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Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2016

Lo sai che? Come evitare le truffe ai saldi

> Lo sai che? Pubblicato il 29 dicembre 2016

Tenere lo scontrino, guardare i cartellini in vetrina, pretendere merce di qualità, no ai fondi di magazzino. Posso provare il capo? E devo pagare in contanti?

Comprare un prodotto scontato non vuol dire doversi accontentare di un prodotto scadente. E nemmeno uscire dal negozio convinti di aver fatto un affare quando, in realtà, a guadagnarci è stato solo il commerciante. C’è sempre qualche furbetto che cerca di trarre profitto dalle ristrettezze economiche dei consumatori. Il concetto è semplice: qualche giorno prima del periodo di saldi – con la scusa dei regali di Natale – gonfio i prezzi, così quando li devo mettere in saldo, lo sconto me li fa tornare come prima o poco meno. Il guadagno è doppio: prima di Natale, ne ricavo di più e dopo Natale, durante i saldi, non ci perdo. Chiamami fesso, direbbe Totò. Inoltre, spesso, alcuni negozianti impongono durante i saldi delle restrizioni ingiustificate che in altri periodi dell’anno non esistono. Allora, come evitare le truffe ai saldi? E’ proprio il caso di dare un po’ di…consigli per gli acquisti.

Conservare lo scontrino

Per evitare le truffe ai saldi è bene sapere che anche i capi scontati si possono cambiare. Diffidate da chi dice il contrario. Se il cambio del prodotto acquistato (la taglia è sbagliata, il colore non piace alla persona a cui è stato regalato, il capo presenta un difetto) non è possibile perché finito, si ha diritto alla restituzione dei soldi e non ad un buono per comprare un altro capo di abbigliamento o ad un altro paio di scarpe. Il difetto del capo acquistato è denunciabile entro 2 mesi e non entro una settimana circa, come spesso viene detto ai consumatori. Conservare lo scontrino, dunque, è fondamentale per dimostrare l’acquisto in quel punto vendita e pretendere il cambio della merce o la restituzione dei soldi. Attenzione: la prova dei capi durante i saldi non è un diritto del consumatore ma una decisione a discrezione del negoziante. Visti i tempi, comunque, raramente vi sentirete dire di no.

Avanzi di stagione sì, fondi di magazzino no

I saldi sono stati inventati per favorire sia i commercianti sia i consumatori. I primi hanno l’opportunità di disfarsi dei capi non venduti durante la stagione ed i secondi di portare a casa merce di qualità ad un prezzo più basso. Ma le truffe ai saldi sono in agguato anche in questo: se il giorno prima dell’inizio delle svendite quel maglione che tanto mi piace non lo trovo ed il giorno dopo me lo vendono di qualsiasi taglia ed in ogni colore dell’arcobaleno, qualcosa non mi quadra. Per farla semplice: ai saldi, i commercianti mi devono proporre quello che è rimasto invenduto in quella stagione, non quello che è rimasto in fondo al magazzino quando andavo alle elementari.

Saldi veri o sconti fasulli?

In tempi così tecnologici come quelli odierni, per evitare le truffe ai saldi non guasterebbe farsi un giro in quei negozi che ci interessano prima che comincino ufficialmente gli sconti e fare qualche foto con il cellulare alle vetrine, in modo da avere una prova provata dei prezzi pieni. Si potrà, così, verificare se lo sconto applicato corrisponde davvero alla realtà oppure c’è dietro qualche imbroglio. Esempio banale ma pratico: se un paio di scarpe mi costano a novembre 250 euro e durante i saldi mi vengono proposte con uno sconto del 30%, le dovrò pagare 175 euro (il 30% in meno, quindi 75 euro in meno). Se, invece, quelle stesse scarpe ai saldi mi vengono proposte con uno sconto del 30% a 185 euro vuol dire che c’è l’imbroglio. In questo caso, meglio cambiare negozio. Purché, anche lì, siano stati verificati prima i prezzi. Altrimenti, tanto vale fidarsi. Di commercianti onesti, comunque, c’è il mondo pieno.

