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Le Guide Pubblicato il 5 gennaio 2017

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Le Guide Assegno sociale

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Assegno sociale: che cos’è, chi ne ha diritto, quali sono i requisiti, a quanto ammonta il trattamento, come fare domanda.

 

L’assegno sociale è il trattamento che dal 1996 ha sostituito la pensione sociale: si tratta di una prestazione di assistenza, erogata dall’Inps, che spetta ai cittadini che hanno un reddito al di sotto di un certo limite e che non hanno diritto (eccetto alcuni casi particolari) alla pensione di vecchiaia, anticipata, di anzianità o ad altri trattamenti previdenziali. Dato che l’assegno sociale è una prestazione assistenziale, per ottenerlo non è necessario aver versato un minimo di contributi all’Inps.

Assegno sociale: a chi spetta

Hanno diritto ad ottenere l’assegno sociale le persone che possiedono i seguenti requisiti:

  • almeno 65 anni e 7 mesi di età: questo requisito è unico, per gli uomini e per le donne ed è valido per il 2016 e il 2017; dal 2018 sarà elevato a 66 anni e 7 mesi, come prevede la Legge Fornero [1];
  • cittadinanza italiana;
  • in alternativa, cittadinanza di un Paese dell’Unione Europea, se il richiedente è iscritto all’anagrafe di un Comune italiano, in quanto residente;
  • in alternativa, cittadinanza di un Paese extraeuropeo, se il richiedente possiede il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni nel territorio italiano;
  • reddito non superiore a 824,91 euro annui, se il richiedente non è sposato;
  • reddito non superiore a 649,82 Euro annui, se il richiedente è coniugato.

Assegno sociale: redditi esclusi

Tra i redditi utili a determinare la soglia limite, al di sopra della quale l’assegno non spetta, devono essere considerati anche i redditi esenti, come le rendite dell’Inail e le pensioni erogate agli invalidi civili.

Non devono essere considerati ai fini del limite di reddito, invece, i seguenti redditi:

  • il Tfr (il trattamento di fine rapporto, in parole povere la liquidazione) e le relative anticipazioni; sono escluse dal computo anche le altre indennità di fine rapporto, comunque denominate, come il Tfs (trattamento di fine servizio) o l’Ips (indennità premio di servizio);
  • il reddito dell’abitazione principale;
  • gli arretrati da lavoro dipendente soggetti a tassazione separata, compresi gli arretrati per attività prestata all’estero;
  • l’indennità di accompagnamento per invalidi civili, ciechi civili (in generale, sono escluse le indennità di accompagnamento di ogni tipo), l’indennità di comunicazione per i sordi, gli assegni per l’assistenza personale e continuativa erogati dall’Inps ai pensionati per inabilità;
  • gli assegni erogati dall’Inail per l’assistenza personale continuativa, nelle ipotesi di invalidità permanente assoluta;
  • i vitalizi per gli ex combattenti della guerra 1915/1918.

Deve essere contata solo parzialmente tra i redditi, inoltre, la pensione liquidata col calcolo contributivo, a carico di enti previdenziali, sia pubblici che privati, che gestiscono forme di previdenza obbligatorie.

In particolare, il trattamento contributivo è escluso dalla somma dei redditi nella misura corrispondente al suo terzo, e comunque non oltre 1/3 dell’ammontare dell’assegno sociale.

Assegno sociale: a quanto ammonta

L’assegno sociale è pari a 448,07 euro, ed è erogato, come la pensione, per 13 mensilità: pertanto, la sua misura annuale è pari a 5.842,91 euro.

L’assegno sociale può spettare in misura intera o ridotta, a seconda del reddito posseduto. In particolare:

  • ai beneficiari non coniugati privi di reddito, spetta in misura intera;
  • ai beneficiari coniugati con reddito inferiore a 5.842,91 euro annui, spetta in misura intera;
  • ai non coniugati con reddito sino a 5.824,91 euro annui, spetta in misura ridotta;
  • ai coniugati con reddito sino a 11.649,82 euro annui, spetta in misura ridotta.

Assegno sociale: la riduzione

La riduzione dell’assegno sociale si applica in modo che il trattamento, sommato al reddito del pensionato, non determini il superamento dell’importo massimo annuale (differente, come abbiamo visto, per i beneficiari sposati e non).

