Professionisti Pubblicato il 31 dicembre 2016

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Professionisti L’usucapione: l’acquisto della proprietà col possesso

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L’usucapione e gli articoli 1158-1167 codice civile: il termine per usucapire un bene, l’usucapione ordinaria e abbreviata. Come funziona l’usucapione di beni mobili e immobili.

L’usucapione è l’istituto, in virtù del quale, per effetto del possesso protratto per un certo tempo e, talora, di altri requisiti, si produce l’acquisto della proprietà o dei diritti reali  di godimento.

Le ragioni che giustificano l’usucapione sono:

  • l’esigenza di rendere certa e stabile la proprietà;
  • l’esigenza di favorire colui che si occupa di un bene, rendendolo produttivo, rispetto al proprietario

L’usucapione è un modo di acquisto dei diritti reali a titolo originario.

Affinché possa verificarsi l’usucapione, il possesso deve presentare alcuni requisiti.

Esso deve infatti essere:

  • continuo e non interrotto (cd. requisito della continuità);
  • non violento né clandestino (cd. possesso non viziato);
  • protratto per un certo periodo di tempo (cd. requisito della durata).

 

Oggetto del possesso deve essere un bene suscettibile di usucapione, deve trattarsi, cioè, di un bene:

  • in commercio;
  • non demaniale (sono, invece, usucapibili i beni del patrimonio indisponibile).

L’art. 1165 c.c. estende all’usucapione le disposizioni generali dettate in materia di prescrizione, sia per la disciplina delle cause di sospensione o di interruzione, sia per quanto concerne il computo dei termini.

Ultimo requisito del possesso ad usucapionem è la durata, e cioè il decorso di un certo tempo. In relazione alla durata si distinguono due tipi di usucapione:

Usucapione ordinaria

L’usucapione ordinaria è quella che si compie col decorso di:

  • venti anni: per l’acquisto della proprietà o degli altri diritti reali di godimento su beni immobili e su universalità di mobili (artt. 1158 e 1160 c.c.);
  • dieci anni: per i beni mobili registrati;
  • quindici anni: per i fondi rustici, con annessi fabbricati situati in comuni classificati montani dalla legge (art. 1159bis, 1° comma, c.).

b) Usucapione abbreviata

L’usucapione abbreviata è una sottospecie dell’usucapione ordinaria, da cui si differenzia per il solo fatto che richiede alcuni requisiti in più e si realizza in minor tempo. Esaminiamo questi due aspetti di tale figura di usucapione:

  1. requisiti: oltre ai requisiti già visti, per l’usucapione abbreviata occorrono anche:
    • la buona fede: e cioè l’ignoranza di ledere, col proprio possesso, l’altrui diritto; tale buona fede, per regola generale, deve esistere nel soggetto solo al momento dell’acquisto del possesso;
    • un titolo valido ed astrattamente idoneo al trasferimento del diritto: e cioè un titolo valido in astratto, come ad esempio quando si acquista da chi non è proprietario in base ad un contratto valido;
    • la trascrizione del titolo: dalla trascrizione, infatti, decorre il tempo necessario per usucapire;
  2. durata: quanto al decorso del tempo necessario perché si verifichi l’usucapione abbreviata occorre distinguere tra:
    • beni immobili e universalità di mobili, per i quali occorrono dieci anni;
    • beni mobili registrati, per i quali bastano tre anni;
    • fondi rustici, per i quali occorrono cinque anni.

 

Usucapione di beni mobili

Per i beni mobili bisogna distinguere due ipotesi:

  • se vi è il titolo astrattamente idoneo e la buona fede, l’acquisto è immediato ai sensi dell’art. 1153 c.c.;
  • se manca il titolo, l’usucapione si realizza dopo dieci anni, qualora il possesso sia stato acquistato in buona fede; se il possessore è di mala fede, l’usucapione si compie con il decorso di venti anni (art. 1161 c.).

 

Disciplina  dell’usucapione

L’usucapione ha in comune con l’istituto della prescrizione estintiva (art. 2934 c.c.) la funzione del fattore tempo e dell’inerzia del titolare del diritto. Nella prescrizione questi elementi danno luogo all’estinzione del diritto, nell’usucapione ne determinano l’acquisto. Dalla comunanza di presupposti tra usucapione e prescrizione, discende la possibilità di configurare norme  comuni.

Sono applicabili, infatti, le regole concernenti la sospensione e l’interruzione del termine prescrizionale (art. 1165 c.c.). Anche il termine ad usucapionem viene sospeso per le cause indicate negli artt. 2941 e 2942 c.c., fatta eccezione per l’usucapione ventennale d’immobili (rispetto alla quale non ha luogo la sospensione per le cause indicate nell’art. 2942 c.c. ex art. 1166, 2° comma); si deve reputare interrotto dalle cause indicate dagli artt. 2943 e 2944 (domanda giudiziale o costituzione in mora, nei confronti del possessore usucapiente, di cedere il possesso, da parte dell’avente diritto; riconoscimento dell’altrui diritto da parte del possessore) ed anche per effetto della privazione del possesso per oltre un anno, salvo che l’ex possessore non lo recuperi, fosse pure successivamente, tuttavia in forza di azione proposta entro l’anno dalla privazione (art. 1167 c.c.).

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