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Lo sai che? Pubblicato il 3 gennaio 2017

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Lo sai che? È reato dire “Italia paese di merda”?

> Lo sai che? Pubblicato il 3 gennaio 2017

Attenzione alle invettive pronunciate ad alta voce. Dire «In questo schifo di Italia di m … » è reato.

Cari Italiani, facciamo attenzione alle parole che pronunciamo ad alta voce quando ce la prendiamo con i disservizi, i trasporti pubblici che non funzionano mai, le multe talvolta ingiuste, le tasse altissime, le code interminabili e la fuga di cervelli dal Belpaese. Se non facciamo attenzione, infatti, oltre al danno rischiamo anche la beffa. Ed infatti, forse non tutti sanno che sfogarsi ad alta voce con il classico «Italia paese di m …», per quanto per alcuni possa suonare bene ed essere anche liberatorio, non può essere tollerato. Anzi è addirittura reato, in quanto costituisce vilipendio alla nazione italiana [1].

A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione [2], la quale ha condannato un 71enne che si era particolarmente infuriato con due carabinieri che lo avevano fermato e multato perché viaggiava a bordo della sua auto con un solo faro acceso. L’uomo per contestare la multa o, più semplicemente, per dare sfogo alla sua collera, si era lasciato andare alla fatidica frase: «In questo schifo di Italia di merda».

Ebbene, secondo la Suprema Corte il diritto di manifestare il proprio pensiero [3] in qualsiasi modo non può trascendere in offese grossolane e brutali prive di alcuna correlazione con una critica obiettiva.

Secondo la Suprema Corte, dunque, il comportamento di un soggetto che in luogo pubblico, ha offeso la nazione, gridando quella particolare frase, «sia pure nel contesto di un’accesa discussione dopo la contestazione elevatagli dai carabinieri per aver condotto un’autovettura con un solo faro funzionante, integra il delitto di vilipendio».

Il reato in esame, ha precisato poi la Suprema Corte, «non consiste in atti di ostilità o di violenza o in manifestazioni di odio: basta l’offesa alla nazione, cioè un’espressione di ingiuria o di disprezzo che leda il prestigio o l’onore della collettività nazionale, a prescindere dai vari sentimenti nutriti dall’autore».

Ciò detto, in un periodo come quello attuale, caratterizzato dalla crisi e dal forte stress collettivo che ne deriva, è bene tenere a mente quanto sopra esposto e limitarsi, se proprio non se ne può fare a meno, a pensarle e basta certe cose, o, comunque, a dirle a bassa voce!

note

[1] Art. 291 cod. pen., ai sensi del quale «Chiunque pubblicamente vilipende  la nazione italiana è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000».

[2] Cass. sent. n. 28730 del 04.07.2013.

[3] Art. 21 Cost. ai sensi del quale «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».

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1 Commento

carlo alberto bussoni

4 gennaio 2017 alle 16:20

Mentre i continui furti da parte di politici di ogni taglia, quello non costituisce vilipendio. Il percepire stipendi faraonici a fronte di chi prende 400-500 euro di pensione, quello non costituisce vilipendio…..

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