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Lo sai che? Pubblicato il 1 gennaio 2017

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Lo sai che? Canone Rai 2017, come funziona

> Lo sai che? Pubblicato il 1 gennaio 2017

Pagamento, esenzioni e invio della dichiarazione con l’autocertificazione di non possesso della televisione: il funzionamento del canone Rai per il 2017 nella circolare 45/E dell’Agenzia delle Entrate.

 

Canone Rai: anche per il 2017 l’abbonamento tv – per come disciplinato dalla legge di stabilità 2016 [1] – diventa oggetto di una circolare dell’Agenzia delle Entrate [2]; in essa il fisco spiega ai contribuenti tutte le possibili situazioni e dubbi riguardanti le utenze domestiche dell’elettricità. Ricordiamo infatti che, dal 2016, la riscossione dell’imposta sulla detenzione degli apparecchi televisivi avviene attraverso la bolletta della luce collegata all’abitazione di residenza. In particolare, nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la residenza anagrafica si presume che egli detenga una televisione. È la

«detenzione», peraltro, e non il «possesso» – come invece comunemente si crede – il vero presupposto che fa scattare l’obbligo di pagare l’imposta. Pertanto, anche l’inquilino che utilizza la tv lasciata nell’appartamento dal padrone di casa o il coinquilino che guarda l’apparecchio acquistato da una delle persone con cui convive deve pagare il canone Rai [3].

Per superare questa presunzione il contribuente deve presentare un’autocertificazione (cosiddetta dichiarazione sostitutiva) in cui afferma sotto la propria responsabilità (anche penale) di non detenere alcun apparecchio tv nella casa di residenza o in altre dimore. Se la dichiarazione viene presentata:

  • dal 31 luglio 2016 al 31 gennaio 2017, l’esonero dal pagamento copre l’intero 2017;
  • dal 1° febbraio al 30 giugno 2017, l’esonero del pagamento riguarda solo il secondo semestre 2017.

Per scaricare la circolare completa chicca qui.

Canone Rai 2017: a quanto ammonta?

Per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica di cui sopra, il pagamento del canone Rai per il 2017 ammonta a 90 euro per tutto l’anno, suddiviso in 10 rate da 9 euro l’una.

Canon Rai 2017: come avviene il pagamento?

Il pagamento avviene in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate; le rate, ai fini dell’inserimento in fattura, s’intendono scadute il primo giorno di ciascuno dei mesi da gennaio ad ottobre.

Esenzione: quale reddito per non pagare il canone Rai

Sul punto rinviamo alla scheda Le esenzioni sul canone Rai. Al momento il contribuente, che deve avere più di 75 anni e non deve convivere con altro soggetto – ad esclusione del coniuge – titolare di reddito, non deve avere un reddito (sommato a quello del coniuge) superiore a 6.713 euro annui.

Ho più televisioni: quante volte devo pagare il canone Rai?

Il canone è addebitato una sola volta, in particolare sull’utenza della luce dell’abitazione di residenza anche se il contribuente possiede, nello stesso o in altri immobili, ulteriori apparecchi televisivi. Quindi, se alla società della luce risulta che al medesimo codice fiscale sono collegate più forniture oltre a quella di residenza non può addebitare ulteriori pagamenti a titolo di Canone Rai.

Esenzione: quale reddito per non pagare il canone Rai

Sul punto rinviamo alla scheda Le esenzioni sul canone Rai. Al momento il contribuente, che deve avere più di 75 anni e non deve convivere con altro soggetto – ad esclusione del coniuge – titolare di reddito, non deve avere un reddito (sommato a quello del coniuge) superiore a 6.713 euro annui.

Che succede se attivo il contratto della luce per la prima volta nel 2017?

Chi ha attivato, per la prima volta, l’utenza della luce dopo il 1° gennaio 2017, ma non ha la televisione in casa, è ugualmente tenuto a inviare la dichiarazione sostitutiva. Se la dichiarazione viene inviata:

  • entro il mese successivo dall’attivazione del contratto della luce, il contribuente non deve pagare il canone Rai per tutto il 2017;
  • entro il 30 giugno 2017 (ma oltre il mese successivo all’attivazione) è dovuto il canone per il primo semestre, per i mesi relativi all’attivazione della fornitura.

