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Lo sai che? Pubblicato il 8 gennaio 2017

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Lo sai che? Quando il pedone investito non ha ragione

> Lo sai che? Pubblicato il 8 gennaio 2017

Omicidio stradale e gravi lesioni al pedone che attraversa fuori dalle strisce: la responsabilità non è sempre dell’automobilista.

Non sempre il pedone investito da un’auto ha ragione: è vero che, anche se questi attraversa la strada fuori dalle strisce pedonali, spetta ugualmente all’automobilista evitarlo e dimostrare di aver fatto di tutto per prevedere ed impedire l’investimento; così, in mancanza di tale prova, la responsabilità resta in capo all’investitore. Ma se, insieme all’assenza delle strisce, si uniscono altri elementi di colpa del pedone, come la strada scarsamente illuminata o la velocità di attraversamento o ancora la presenza di vegetazione a coprirne la presenza, allora il conducente non può essere condannato né penalmente, né civilmente al risarcimento del danno. È quanto chiarito dal Tar Lombardia con una recente sentenza [1]. Nel caso di specie, oltre al mancato rilievo di infrazioni a carico dell’automobilista, che non aveva violato i limiti, il fatto che il pedone si sia avventurato in mezzo ad una strada buia, senza strisce pedonali ed in presenza di una folta vegetazione hanno portato i giudici a ritenere che il pedone non aveva ragione e che, pertanto, la colpa dell’incidente stradale era da attribuire solo alla sua imprudenza.

Se il pedone attraversa fuori dalle strisce

Il pedone deve attraversare sulle strisce pedonali. È autorizzato ad attraversare fuori dalle strisce solo se queste sono assenti o sono più lontane di 100 metri dal luogo in cui il pedone intende attraversare la strada. Se il pedone attraversa fuori dalle strisce perché queste non sono presenti o sono lontane più di 100 metri, deve farlo seguendo una linea retta e non obliqua.

Il pedone che non rispetta questa regola viola il codice della strada e subisce una sanzione pecuniaria che va da 25 a 99 euro.

Se il pedone viene investito fuori dalle strisce di chi è la colpa?

Non perché il pedone si trova fuori dalle strisce l’automobilista è autorizzato a investirlo. Quest’ultimo, al contrario, in quanto guida un mezzo pericoloso, deve comunque prevedere e prevenire il rischio di incidenti derivati dalle altrui violazioni del codice della strada. Tanto per fare un esempio: non perché si viene da destra a un incrocio si può imporre la propria precedenza a chi, non rispettando tale regola, ha tuttavia già occupato la strada.

In altre parole i conducenti sono garanti dell’altrui sicurezza, sia di quanti rispettano la legge (il codice della strada), sia di quanti non lo fanno. Quindi il pedone che attraversa fuori dalle strisce ha ugualmente diritto al risarcimento del danno se risulta che l’investimento è stato determinato da imprudenza o distrazione dell’automobilista. Del resto il codice della strada impone, in città e fuori dai centri urbani, dei limiti di velocità anche per consentire una immediata frenata in situazioni di urgenza.

Il rispetto dei limiti di velocità non basta

Il conducente deve rispettare, quando è alla guida della propria auto, due tipi di cautele: le prime consistono nel rispetto delle norme scritte stabilite dal codice della strada; le seconde sono regole non scritte che impongono, non di meno, la prudenza da valutarsi sulla base delle condizioni concrete (traffico, presenza di pedoni ai margini della strada, uscita di bambini dalle scuole, ecc.). Solo rispettando entrambe, l’automobilista potrà evitare di risarcire il danno non solo al pedone investito, ma a chiunque altro sia vittima di un incidente stradale.

In particolare, il conducente deve essere in grado, anche in una strada senza strisce pedonali – dove è meno probabile che qualcuno attraversi – di frenare per tempo all’arrivo del pedone. Solo la prova dell’imprevedibilità e inevitabilità dell’evento, pur nel rispetto di tutte le regole di cautela imposte dalla legge e dalla situazione concreta, può scagionare il conducente da una altrimenti sicura responsabilità civile e penale. Si pensi al caso del bambino sfuggito di mano al genitore all’improvviso e, con uno scatto, piombato sulla strada; o a chi attraversa, di notte, fuori dalle strisce, in una strada a scorrimento veloce; o a chi, spuntando all’improvviso sulla strada da una vegetazione rigogliosa e particolarmente alta (tale da coprirlo per intero), attraversi velocemente fuori dalle strisce, senza guardare a destra e sinistra (anche un’auto che procede a 30 all’ora è in grado di investirlo).

Quando la responsabilità è dell’automobilista

In tema di omicidio colposo, per escludere la responsabilità del conducente per l’investimento del pedone, è necessario che la condotta di quest’ultimo si ponga come causa eccezionale e atipica, imprevista e imprevedibile dell’evento, sì da poter sostenere che si tratti della causa esclusiva dell’evento. È quanto chiarito da poco dalla Cassazione [2]. Il che, ad esempio, ricorre  nel caso di attraversamento del pedone, pur fuori dalle strisce pedonali, in una strada costeggiata su entrambi i lati da case e negozi: in tale contesto, infatti, il conducente del veicolo, pur non trovandosi nell’immediata prossimità di un attraversamento pedonale, deve considerare possibile l’eventuale (pur colposa) sopravvenienza di pedoni e, quindi, tenere un’andatura e un livello di attenzione idonei a evitare di investirli.

note

[1] Tar Lombardia, sent. n. 1632/16 del 29.11.2016.

[2] Cass. sent. n. 39474/2016.

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