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Lo sai che? Pubblicato il 28 dicembre 2016

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Lo sai che? Assegno di invalidità Inps: come ottenerlo

> Lo sai che? Pubblicato il 28 dicembre 2016

Requisiti assegno ordinario di invalidità: cosa si intende per riduzione della capacità lavorativa.

L’assegno ordinario di invalidità è una prestazione economica erogata a favore dei lavoratori che, a causa di un’infermità fisica o mentale, hanno una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo [1].

Al compimento dell’età pensionabile e in presenza di tutti i requisiti, l’assegno ordinario di invalidità viene trasformato d’ufficio in pensione di vecchiaia.

Requisiti assegno di invalidità Inps

Possono fare domanda di assegno di invalidità i lavoratori:

  • dipendenti;
  • autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni  e mezzadri);
  • iscritti ad alcuni fondi pensioni sostitutivi ed integrativi dell’assicurazione generale obbligatoria;
  • con riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo a causa di infermità o difetto fisico o mentale;
  • che abbianoalmeno 260 contributi settimanali (cinque anni di contribuzione e assicurazione) di cui 156 (tre anni di contribuzione e assicurazione) nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda.

Cosa si intende per riduzione della capacità lavorativa

La Cassazione [2] ha più volte precisato che, ai fini dell’assegno di invalidità, non è necessaria la generica riduzione della capacità di lavoro come dato meramente biologico ma la riduzione di tale capacità in relazione all’attività svolta dal lavoratore o comunque alle occupazioni confacenti alle  sue attitudini.

Ai fini dell’accertamento dell’invalidità è dunque necessario considerare in concreto le condizioni del lavoratore, tenendo conto della età e della formazione professionale, in modo da valutare la sua possibilità di continuare nelle mansioni in concreto svolte o di svolgere attività diverse comunque confacenti alle sue attitudini, sempre che non si tratti di lavori usuranti, che affrettino ed accentuino il logoramento dell’organismo per essere sproporzionati alla residua efficienza fisico-psichica.

In particolare, in sede di valutazione della capacità di lavoro, si deve tener conto del quadro morboso complessivo del soggetto lavoratore e non delle singole manifestazioni morbose, considerate l’una indipendentemente dalle altre, né può procedersi ad una somma aritmetica delle percentuali d’invalidità relative a ciascuna delle infermità riscontrate, dovendosi invece compiere una valutazione complessiva delle stesse, con specifico riferimento alla loro incidenza sull’attività svolta in precedenza e su ogni altra che sia confacente.

Sempre secondo la Cassazione [3], «non è consentito il ricorso alle tabelle infortunistiche o comunque ad un sistema di tabelle che stabiliscano un automatico confronto fra infermità o difetto fisico o mentale e la probabile conseguente riduzione della capacità di lavoro, in quanto indici medi che, riferiti ad un’attività lavorativa generica, possono essere presi in considerazione soltanto come semplice punto di partenza per un’indagine diretta ad accertare l’effettiva riduzione della capacità subita dall’assicurato in relazione all’attività svolta, che può risultare tanto superiore che inferiore alla percentuale risultante dall’applicazione d’una tabella di valutazione astratta».

Domanda di assegno di invalidità Inps

La domanda può essere inviata all’Inps esclusivamente in via telematica attraverso uno dei seguenti canali:

  • Web – tramite i servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite Pin attraverso il portale dell’Inps;
  • telefono – chiamando il contact center integrato al numero 803164 gratuito da rete fissa o al numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico;
  • patronati e tutti gli intermediari dell’Inps – usufruendo dei servizi telematici offerti dagli stessi.

Alla domanda deve essere allegata la certificazione medica (mod. SS3) che attesta l’infermità fisica o mentale che ha causato la riduzione della capacità lavorativa.

note

[1] L. n. 22 del 12 giugno 1984.

[2] Cass. sent. n. 27033/2016.

[3] Cass. sen. n. 4710/2016; n. 7760/2006; n. 22737/2013.

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