Infine, chi non rispetta l’invio della dichiarazione entro il primo mese successivo all’attivazione della fornitura, ma presenta il modello tra il 1° luglio e il 31 gennaio successivo, dovrà pagare il canone per l’intero anno, in relazione al mese di stipula del contratto elettrico.

Se le imprese di fornitura ricevono l’informazione circa l’esonero in una data successiva all’addebito in bolletta, sono tenute a interrompere la richiesta di pagamento «dalla rata in scadenza immediatamente successiva alla data di ricezione del flusso, fermo restando il diritto del contribuente al rimborso dell’importo eventualmente versato in eccesso».

Qualche caso di esempio

Contribuente con una fornitura residente attivata successivamente al 1/1 ed entro il 30/09

Si applica il canone dalla rata del mese di attivazione.

Contribuente con una fornitura residente attivata dal 01/10

Si applica il canone dalla rata del mese di attivazione, nel primo mese dell’anno successivo se per il Contribuente c’è una fornitura attiva.

Se a gennaio dell’anno successivo non c’è alcuna fornitura residente attiva, le rate mancanti sono segnalate all’Agenzia delle Entrate.

Contribuente con una fornitura residente attiva dal 1/1, disattivata entro il 30/09 e non più riattivata nell’anno

Si applica il canone dalla rata del mese di attivazione, fino al mese di disattivazione.

Contribuente con una fornitura residente attiva dal 1/1, disattivata in corso d’anno e con una nuova fornitura residente attivata entro il 30/09

Si applica il canone per l’intero anno:

  • sulla fornitura attiva al 01/01 si applicano le rate di canone maturate fino al mese di disattivazione;
  • sulla nuova fornitura si applicano le rate mancanti nel primo mese disponibile, poi si prosegue con le normali rate.

 

 

Contribuente con una fornitura residente attiva dal 1/1, disattivata in corso d’anno e con una nuova fornitura residente attivata successivamente al 30/09

Si applica il canone per l’intero anno:

  • sulla fornitura attiva al 01/01 si applicano le rate di canone maturate fino al mese di disattivazione;
  • sulla nuova fornitura, se ancora attiva a gennaio dell’anno successivo, si applicano le rate mancanti;
  • se a gennaio dell’anno successivo non c’è alcuna fornitura residente attiva, le rate mancanti sono segnalate all’Agenzia delle entrate.

 

 

Contribuente con una fornitura residente attiva dal 1/1 che in corso d’anno cambia da residente a non residente

Si applica il canone per i mesi in cui la fornitura è di tipo residente.

 

 

Dichiarazioni sostitutive

Ai fini della determinazione degli importi del canone da addebitare nelle fatture in base all’articolo 3, comma 1, del Regolamento, rilevano le informazioni desumibili dai flussi informativi di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a), del medesimo Regolamento contenenti i dati relativi ai soggetti che hanno presentato la dichiarazione di non detenzione di apparecchi televisivi, di cui all’articolo 1, comma 153, della legge n. 208/2015 o che hanno presentato, anche mediante il modello di rimborso di cui al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 agosto 2016, la dichiarazione della sussistenza di altra utenza elettrica per la quale uno dei componenti del nucleo familiare è già tenuto al pagamento.

Per le dichiarazioni sostitutive richiamate, vale quanto stabilito con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 45059 del 24 marzo 2016, come modificato dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 58258 del 21 aprile 2016.

Nel flusso informativo di cui all’articolo 2, comma 2, lettera a) sono indicati il codice fiscale del contribuente (dichiarante o de cuius in caso di dichiarazione presentata da un erede), il quadro della dichiarazione compilato (A o B), il tipo di dichiarazione presentata (di non addebito o di variazione dei presupposti di una precedente dichiarazione), la data di presentazione della dichiarazione.

