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Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2016

Lo sai che? Come ottenere un prestito da neoassunto

> Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2016

Banca e poste valutano il tipo di contratto, la durata, l’affidabilità e la situazione del lavoratore. Avere un finanziamento è più facile se si ha un garante.

Fino a ieri precari o disoccupati. Oggi, finalmente, con un contratto di lavoro e con una chance in più per poter concretizzare qualche sogno: l’auto che serve per andare in ufficio senza doverla chiedere ogni giorno a papà, il matrimonio più volte rimandato perché non c’era una stabilità economica. Sogni che, però, richiedono soldi. E che, quindi, costringono il giovane lavoratore a bussare alle porte della banca o delle poste per chiedere un finanziamento. Solo che ottenere un prestito da neoassunto non è così semplice. Certo, nemmeno impossibile. Ma la maggior parte dei creditori chiedono delle garanzie ben precise prima di aprire il cordone della borsa per concedere un prestito personale. Per esempio avere un’anzianità di almeno 2-3 anni presso lo stesso datore di lavoro (soprattutto se si tratta di un neoassunto nel settore privato) e un minimo di Tfr accantonato (di norma viene concesso un finanziamento pari a 6 volte il Tfr). Vediamo quali sono i criteri di valutazione degli istituti di credito e come si può ottenere un prestito da neoassunto.

Prestito per neoassunti: la stabilità finanziaria

Uno dei criteri valutati da banche o poste per l’erogazione di un prestito ad un neoassunto è la stabilità finanziaria del richiedente. Stabilità che viene monitorata su due fronti.

Il primo, la tipologia contrattuale del neoassunto (compreso il periodo di prova), cioè se ha appena firmato un contratto a tempo determinato oppure se ha un contratto fisso, cioè a tempo indeterminato. Va da sé che quest’ultimo sarà avvantaggiato rispetto al primo, in quanto non ha una scadenza contrattuale che possa mettere a rischio il suo reddito e, di conseguenza, la sua capacità di restituire il prestito.

Questo, però, non vuol dire che un neoassunto con un contratto a termine non possa ottenere un prestito: il suo problema sarà quello di restituirlo prima della scadenza del contratto. Gli converrà, pertanto, chiedere delle cifre piuttosto contenute.

Il secondo aspetto che banche e poste possono controllare per verificare la stabilità economica del neoassunto che chiede un prestito personale riguarda la solidità del suo datore di lavoro. Un giovane appena assunto, anche a tempo indeterminato, in un’azienda che versa in condizioni di precarietà potrebbe offrire meno garanzie rispetto al giovane neoassunto in una società ben strutturata, con buone prospettive di continuità e di sviluppo, con i bilanci a posto e con un numero di dipendenti al di sopra delle 50 unità. Da questo punto di vista, come si può ben capire, i più avvantaggiati sono i dipendenti pubblici: raramente uno Stato fallisce (qualcuno ci è riuscito ma, fortunatamente, non è – ancora – il nostro caso).

Dicevamo del periodo di prova. Nella maggior parte dei contratti di categoria dura dai 2 ai 6 mesi. In questo lasso di tempo, il datore di lavoro può lasciare a casa il neoassunto. Conviene, quindi, superare prima quel periodo di prova o poi chiedere di ottenere un prestito quando si sarà, a tutti gli effetti, neoassunto. Anche perché prima difficilmente la banca lo concederà.

La situazione personale del neoassunto

Vagliata la questione lavorativa, ottenere un prestito da neoassunto spesso dipende anche dalla situazione personale a 360 gradi del richiedente: il suo passato, il suo presente ed il suo futuro.

Se in passato il neoassunto ha già avuto un prestito personale ed ha rispettato scrupolosamente le scadenze, ha molte più probabilità di ottenerne uno nuovo. E’ quello che viene chiamato “affidabilità creditizia”.

Il suo presente riguarda delle variabili come l’età, il luogo in cui abita, eventuali figli a carico. Parametri importanti per chi deve concedere un prestito ad un neoassunto e che dipendono dalle singole banche. In linea di massima, ad esempio, non si concede un prestito personale a chi ha già compiuto i 75-80 anni. Gli istituti tengono anche in considerazione se il neoassunto più giovane abita ancora con i genitori (cioè ha le spalle ancora relativamente coperte) oppure ha un contratto di affitto intestato a suo nome. O, ancora, se ha dei figli a carico che possono incidere sul suo badget mensile.

Il futuro viene dettato da quello che abbiamo spiegato prima riguardo la stabilità lavorativa e, quindi, economica del neoassunto, se avrà delle entrate costanti per essere in grado nel tempo di restituire il prestito ricevuto con i relativi interessi. Un aspetto che andrà a determinare un altro criterio di valutazione, quello del rapporto tra rata e reddito. Di norma non viene concesso un prestito che impegni 1/3 delle entrate mensili.

Prestito per un neoassunto con un garante

Il neoassunto che vuole ottenere un prestito ma teme di rientrare in una categoria a rischio, può risolvere più facilmente il problema presentandosi in banca o in posta con un garante. Altro non è che una persona che, appunto, garantisce per lui nel caso abbia un domani qualche brutta sorpresa (un licenziamento, un problema economico importante, un imprevisto che non gli permette di pagare una o più rate). Naturalmente deve essere una persona con una situazione finanziaria stabile che, in qualsiasi momento, sia in grado di intervenire.

Prestito a neoassunto con la cessione del quinto senza Tfr

Non è la soluzione migliore ma esiste e, quindi, va citata. La cessione del quinto dello stipendio è un’ulteriore opportunità per ottenere un prestito da neoassunto. Di solito viene scelta da lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che hanno un contratto di lavoro saldo e che, con un quinto del proprio stipendio, pagano la rata del finanziamento ricevuto.

Qual è il problema per il neoassunto? Il problema è che l’ente che eroga il prestito chiede come garanzia anche il Tfr, il trattamento fine rapporto che, come si sa, è legato all’anzianità di servizio. Con un contratto firmato di recente, quindi, il Tfr sarà piuttosto esiguo e non offrirà alcuna garanzia alla banca o alle poste.

Tuttavia, il neoassunto può ottenere il finanziamento anche con la sola cessione del quinto. Ma il creditore pretenderà nuove condizioni e stabilirà maggiori restrizioni, soprattutto per quanto riguarda l’importo del prestito. Ad esempio, è possibile che al neoassunto venga chiesto:

  • di non lavorare presso una società di persone ma solo per una società di capitali;
  • di avere superato il periodo di prova;
  • di avere un’anzianità minima compresa tra i 3 ed i 6 mesi.

Con questi requisiti, il neoassunto potrebbe ottenere un prestito fino a 15.000 euro da restituire in 5 anni. Inoltre, la percentuale di stipendio utilizzabile per il rimborso del finanziamento potrebbe essere inferiore al quinto. A prescindere, conviene comunque valutare bene i tassi di interesse, le spese e quant’altro.

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