In pratica, per determinare a quanto ammonta l’assegno mensile, si deve sottrarre il reddito annuo (proprio, o proprio e del coniuge, per gli sposati) dalla soglia limite, e dividere per 13. Facciamo alcuni esempi pratici:

  • Tizio ha diritto all’assegno sociale, non è coniugato, e possiede redditi annui computabili per un totale di 3.000 euro; per calcolare l’ammontare dell’assegno sociale mensile spettante dobbiamo effettuare questa operazione: (5.824,91- 3.000)/13; Tizio ha dunque diritto a un assegno mensile pari a 217,30 euro;
  • Caio ha diritto all’assegno sociale, è sposato con Sempronia; possiede redditi annui non esclusi per un totale di 3.000 euro, mentre Sempronia possiede redditi annui non esclusi per un totale di 5.000 euro ; per calcolare l’ammontare dell’assegno sociale mensile spettante dobbiamo effettuare questa operazione: (11.649,82 – 8.000)/13; Tizio ha dunque diritto a un assegno mensile pari a 280,75 euro.

Nel caso dei coniugati, se il risultato del calcolo supera l’ammontare dell’assegno sociale, si ha comunque diritto al solo ammontare pieno dell’assegno (salvo quanto vedremo in merito alla maggiorazione sociale).

Assegno sociale per gli invalidi civili: quali sono i limiti di reddito

Per chi ha un’invalidità riconosciuta prima del compimento del 65° anno di età e già percepisce la pensione d’inabilità o l’assegno mensile, al compimento di 65 anni il trattamento è convertito in assegno sociale.

I limiti di reddito, però, sono diversi da quelli previsti per l’assegno sociale, in quanto devono applicarsi i limiti validi per i trattamenti di invalidità spettanti in precedenza; inoltre, devono essere considerati solamente i redditi personali, e non quelli del coniuge.

Con riferimento all’anno 2016, il limite di reddito per la pensione per gli invalidi civili totali è pari a 16.532,10 euro ed il limite per ricevere l’assegno spettante agli invalidi civili parziali è pari a 4.800,38 euro.

Se invece l’invalidità è riconosciuta al beneficiario dell’assegno sociale dopo i 65 anni di età, si applicano le stesse soglie di reddito previste per l’assegno sociale e, se l’interessato è sposato, sono contate anche le entrate del coniuge.

Assegno sociale: maggiorazione

L’importo dell’assegno sociale può essere aumentato, grazie a due diverse maggiorazioni:

  • maggiorazione di 12,91 euro mensili: si tratta di un beneficio che spetta, dal 2001 [2], a tutti coloro che hanno un’età superiore ai 65 anni, ed un reddito inferiore a 5.992,87 euro, se non sposati, o inferiore a 12.517,44 euro, se coniugati;
  • maggiorazione di 190,26 euro: la prestazione spetta, dal 2002 [3], ai pensionati con almeno 70 anni di età, se non sono sposati e possiedono un reddito sino a 8.298,29 euro, o sino a 14.123,20 euro, se coniugati; la maggiorazione può spettare anche ai minori di 70 anni che hanno versato un determinato ammontare di contributi: in particolare, la riduzione di età è pari a 1 anno ogni 5 anni di contribuzione versata (ad esempio, se Tizio possiede 10 anni di contributi, può accedere alla maggiorazione a 68 anni di età).

La maggiorazione e l’incremento possono essere concessi in misura ridotta fino a concorrenza dei limiti di reddito.

Sono esclusi dal computo i seguenti redditi:

  • trattamenti di famiglia;
  • indennità ed assegni di accompagnamento e di assistenza;
  • pensioni di guerra;
  • indennizzi risarcitori per i danni subiti da trasfusioni e vaccinazioni;
  • reddito dell’abitazione principale.

Assegno sociale: come fare domanda

L’assegno sociale deve essere richiesto all’Inps utilizzando le seguenti modalità:

  • tramite il portale web dell’Inps, se il beneficiario è in possesso del Pin per l’accesso ai servizi telematici, accedendo all’area Servizi per il cittadino;
  • tramite Contact Center dell’Inps, chiamando il numero 803.164;
  • tramite Patronato o intermediari dell’Istituto.

Alla domanda devono essere allegati:

  • l’autocertificazione dei dati personali;
  • la dichiarazione della situazione reddituale;
  • la dichiarazione di responsabilità, riguardo eventuali ricoveri presso strutture sanitarie, con retta a carico dello Stato (in questi casi, l’assegno sociale è ridotto dell’80%, se la retta è a totale carico dello Stato, oppure del 25%, se la retta versata dal beneficiario o dai familiari è di un importo inferiore alla metà dell’assegno sociale).

Assegno sociale: pagamento

L’assegno sociale è liquidato dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

Nel caso in cui la domanda sia rigettata, l’interessato può presentare ricorso amministrativo al Comitato provinciale dell’Inps,  entro 90 giorni dalla data di ricezione della comunicazione del diniego.

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