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Lo sai che? Pubblicato il 12 gennaio 2017

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Lo sai che? Fermo auto illegittimo se sproporzionato rispetto al debito

> Lo sai che? Pubblicato il 12 gennaio 2017

Il blocco dell’auto da parte di Equitalia è illegittimo per debiti di basso importo.

 

Equitalia può iscrivere il fermo amministrativo sull’auto a seguito di una cartella esattoriale non pagata e avente ad oggetto non solo multe per infrazioni al codice della strada, ma anche bollo auto, canone Rai, contributi Inps, tasse sui rifiuti, Iva ecc. Il debito deve comunque essere superiore a 50 euro. Non ci sono altri limiti minimi ai quali Equitalia deve attenersi. Ciò vuol dire che può essere legittimo il fermo di un’auto di valore elevato a fronte di un debito di poche migliaia di euro. I giudici ritengono, tuttavia, che sia necessaria una proporzione tra valore del debito e fermo amministrativo.

Per esempio una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Treviso [1] ha precisato che, sebbene non si rinvenga nella legge una specifica limitazione per l’applicazione del fermo, «è pur sempre vero che vige il generale principio della proporzionalità– che in sede amministrativa/fiscale – e come già ha significato il Consiglio di Stato [2] si traduce nella legittimità dell’operato dell’Agente della riscossione».

Secondo i giudici, il principio di proporzionalità tra il debito e il fermo amministrativo è un principio cardine il cui mancato rispetto incide sulla validità del fermo.

Dello stesso parere sono state negli ultimi anni numerose Commissioni tributarie. Si veda per esempio la sentenza con cui la Commissione Tributaria Provinciale di Napoli [3] ha ritenuto necessario il rispetto del principio di proporzionalità tra debito e fermo amministrativo, in ragione del fatto che quest’ultimo rappresenta una misura cautelare strumentale all’esecuzione forzata. In quest’ottica, dato che con l’esecuzione forzata non si potrebbero aggredire beni di valore superiore rispetto al debito, lo stesso discorso vale per il fermo amministrativo che ad essa è preordinato.

Anche la Commissione Tributaria Provinciale di Roma e quella regionale di Firenze [4], hanno riconosciuto come il fermo amministrativo, in quanto misura particolarmente invasiva (dato che blocca la circolazione del veicolo), è illegittimo se sproporzionato rispetto al credito da garantire.

Consentire ad Equitalia di utilizzare il fermo in maniera indiscriminata, anche per importi irrisori, rappresenterebbe il conferimento di un eccesso di potere, a danno dei contribuenti.

In mancanza di una norma di legge che sancisca i limiti di applicazione del fermo amministrativo (esistente, invece, per l’ipoteca sulla prima casa – possibile solo se il valore del debito supera 20.000 euro), un’eventuale impugnazione del fermo fondata solo sul vizio di proporzionalità potrebbe essere dall’esito incerto. Sarebbe opportuno avere a disposizione anche altre contestazioni formali o di merito per il ricorso: difetti di notifica, errori sugli importi del debito, prescrizioni, auto strumentale al lavoro ecc.

note

[1] CTP Treviso, sent. n. 421/03/2016.

[2] Cons. Stato, ord. n. 3259/2004.

[3] CTP Napoli sent. n. 241/17/2012.

[4] CTP Roma sent. n. 28/12/2013 e CTR Firenze sent. n.130/2013.

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