della licenza di agente Fifa poteva effettuare trasferimenti di giocatori o partecipare ai rinnovi dei loro contratti ed essere così retribuito per il proprio lavoro. La rivoluzione è avvenuta proprio il 1° aprile 2015 quando la Fifa ha deciso di eliminare l’esame di abilitazione: fino ad allora la Figc (Federazione italiana giuoco calcio) prevedeva all’incirca due date d’esame all’anno nei mesi di marzo e settembre. Inoltre, da quella data tutte le licenze degli agenti Fifa, chiamati dalla Fifa intermediari [1], hanno perso validità.

La federazione italiana si è dovuta adeguare alle nuove regole imposte dalla Fifa e così ha creato un sistema unico di registrazione di tutti i nomi degli intermediari, inquadrati dalla Figc come procuratori sportivi. Si segnala, poi, che in caso di divergenza tra regolamento Fifa e regolamento Figc, prevale sempre quest’ultimo. Inoltre, per poter lavorare come procuratori sportivi, eventualmente anche in maniera saltuaria, anche i vecchi agenti Fifa devono chiedere, come tutti i nuovi aspiranti procuratori, l’iscrizione al registro Figc.

Ma ecco ora i requisiti richiesti dal regolamento Figc per diventare procuratori sportivi [2]:

  1. non avere riportato condanne irrevocabili per frode sportiva o per delitti non colposi puniti con una pena superiore nel massimo a cinque anni;
  2. non avere pendenze in Figc di natura disciplinare o sanzionatoria;
  3. essere in possesso dei diritti civili e politici e non essere stato interdetto, inabilitato o fallito;
  4. essere residente in Italia;
  5. aver pagato la tassa annuale di segreteria alla Figc per l’iscrizione al registro dei procuratori sportivi: dopo il primo anno ci si può iscrivere definitivamente al registro oppure solo quando si depositerà un nuovo contratto;
  6. aver inviato alla federazione il modello Figc di iscrizione al registro dei procuratori sportivi [3];
  7. aver inviato alla federazione il modello Figc di autodichiarazione di buona condotta per le persone fisiche o per le società [4];
  8. aver depositato in Figc il contratto firmato con il calciatore o con la squadra di calcio per cui si lavorerà entro 20 giorni dalla firma [5].

Il regolamento Figc prevede, inoltre, che i contratti dei procuratori sportivi con calciatori o società di calcio non possano avere durata maggiore di due anni [6]. Nel contratto va quantificato il compenso del procuratore sportivo, anche in via percentuale sul valore dell’affare o sul reddito lordo del calciatore [7]. Ricordiamo, però, che il procuratore sportivo non verrà pagato se il calciatore firmerà un contratto ai minimi federali. Non si può, invece, lavorare come procuratore sportivo se si è già un tesserato della Figc, un dirigente, un calciatore o un allenatore e contro il rifiuto dell’iscrizione al registro Figc si può fare ricorso alla commissione dei procuratori sportivi presso la federazione [8].

Altra grande novità è la scomparsa del divieto del doppio mandato: oggi, infatti, un procuratore sportivo può tranquillamente lavorare, per il medesimo affare di mercato, sia per il calciatore assistito sia per la società di calcio. Ricordiamo, inoltre, che il procuratore sportivo può anche essere un parente del calciatore (ad esempio il genitore, il marito, la moglie, la sorella o il fratello) o una società. Resta il fatto che in Italia, a differenza ad esempio di altri paesi europei, la concorrenza è spietata: come già accadeva per i vecchi agenti Fifa, anche i nuovi procuratori sportivi dovranno convivere con un elevatissimo numero di colleghi “rivali” [9]. Tuttavia, ciò che farà la differenza tra un procuratore e un altro sarà la preparazione, la passione e il talento nello scoprire nuovi calciatori in giro per il mondo.

note

[1] Si fa riferimento al Regolamento Fifa del 21 marzo 2014 (“Regulations on working with intermediaries”).

[2] Artt. 4 e 5 del nuovo Regolamento Figc (“Regolamento per i servizi di procuratore sportivo”) che ha sostituito dal 1°aprile 2015 il “Regolamento Agenti di Calciatori” della Figc.

[3] Modello come da allegato D ai sensi dell’art. 4.1 del nuovo Regolamento Figc.

[4] Dichiarazioni come da allegati B (per le persone fisiche) e C (per le società) ai sensi dell’art. 1 del nuovo Regolamento Figc.

[5] Art. 5.5 del nuovo Regolamento Figc.

[6] Art. 5.1 del nuovo Regolamento Figc.

[7] Art. 6.2 del nuovo Regolamento Figc; all’art. 6.3 è poi previsto che le parti possono anche calcolare il compenso facendo riferimento ai seguenti criteri: “l’ammontare totale del corrispettivo dovuto al Procuratore Sportivo per l’assistenza fornita a un Calciatore o a un Club per la stipula di un contratto di prestazione sportiva tra un Calciatore e una Società Sportiva non dovrà eccedere il 3% della retribuzione base complessiva lorda del Calciatore; l’ammontare totale del corrispettivo dovuto al Procuratore Sportivo per l’assistenza fornita ad una Società Sportiva per la conclusione di un accordo di trasferimento di un Calciatore non dovrà eccedere il 3% del valore di trasferimento”.

[8] Art. 3.2 del nuovo Regolamento Figc.

[9] I procuratori sportivi iscritti al Registro Figc sono 743 (dati Figc aggiornati al 22 dicembre 2016).

Autore immagine: 123rf com

Riassumendo, senza esame di abilitazione e con la sola iscrizione al registro Figc ci si può finalmente considerare a tutti gli effetti un vero procuratore sportivo.

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