Dichiarazione di non detenzione (quadro A del modello)

Per i soggetti titolari di utenze attive al 1° gennaio che hanno presentato, anche in qualità di erede, la dichiarazione sostitutiva compilando il quadro A del modello:

  1. a)  dal 1° luglio dell’anno precedente al 31 gennaio dell’anno di riferimento, il canone non è dovuto per l’intero anno di riferimento (ad esempio, la dichiarazione sostitutiva presentata dal 1° luglio 2016 al 31 gennaio 2017 esonera dal pagamento del canone per l’intero 2017).
  2. b)  dal 1° febbraio al 30 giugno dell’anno di riferimento, il canone è dovuto per il primo semestre (vedi tabella 5), e non è dovuto per il secondo semestre.
  3. c)  dal 1° luglio dell’anno di riferimento al 31 gennaio dell’anno successivo, il canone è dovuto per l’intero anno di riferimento (vedi tabella 3), e non è dovuto per l’intero anno successivo. Per i soggetti titolari unicamente di utenze attivate dopo il 1° gennaio che hanno presentato, anche in qualità di erede, la dichiarazione compilando il quadro A del modello:
  4. d)  entro il primo mese successivo a quello di attivazione, il canone non è dovuto per l’intero anno di riferimento;
  5. e)  non rispettando i termini indicati alla lettera d) ed entro il 30 giugno dell’anno di riferimento, il canone è dovuto per il primo semestre, in base al mese di attivazione (vedi tabella 5), e non è dovuto per il secondo semestre;
  6. f)  non rispettando i termini indicati alla lettera d) e a decorrere dal 1° luglio dell’anno di riferimento ed entro il 31 gennaio dell’anno successivo, il canone è dovuto per l’intero anno di riferimento, in base al mese di attivazione (vedi tabella 4), e non è dovuto per l’intero anno successivo.

Nei confronti dei contribuenti suddetti, a seguito dell’indicazione di non detenzione contenuta nei flussi informativi ricevuti:

  • nei casi a) e d) non si procede all’addebito del canone;
  • nei casi b) ed e) si procede all’addebito del canone per gli importi indicati nella

tabella 5;

  • nel caso c) si procede all’addebito del canone per l’intero anno di riferimento;
  • nel caso f) si procede all’addebito del canone.

Se l’informazione di non addebito è contenuta in flussi informativi ricevuti in una data che non consente di evitare l’addebito del canone secondo le regole sopra specificate, nei casi a), b) d) ed e) si procede ad interrompere l’addebito dalla rata in scadenza immediatamente successiva alla data di ricezione del flusso, fermo restando il diritto del contribuente al rimborso dell’importo eventualmente versato in eccesso.

La dichiarazione di variazione dei presupposti della dichiarazione sostitutiva precedentemente resa (revoca) comporta l’addebito del canone a decorrere dal mese di presentazione.

Nei confronti dei contribuenti suddetti, a seguito dell’indicazione di revoca contenuta nei flussi informativi, l’importo del canone dovuto è determinato in base alla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva (tabella 4) e nella prima rata utile sono addebitate le rate scadute dal mese di revoca.

Dichiarazione di sussistenza di altra utenza elettrica per la quale uno dei componenti del nucleo familiare è già tenuto al pagamento del canone (quadro B del modello)

Per i contribuenti titolari di utenze che hanno presentato, anche in qualità di erede, la dichiarazione sostitutiva compilando il quadro B del modello, anche mediante il modello di rimborso di cui al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 agosto 2016, a seguito dell’indicazione di non addebito contenuta nei flussi informativi, non si procede all’addebito del canone o, se l’indicazione di non addebito è contenuta in flussi informativi ricevuti in una data che non consente di evitare l’addebito del canone secondo le regole sopra specificate, si procede ad interrompere l’addebito dalla rata in scadenza immediatamente successiva alla data di ricezione del flusso, fermo restando il diritto del contribuente al rimborso dell’importo eventualmente versato in eccesso.

La dichiarazione di variazione dei presupposti della dichiarazione sostitutiva precedentemente resa (revoca) comporta l’addebito del canone a decorrere dal mese di presentazione.

Nei confronti dei contribuenti suddetti, a seguito dell’indicazione di revoca contenuta nei flussi informativi, l’importo del canone dovuto è determinato in base alla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva (tabella 4) e nella prima rata utile sono addebitate le rate scadute dal mese di revoca.

Presenza di più utenze residenziali

Nell’ipotesi in cui per un medesimo codice fiscale la coincidenza del luogo di fornitura dell’energia rispetto alla residenza risulti contemporaneamente verificata per più forniture, anche in seguito all’allineamento delle banche dati, il canone di abbonamento è addebitato su una sola fornitura. Ciò in applicazione del principio per cui il canone di abbonamento è, in ogni caso, dovuto una sola volta in relazione agli apparecchi televisivi detenuti, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica [4].