Che cosa mi stai vendendo ai saldi?

Lo dicevamo all’inizio: comprare un prodotto scontato non vuol dire doversi accontentare di un prodotto scadente. Ecco perché è molto importante verificare la qualità della merce che si acquista in saldo, per evitare truffe. Come si controlla la qualità di un capo in saldo? Guardando bene l’etichetta, dove si riporta la composizione del capo di abbigliamento. Si sa che una maglia prodotta con fibre naturali costa più di una maglia sintetica. In questo modo si avrà la consapevolezza di pagare il prezzo giusto e di comprare un articolo di qualità anziché un’imitazione o una sottomarca simile a quella che pensavamo di portare a casa.

Merce in saldo sì, regalata no

La domanda sorge spontanea: ma se mi vendi un cappotto scontato al 60% e ci guadagni comunque, quando lo vendi a prezzo pieno quanto ci guadagni? Gli sconti esagerati ai saldi nascondono spesso qualcosa che non va: o la merce è così vecchia da essere stata prodotta sull’arca di Noè oppure, come dicevamo prima, il prezzo è stato talmente gonfiato prima da proporlo con il 70% e trarne comunque profitto. Un commerciante serio non va oltre il 40-50%. Per due motivi: perché, se davvero fa un ricarico così alto sulla merce durante l’anno, venderebbe poco o niente. E perché mai metterebbe in saldo la merce sottocosto, svendendola o quasi regalandola. Quindi, attenzione a non farsi abbagliare e ad evitare anche queste truffe ai saldi.

La vetrina dei saldi: anche l’occhio vuole la sua parte

I nonni della Castiglia dicevano: la persona, per essere onesta, non solo lo deve essere ma deve anche far vedere che lo è. Il disordine in un negozio, insomma, allontana – giustamente – i consumatori che non sono in grado, a prima vista, di distinguere i capi scontati da quelli che non lo sono. Per questo è fondamentale, per evitare truffe ai saldi, pretendere chiarezza ancor prima di entrare in un negozio. Se in una vetrina vedo la merce in saldo mescolata a quella a prezzo pieno, rischio di confondermi. La merce in saldo, dunque, deve essere separata da quella a prezzo pieno. Inoltre, deve riportare sul cartellino con il vecchio prezzo, la percentuale di sconto applicata ed il prezzo finale scontato. Se questo cartellino non c’è o non riporta in modo chiaro e ben leggibile queste informazioni, meglio andare altrove. Così come sono da evitare i negozi che riempiono le vetrine di manifesti con l’invito a non perdere l’occasione della tua vita. Troppa roba sui vetri impedisce di vedere bene la merce ed i cartellini. Ci sarà un perché.

Carta, Bancomat o contanti per pagare i saldi?

Carta, Bancomat o contanti. Punto. Il negoziante deve accettare qualsiasi tipo di pagamento anche in periodo di saldi, purché – volendo essere pignoli – la spesa superi i 30 euro, come stabilito dalla legge. Sopra questa cifra, infatti, qualsiasi punto vendita di ogni tipo di merce deve essere dotato di Pos, cioè del dispositivo per il pagamento elettronico con carta di credito o Bancomat. Diffidate da chi dice “l’abbiamo ordinato ma non è ancora arrivato”: l’obbligo è scattato dal giugno 2014. Va bene tutto, ma la scusa è davvero poco credibile. Diffidate anche da chi dice “mi costa troppo, non mi conviene”. Sarà sempre meno conveniente vedere che i clienti vanno altrove, dove la loro moneta elettronica viene accettata.

Chi non è riuscito ad evitare una truffa durante i saldi, può rivolgersi ad un’associazione di consumatori o anche al locale comando dei vigili urbani, purché abbia in mano le prove della frode, a partire dallo scontrino fiscale.

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