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Lo sai che? Pubblicato il 7 gennaio 2017

Lo sai che? Prodotti difettosi: alcune spiegazioni sulla garanzia legale

> Lo sai che? Pubblicato il 7 gennaio 2017

Ecco alcune fondamentali regole per sfruttare la garanzia legale e tutelarsi, in caso di acquisto di prodotti difettosi.

Quando un consumatore acquista un prodotto, beneficia di una specifica garanzia legale, prevista dal codice del Consumo. [1] Lo scopo di questa garanzia è assicurare al consumatore che l’oggetto acquistato abbia tutte le qualità che il venditore ed il produttore hanno descritto, nella pubblicità o sull’etichetta e che esso sia effettivamente idoneo all’utilizzo che il consumatore vuole farne [2]. Se il prodotto è sprovvisto di queste caratteristiche, esso è comunemente definito difettoso: in questo caso il consumatore ha diritto a richiedere che il venditore gratuitamente lo ripari o lo sostituisca.

Chi garantisce il prodotto

E’ il venditore a dover garantire il bene nei confronti del consumatore; perciò quest’ultimo non è obbligato ad inviare il prodotto difettoso al centro assistenza del produttore, ma, se preferisce, può chiedere direttamente al venditore che si adoperi per la sua riparazione o sostituzione [3]

In ogni caso non potrà mai essere addebitato al consumatore alcun costo come, ad esempio, le spese di spedizione o altri generici costi di riparazione. Ci sono però dei precisi termini temporali che il consumatore deve conoscere bene e rispettare, per far valere i propri diritti.

Due mesi per denunciare i difetti

Il consumatore ha un preciso obbligo da rispettare: comunicare al venditore il difetto del prodotto entro due mesi dalla consegna oppure dal momento in cui lo ha scoperto, se si tratta di un difetto che non era evidente al momento dell’acquisto, ma che si è mostrato solo durante il normale utilizzo del prodotto [4].

La legge considera questi due mesi un termine di decadenza: questo significa che, se il consumatore non denuncia il difetto prima che siano scaduti i due mesi, non potrà più farlo successivamente.

Due anni di garanzia

Se il consumatore ha denunciato il difetto entro due mesi, ma le sue richieste sono state ignorate, allora egli può agire in causa entro due anni dalla consegna del bene o dalla scoperta del difetto, per ottenerne la riparazione o sostituzione.

La legge considera questi due anni come un termine di prescrizione: questo significa che, se il consumatore non agisce entro due anni dalla consegna o scoperta, non potrà più farlo [5].

Se il difetto viene scoperto solo poco prima che i due anni scadano, il consumatore avrà a disposizione un ulteriore periodo di due mesi per iniziare l’azione legale, per un totale di ventisei mesi e non di ventiquattro.

Un anno per i beni usati

La garanzia legale, naturalmente, vale anche per l’acquisto di beni usati. Per questi beni, però, il venditore ed il consumatore possono decidere, di comune accordo, di ridurre il termine della garanzia legale da due anni ad uno solo. Se invece, questo non accade, allora vale il termine normale di due anni.

Quattordici giorni per ripensarci

Solo nel caso in cui l’acquisto sia stato effettuato su internet e non in negozio, il consumatore, oltre alla garanzia legale, avrà anche il diritto al ripensamento, ovvero a restituire il prodotto al venditore, senza spese ed ottenendo la restituzione di quanto pagato.

Questo diritto, che vale anche in caso il prodotto non sia difettoso, ma si tratti di un semplice ripensamento, va però esercitato entro e non oltre quattordici giorni dalla consegna del bene.

Denuncia entro sei mesi dall’acquisto

Se il difetto si manifesta entro sei mesi dalla data di consegna del bene al consumatore, secondo la legge, si presume che si tratti di un difetto di fabbricazione, che esisteva sin dall’origine. [6]

Non si tratta, come nei casi precedenti,  né di un termine di decadenza né di prescrizione, ma piuttosto di un periodo entro il quale il consumatore beneficia di un ulteriore e particolare vantaggio.