Se la coincidenza si verifica per due (o più) contratti di fornitura, rientranti uno nella tipologia “clienti residenti” e l’altro (o gli altri) nella tipologia “altri clienti domestici”, si considera addebitabile la fornitura della tipologia “clienti residenti” indipendentemente dalla data di attivazione. In altri termini, prevale la fornitura per cui l’utente ha dichiarato la residenza all’impresa elettrica rispetto alla fornitura per cui la coincidenza con la residenza è individuata in base alle informazioni disponibili nel sistema informativo dell’Anagrafe tributaria.

Se la coincidenza si verifica per due (o più) contratti di fornitura rientranti tutti nella tipologia “clienti residenti”, si considera addebitabile la fornitura con attivazione più recente o, in mancanza, con la data di inserimento nel Registro Centrale Ufficiale [5] (RCU) più recente, indipendentemente dalla tipologia tariffaria.

Volture e Switch

La voltura [6] corrisponde alla disattivazione della fornitura al cliente finale uscente ed alla attivazione di una nuova fornitura al cliente finale entrante; pertanto, sono da trattare ai fini dell’addebito come, rispettivamente, disattivazioni di utenze e nuove attivazioni di utenze.

Le volture mortis causa non comportano di per sé modifiche nell’addebito del canone, salvo che il codice fiscale entrante non abbia già un’utenza addebitabile in base ai paragrafi 2.1 e 2.2 e salva l’esistenza di cause di non addebito del canone risultanti dai flussi informativi trasmessi dall’Agenzia delle entrate ai sensi degli articoli 2, comma 2, e 3, comma 1, del Regolamento.

Lo switch [7] non ha di per sé conseguenze sull’addebito del canone, rimanendo attiva nei confronti di un medesimo cliente finale una fornitura compresa nelle tipologie addebitabili.

note

[1] L. n. 208/2015 (legge di stabilità 2016).

[2] Ag. Entrate, circolare n. 45/E/16.

[3] La detenzione di apparecchio atto a ricevere onde radio e video è infatti il presupposto dell’obbligo di pagamento del canone (secondo periodo del secondo comma dell’art. 1 del RDL n. 246/1938, aggiunto dall’art. 1, comma 153, lettera a, della legge n. 208/2015).

[4] Il principio, da ultimo ribadito dall’articolo 1, terzo comma del RDL n. 246/1938 (aggiunto dall’articolo 1, comma 153, lettera a, della legge n. 208/2015), era già previsto già dall’articolo 27, comma 2, della legge n. 223/1990 per cui “Il pagamento del canone di abbonamento alla televisione consente la detenzione di uno o più apparecchi televisivi ad uso privato da parte dello stesso soggetto nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora.”. Al riguardo, il Ministero delle finanze con circolare n. 15 del 08/03/1991 ha specificato che “come è corrente interpretazione in materia di radiodiffusioni – per medesimo soggetto s’intende tanto il titolare dell’abbonamento quanto uno dei componenti del di lui nucleo familiare anagraficamente inteso, e per residenza o dimora una qualsiasi abitazione di uno dei soggetti anzidetti.”.

[5] Il Registro Centrale Ufficiale contiene l’elenco completo dei punti di prelievo di energia elettrica, ai sensi del comma 1 dell’articolo 1-bis della legge n. 129/2010.

[6] Per voltura si intende, in relazione al singolo punto di prelievo, la cessazione del contratto di trasporto con un cliente e la contestuale stipula del contratto con un nuovo cliente, senza disalimentazione del punto di prelievo stesso (Fonte: Testo Integrato delle disposizioni per l’erogazione dei servizi di trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica 2016 – 2019, approvato con deliberazione dell’Autorità 23 dicembre 2015, 654/2015/R/EEL e successive modificazioni, c.d. TIT).

[7] Ai fini del presente documento, per switch si intende, in relazione al singolo punto di prelievo, la cessazione del contratto di fornitura con un’impresa elettrica e la stipula del contratto di fornitura con un’altra impresa elettrica da parte di un medesimo cliente finale (cfr. Deliberazione dell’Autorità 14 ottobre 2015 487/2015/r/eel, Riforma del processo di switching nel mercato retail elettrico).

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