HOME Articoli

Lo sai che? Pubblicato il 2 gennaio 2017

Articolo di

Lo sai che? Dieta fallita, il dietologo mi deve restituire i soldi?

> Lo sai che? Pubblicato il 2 gennaio 2017

Se il paziente non dimagrisce può essere risarcito dal dietologo che aveva promesso invece una rapida perdita di peso?

«Da domani mi metto a dieta», una promessa inflazionata e poco spesso mantenuta; ma la presenza di un dietologo che segua chi vuol perdere peso non è solo una garanzia di corretta alimentazione e giusto dosaggio dei cibi, ma anche un incentivo per mantenere salda la forza di volontà. Incentivo dettato, a volte, anche dal fatto che si è pagato un professionista e si vorrebbe, quantomeno, vedere i risultati della spesa. Ma che succede se, nonostante le promesse del dietologo in prima seduta, all’esito di qualche mese di dieta da questi controllata, l’ago sulla bilancia non si sposta di un grammo? Si può chiedere il risarcimento del danno o, quantomeno, la restituzione dei soldi spesi? La risposta, almeno in via generale e salvo alcune eccezioni, è negativa. Infatti, a meno che il professionista abbia fornito informazioni non veritiere al proprio paziente prima del conferimento dell’incarico, millantando risultati impossibili, il dietologo non può essere responsabile per il mancato conseguimento dell’obiettivo “dimagrimento”.

Perché il dietologo non è mai responsabile del mancato dimagrimento del paziente? La questione è molto semplice. Il dietologo, come tutti i medici, è tenuto a quella che si dice una «obbligazione di mezzi» e non «di risultato». In altri termini, al contrario di un ingegnere pagato per costruire una casa, di un programmatore ingaggiato per realizzare un sito internet, di un architetto tenuto a realizzare una copertura per il gazebo, di un parrucchiere a cui sia stato richiesto una particolare tinta per i capelli, il medico non è tenuto a realizzare un risultato sperato, ma a fare in modo, con tutta la propria professionalità, che questo obiettivo tenda a realizzarsi. Ma se esso non si verifica – circostanza che potrebbe dipendere da altri fattori, visto che la medicina non è sempre una scienza esatta – il medico non è responsabile.

Quindi, anche il dietologo non è responsabile se il paziente non dimagrisce.

Come abbiamo precisato in apertura, il dietologo – così come ogni altro professionista – è tenuto, in virtù del principio di buona fede che presiede i contatti precedenti alla stipula del contratto, a non far sperare, al paziente, risultati impossibili da realizzare tenendo conto delle particolarità del caso. Quindi, se anche il dietologo, in precedenti occasioni, è riuscito a realizzare l’ambito traguardo dei «7 chili in 7 giorni», non può “reclamizzare” uno sporadico successo come la regola. In tal caso, dunque, trattandosi di “dolo contrattuale”, al cliente è dovuta la restituzione del denaro speso inutilmente. L’azione può essere proposta entro cinque anni dalla conclusione del contratto, contratto che può consistere anche in un semplice mandato verbale.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter.
Scarica L’articolo in PDF

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

I PROFESSIONISTI DEL NOSTRO NETWORK