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News Pubblicato il 4 gennaio 2017

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News Startup innovative, in cosa consiste l’agevolazione fiscale?

> News Pubblicato il 4 gennaio 2017

Dal 2017 la detrazione prevista per i contribuenti che investono nelle cosiddette start up innovative passa al 30%.

Si sente spesso parlare dei benefici fiscali e incentivi riconosciuti alle startup innovative, ma di cosa si tratta in particolare? In buona sostanza i soci o gli investitori che sottoscrivono e versano capitale sociale possono ottenere una detrazione fiscale del 30% su tali somme. Per esempio, se l’assemblea di una società startup di 4 soci delibera un aumento del capitale di 10mila euro, ciascun socio – che verserà 2.500 euro – potrà recuperare dalle tasse il 30% di 2.500 euro, ossia 750 euro.

Un altro esempio può essere quello dell’ingresso in società di un nuovo socio investitore (sia esso persona fisica o società), con decisione dei soci di aumentare il capitale sociale: il nuovo capitale da questi versato beneficerà anch’esso della detrazione fiscale in commento.

La previsione della detrazione fiscale è stata prevista nel 2012 e la scadenza era programmata per il 2016; la legge dell’epoca [1] aveva fissato una detrazione del 19% per le persone fisiche (con un tetto massimo di somme detassabili pari a 500 mila euro annui) e del 20% per le società (fino a un tetto di 1,8 milioni per esercizio: deduzione massima 360.000 euro, con un risparmio Ires di 99.000 euro).

Invece, la legge di Bilancio del 2017 [2] ha reso strutturale (ossia definitiva) tale agevolazione, non più vincolata a un termine di scadenza; inoltre ha elevato la detrazione fiscale al 30% per le persone fisiche (con un tetto massimo di somme detassabili pari a un milione di euro annui). Anche per le società la detrazione fiscale viene portata al 30% (con tetto di investimento annuo fermo a 1.800.000 euro). Questo per incentivare i contribuenti a investire in tali realtà che spesso premiano le idee originali e innovative, fonte potenziale di lavoro e di ricchezza per la società.

In pratica, dal 2017, una persona fisica che versa mille euro nel capitale sociale di start up innovativa otterrà una riduzione di 300 euro dell’Irpef da pagare allo stato.

Per rendere più stabile l’investimento, è necessario non vendere le partecipazioni alla società per almeno 3 anni (prima erano 2), pena la decadenza dal beneficio e il recupero della tassazione prima scontata.

Anche le start up innovative costituite prima del 2017 potranno beneficiare delle nuove agevolazioni fiscali rappresentate prevalentemente dall’incremento degli incentivi Irpef e Ires per i propri investitori.

Cosa significa start up innovativa?

Perché si possa parlare di startup innovativa sono necessari i seguenti requisiti:

  • i soci, persone fisiche, devono detenere il 51% di azioni o quote e diritti di voto dalla data di costituzione della società fino ai successivi 24 mesi;
  • la società non deve operare da più di 48 mesi;
  • la società deve avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
  • il valore della produzione annua, a partire dal secondo anno di attività, non deve superare i 5 milioni di euro;
  • la società non deve distribuire o aver distribuito utili;
  • la società deve avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • la società non deve essere stata costituita a seguito di una fusione, di una scissione societaria o di una cessione di azienda o di ramo di azienda.

Inoltre, la start up deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri:

  • le spese per la ricerca e sviluppo devono essere uguali o superiori del 20% rispetto all’importo sostenuto tra il costo e il valore della produzione;
  • la società deve impiegare una forza lavoro altamente specializzata che ha svolto o sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure che sia in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno 3 anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero. Tale forza lavoro, deve essere assunta dalla società in qualità di dipendenti o di collaboratori a qualsiasi titolo, con una percentuale uguale o superiore ad 1/3 del personale già assunto;
  • la società deve essere titolare o depositaria o licenziataria di almeno un brevetto relativo ad un’invenzione industriale, biotecnologica o relativa ai semiconduttori e alle varietà vegetali.

Altri benefici per la startup innovativa

Le società start-up innovative, organizzate in forma di Srl, si possono costituire e modificare con tre diverse procedure:

  • ordinaria”, con atto pubblico notarile;
  • alternativa minore”, con scrittura privata (cui sia apposta la firma digitale dei soci costituenti o del presidente dell’assemblea) redatta senza intervento notarile secondo il modello recato dal Dm Mise 17 febbraio 2016 (per l’atto costitutivo) e dal Dm Mise 28 ottobre 2016 (per la deliberazione di modifica dello statuto);
  • alternativa maggiore”, con scrittura privata elettronica a firma digitale, autenticata dal notaio che ne sia richiesto (ma in questo caso il notaio deve avvalersi della bozza Mise).

Lo ha affermato il ministero dello Sviluppo economico con una recente nota [3].

note

[1] Art. 29 Dl 179/2012.

[2] Art. 1, co. 66, L. 232/2016.

[3] Mise nota prot. n. 411501 del 22 dicembre 2016

Autore immagine: 123rf com

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