In pratica, entro i primi sei mesi, egli deve solo dimostrare che il prodotto è difettoso, perché è la legge stessa a presumere che il difetto esisteva già prima della consegna.

Spetta, invece, al venditore, se vuole liberarsi dall’obbligo di garanzia, fornire la prova che il prodotto non era difettoso fin dall’origine, ma che il difetto sia dovuto ad un uso anomalo, fatto dal consumatore.

Viceversa, se il difetto si manifesta dopo sei mesi dalla consegna, in tal caso la situazione sarà capovolta: spetterà al consumatore dimostrare che il prodotto era difettoso sin dall’origine e che non è stato lui stesso a danneggiarlo, con un uso inappropriato.

note

[1] Gli articoli da 128 a 134 del Codice del Consumo, che riprendono la Direttiva numero 1999/44/CE, prevedono strumenti di tutela del consumatore, nell’acquisto di prodotti qualificati come “beni di consumo”. Secondo l’articolo 128 per bene di consumo s’intende qualsiasi oggetto, anche non ancora assemblato, esclusi i beni oggetto di vendita forzata o comunque venduti dalle autorità giudiziarie; l’acqua e il gas, quando non sono confezionati appositamente per la vendita, in quantità determinate; l’energia elettrica.

[2] Per comprendere il concetto di normale utilizzo, bisogna  considerare che ogni oggetto dev’essere idoneo ad utilizzi compatibili con la sua natura e le sue caratteristiche. Nel caso il consumatore intenda farne un uso speciale, sarà meglio che lo comunichi al venditore, prima dell’acquisto. Se il venditore gli fornisce rassicurazioni in merito, allora la garanzia si dovrà ritenere comunque operante.

Ad esempio, se si acquista un’utilitaria, sicuramente il normale utilizzo sarà il trasporto di persone; il trasporto di determinati oggetti, invece, potrebbe rientrare fra gli usi speciali.

[3] Se però la riparazione o la sostituzione non sono possibili, in questo caso il consumatore potrà chiedere o la riduzione del prezzo pagato, tenendo con sé l’oggetto difettoso, oppure la risoluzione del contratto, cioè la restituzione di quanto pagato, ma con la riconsegna del prodotto difettoso al venditore.

[4] Due mesi dalla scoperta, se si tratta di un difetto che non era noto al momento dell’acquisto, ma che si è mostrato solo durante il normale utilizzo del prodotto.

[5]  È fondamentale tener presente che i termini di prescrizione e decadenza operano in modo automatico, allo scadere dei periodi indicati.

[6] L’articolo 132, comma terzo del Codice del Consumo, infatti stabilisce che: “salvo prova contraria, si presume che i difetti di conformità che si manifestano entro sei mesi dalla consegna del bene esistessero già a tale data a meno che tale ipotesi sia incompatibile con la natura del difetto di conformità”.

Questi sono i passaggi che il consumatore deve seguire, per sfruttare a suo vantaggio lo strumento della garanzia legale:

  • Conservare sempre lo scontrino o la fattura d’acquisto, almeno per i primi due anni, per dimostrare di aver acquistato il prodotto difettoso proprio da quel venditore e non da un altro.
  • Comunicare al venditore che il prodotto acquistato è difettoso, entro due mesi dalla data di consegna oppure dalla data in cui ha scoperto il difetto, chiedendone la riparazione o sostituzione;
  • Una volta effettuata la denuncia, se il venditore non provvede alla riparazione o sostituzione gratuita del prodotto difettoso, il consumatore, entro due anni dalla consegna del bene o dalla scoperta del difetto, dovrà rivolgersi ad un avvocato o associazione dei consumatori, per ottenere ciò che gli spetta.
  • Se il consumatore scopre il difetto dopo oltre sei mesi dalla consegna del prodotto, allora sarà bene che egli stesso raccolga subito prove (con fotografie, filmati e testimonianze) per cercare di dimostrare che il prodotto è difettoso e che lo era sin dall’origine.

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