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Lo sai che? Pubblicato il 1 gennaio 2017

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Lo sai che? Contratto firmato dal defunto: senza disdetta prosegue con l’erede

> Lo sai che? Pubblicato il 1 gennaio 2017

Tutti i contratti firmati dal un soggetto successivamente morto e che si rinnovano di anno in anno valgono anche nei confronti degli eredi se questi non si sono preoccupati di inviare la disdetta.

L’erede di una persona subentra nei contratti da quest’ultima firmati se è presente la clausola di automatico rinnovo alla scadenza di ogni anno. Pertanto, se sei diventato da poco erede di qualcuno, tra le tante cose di cui dovrai occuparti c’è anche l’invio di una lettera di disdetta da utenze e servizi in abbonamento. Senza, infatti, tale comunicazione (da inviare necessariamente con raccomandata a.r. o posta elettronica certificata), il rinnovo automatico è efficace anche nei confronti degli eredi (tutti in base alla rispettiva quota). Questi non potranno eccepire il fatto che il contratto sia stato originariamente firmato dal soggetto defunto.

Chi diventa erede di una persona ne acquista sia i debiti che i crediti: il che significa che tutte le obbligazioni da quest’ultima contratte quando ancora era in vita proseguono nei confronti dell’erede medesimo. L’erede diventa, in buona sostanza, una prosecuzione fisica del defunto, di tutti i suoi obblighi e diritti. E quindi anche dei suoi contratti. Se è vero, però, che per alcuni contratti è necessaria la «voltura» e, quindi, l’intestazione al nuovo soggetto (ad esempio l’affitto, la polizza assicurativa auto, il contratto della luce, ecc.), nella maggior parte dei casi ciò non è necessario e l’obbligazione prosegue anche nei confronti degli eredi tutti, benché non siano a conoscenza del relativo contratto. È il caso, ad esempio, di una pay-tv, di un contratto di utenza telefonica per cellulare, di un’assicurazione sulla casa o contro i furti, ecc.

Un esempio ci aiuterà a comprendere meglio.

Immaginiamo di aver perso, da pochi mesi, nostro padre. Noi siamo eredi universali, così ci occupiamo di tutte le pratiche della successione. Un giorno, tra la posta lasciata nella cassetta delle lettere della casa del nostro genitore, troviamo una richiesta di pagamento da parte di una tv on demand. Contattiamo la società sostenendo che il pagamento non ci compete perché l’intestatario del contratto è deceduto, ma la ditta non ne vuole sapere e, anzi, rilancia sostenendo che il servizio, nel frattempo, si è rinnovato in quanto non è stata inviata la lettera di disdetta prima della scadenza dell’anno. Chi dei due ha ragione?

Sulla scorta di quello che abbiamo appena detto, la società può rivendicare il pagamento fino a quando uno degli eredi – noi, nel caso di specie – non invia la disdetta dell’abbonamento.

Difatti, in caso di morte del contraente, nonché intestatario del contratto, gli eredi dovranno attivarsi per comunicare al fornitore il decesso e chiedere per iscritto la disdetta del contratto da lui sottoscritto, nei termini previsti dal contratto; diversamente saranno costoro a rispondere delle eventuali obbligazioni assunte dal defunto. Di solito, infatti, la polizza non s’interrompe automaticamente con la morte dell’intestatario, ma si trasferisce ai suoi eredi.

Resta comunque fermo che ogni contratto può regolare la questione in perfetta autonomia, non essendo previsti obblighi di legge. Così ben potrà avvenire che la scrittura preveda invece l’automatico scioglimento del vincolo alla morte del suo contraente.

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