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Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2017

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Lo sai che? Posso pignorare un credito futuro

> Lo sai che? Pubblicato il 10 gennaio 2017

Pignoramento presso terzi dei crediti futuri del debitore? È possibile. Modalità e caratteristiche di questa particolare procedura.

Dove c’è un creditore c’è inevitabilmente un debitore che teme di essere attaccato. Con questa sintetica affermazione si vuol dire che la posizione creditoria è forte ed evidentemente tutelata dalla nostra legge. Se, infatti, il debitore non rispetta i propri impegni economici, appare inevitabile che lo stesso possa subire le iniziative giuridiche del proprio creditore.

Ebbene un po’ tutti i nostri lettori sanno che le possibilità per il creditore insoddisfatto sono molteplici. Tra queste le più diffuse sono oramai diventate quelle che conducono al pignoramento presso terzi. In tal caso, ci si rivolge a un soggetto estraneo al rapporto obbligatorio, che a sua volta deve qualcosa al proprio debitore. In altri termini si pignora una credito di quest’ultimo è il gioco è fatto.

Nella prassi, questa situazione si realizza frequentemente e facilmente (sempre che si trovi adeguata disponibilità economica nel debitore), ad esempio, attraverso il pignoramento dello stipendio o delle altre indennità derivanti da un rapporto di lavoro oppure mediante il tradizionale quanto altrettanto afflittivo pignoramento del conto corrente. A tal proposito si è parlato diffusamente del pignoramento dello stipendio o della pensione negli articoli pignoramento dello stipendio e pignoramento della pensione, così come si è discusso del pignoramento del conto corrente nella pubblicazione pignoramento del conto corrente. Si è visto, ad esempio, in che misura è possibile pignorare uno stipendio o la pensione direttamente agendo presso il terzo datore degli stessi. Abbiamo anche compreso quali sono, invece, i limiti e le caratteristiche del pignoramento sul conto corrente bancario o postale del malcapitato debitore di turno.

Con questo articolo, invece, si vuole illustrare un’altra evenienza. Mettiamo il caso che non ci sia un vero e proprio stipendio da aggredire oppure che il conto corrente del debitore sia quasi sempre all’asciutto, ma che l’insolvente di turno sia potenziale titolare di crediti futuri, ancora non maturati: è possibile aggredire, cioè pignorare, questi crediti? In ogni caso, a prescindere dalle difficoltà che un creditore può incontrare nell’ottenere forzatamente soddisfazione, esiste questa possibilità?

La pignorabilità dei crediti futuri

La legge ammette la possibilità di pignorare i crediti futuri. In particolare, in presenza di crediti liquidi e certi, ma non ancora esigibili prima di novanta giorni, la norma afferma che gli stessi possano essere oggetto di pignoramento e che il giudice dell’esecuzione provvederà ad assegnarli al creditore pignorante [1]. Se il termine necessario per l’esigibilità è maggiore oppure se si tratta di censi o rendite perpetue o temporanee, si provvede ai sensi della norma che disciplina la vendita di cose mobili [2], mediante cioè, assegnazione o vendita dei predetti crediti.

Secondo la giurisprudenza [3], queste disposizioni, sinteticamente richiamate, consentono al creditore procedente di pignorare presso il terzo anche crediti non ancora maturati e persino oggetto di una mera aspettativa. In buona sostanza, si dice che l’esigibilità della somma non è una condizione essenziale per il pignoramento, il quale, in realtà, si concentra sulla posizione giuridica del debitore oggetto dell’esecuzione. Il credito futuro, per quanto ancora inesigibile ed illiquido, ha la concreta possibilità di essere soddisfatto, e pertanto è pignorabile [4].

Ovviamente non sono certamente pignorabili, i crediti futuri soltanto eventuali, cioè privi di qualsivoglia concreta possibilità di venire ad esistenza, ma puramente aleatori e soltanto sperati.

note

[1] Art. 553 cod proc. civ.

[2] Art. 552 cod proc. civ.

[3] Trib. di Modena sent. n. 648/2013 – Cass. sent. n. 19501/2009 – 28300/2005.

[4] Cass. sent. n. 15141/2002 .

[5] Art. 21 Dpr 633/1972.

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