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Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2016

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Lo sai che? Dall’atto di precetto posso sapere che pignoramento avverrà?

> Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2016

Ho ricevuto un atto di precetto da un avvocato per il recupero di alcune somme a seguito di una causa persa, ma l’atto non indica quale tipo di pignoramento mi verrà fatto. È nullo?

L’atto di precetto non deve anticipare quale sarà il tipo di pignoramento che il creditore avvierà nei confronti del destinatario. Né è scontato che un pignoramento verrà effettivamente intrapreso. Di sicuro il pignoramento non può avvenire se prima non sono decorsi 10 giorni dalla consegna dell’atto e se ne sono decorsi più di 90. Il debitore, quindi, può legittimamente attendersi un atto qualsiasi di esecuzione forzata nella forbice temporale che va dall’undicesimo al novantesimo giorno da quando ha ritirato l’atto dal postino o dall’ufficiale giudiziario (a seconda della modalità della notifica, se rispettivamente per raccomandata a.r. o a mani).

Il creditore potrebbe già sapere quale tipo di pignoramento intraprendere dopo la notifica del precetto oppure riservarsi la decisione in un momento successivo: come detto, infatti, egli ha 90 giorni di tempo per agire, dopo i quali il precetto scade, ma può essere sempre rinnovato con la notifica di un ulteriore precetto (non ci sono limiti al rinnovo del precetto che può avvenire anche decine di volte).

Tutto ciò che l’atto di precetto deve fare è sollecitare il debitore a pagare, dunque, senza anticipargli quali saranno i beni che gli saranno pignorati. Potrà quindi trattarsi di:

  • un «pignoramento presso terzi» (ossia il pignoramento del conto corrente, dello stipendio, della pensione, dei canoni di affitto percepiti da un inquilino, ecc.),
  • un «pignoramento mobiliare», con l’arrivo, in casa, dell’ufficiale giudiziario e la materiale apprensione di mobili e altri oggetti (anche di valore) purché facilmente trasportabili; quelli non facilmente trasportabili vengono pignorati e lasciati al domicilio del debitore fino a qualche giorno prima della vendita forzata;
  • un «pignoramento immobiliare», che abbia cioè ad oggetto una casa (anche se in proprietà per una semplice quota), un terreno o altro bene immobile.

La scelta sul tipo di pignoramento da eseguire spetta insindacabilmente al creditore. Egli potrebbe attivare anche più di un pignoramento per volta, se ritiene che uno da solo sia insufficiente a soddisfare le proprie ragioni di credito.

Tale scelta verrà definitivamente resa nota al debitore con la successiva notifica dell’atto di pignoramento vero e proprio, che conterrà la descrizione analitica del bene (o dei beni) pignorati; con l’unica eccezione del pignoramento mobiliare, per il quale non c’è bisogno di consegna di ulteriori atti e per il quale il debitore (sempre entro massimo 90 giorni dalla notifica del precetto), si vedrà bussare a casa l’ufficiale giudiziario per poter asportare i beni).

Al debitore che abbia ricevuto un atto di pignoramento, oltre ovviamente a contattare il creditore per proporre una soluzione transattiva alla vicenda ed evitare così gli effetti dell’esecuzione forzata, è consentito fare opposizione già contro l’atto di precetto, qualora questi sia viziato. Qualche esempio: il credito vantato non è quello effettivo; il debito è stato già pagato o anche solo in parte; il debitore non è quello indicato nell’atto di precetto; il precetto non indica la possibilità, per il debitore, di avvalersi della procedura di composizione della crisi da eccessivo indebitamento.

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