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Lo sai che? Pubblicato il 3 gennaio 2017

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Lo sai che? Legittimo dare le chiavi di cancello e portone agli operai?

> Lo sai che? Pubblicato il 3 gennaio 2017

Se il vicino di casa sta facendo lavori di ristrutturazione è suo diritto lasciare il duplicato delle chiavi del cancello elettrico e del portone del condominio alla ditta?

Si può pretendere che un condomino non dia la copia delle chiavi dell’accesso al condominio ad estranei come, ad esempio, agli incaricati di una ditta di ristrutturazione? Si pensi al telecomando che apre il cancello elettrico o alla chiave che consente di aprire il portone centrale. O anche a quella per accedere ai box auto. E se tra gli operai della ditta dovesse esserci qualche malintenzionato? Questi avrebbe facile accesso alla proprietà privata. Dall’altro lato è anche vero che il proprietario di un appartamento è anche titolare delle chiavi per l’accesso a casa propria e, quindi, ne può disporre liberamente. Come si risolve il contrasto? Un esempio farà al caso nostro.

Immaginiamo che un condomino del nostro palazzo abbia incaricato una ditta per fare dei lavori di ristrutturazione. Gli operai utilizzano scale e ascensore e questo via vai di persone e materiali ci infastidisce parecchio.

Ma scopriamo anche che il proprietario dell’appartamento (che vive in un’altra città) ha dato all’impresa edile non solo le chiavi della propria casa, ma anche quelle del cancello condominiale e del portone d’ingresso, permettendo ai muratori di entrare e uscire liberamente. La cosa ci preoccupa e ci fa temere che il duplicato possa circolare troppo liberamente, costituendo un facile incentivo ai ladri. Così contattiamo il proprietario dell’appartamento in questione. Gli facciamo presente che non doveva permettersi a affidare ad estranei le chiavi del nostro stabile. Lui, di tutt’altro parere, risponde che non ci trova nulla di strano: poiché la casa è sua ne fa quello che vuole, e quindi è libero di consentire ad estranei di entrare nel condominio. Chi ha ragione.

La soluzione è in un articolo del codice civile [1] in base al quale ciascun condomino può servirsi degli spazi comuni purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

Ogni condomino, quindi, può avvalersi dell’opera di un appaltatore a condizione di non recare danni alle parti comuni dell’edificio, quelle cioè appartenenti a tutti i condomini, e alle altre proprietà esclusive e garantendo, sempre, la sicurezza dell’edificio condominiale. Il che, in termini pratici, significa che non si può impedire agli operai di usare l’ascensore, purché non lo blocchino dalla mattina alla sera, impedendo agli altri di salire e scendere i piani; non si può vietare agli operai di percorrere le scale solo perché hanno gli scarponi sporchi. Resta però compito del condomino interessato ai lavori ripulire ciò che gli edili hanno sporcato e riparare ciò che dagli stessi è stato rotto.

Quanto alle chiavi, vale lo stesso principio: il condomino è libero di cedere le chiavi del cancello condominiale ad un impresa esterna, purché questa, di fatto, non impedisca agli altri di farne lo stesso uso e non lo rompa, nel qual caso dovrà ripararlo a sue spese.

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