Professionisti Pubblicato il 6 gennaio 2017

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Professionisti Responsabilità per l’auto senza manutenzione o con difetto di costruzione

> Professionisti Pubblicato il 6 gennaio 2017

Quale disposizione trova applicazione nel caso di danno arrecato da un veicolo senza la guida di rotaie ascrivibile ad una non adeguata manutenzione del veicolo stesso ovvero ad un suo vizio di costruzione?

In tali ipotesi il quarto comma dell’art. 2054 c.c. tipizza la responsabilità del danno cagionato da una non adeguata manutenzione del veicolo ovvero da un suo vizio di costruzione, così da doversi escludere il ricorso alla disciplina della responsabilità da cose in custodia.

Mette conto evidenziare che per veicolo è da intendersi la macchina idonea a trasportare persone o cose, utilizzando l’azione diretta dell’uomo oppure la trazione meccanica o animale.

In materia di incidenti stradali, atteso che nel corso di un trasporto può prodursi, per le più svariate ragioni, la necessità di effettuare brusche e improvvise manovre di deviazione e che lo sbandamento del mezzo rientra tra i casi possibili e comunque prevedibili da parte di persona dotata di ordinaria diligenza e prudenza, questo dovere di attivazione è ancora più richiesto laddove si esplichi un’attività oggettivamente pericolosa per la natura dei mezzi adoperati e per le modalità di esercizio, secondo la chiara dizione contenuta nell’art. 2050 c.c.

Conforme: Corte App. Roma 31 luglio 2007

«Nella specie, considerate le particolari condizioni di vetustà ed usura del mezzo pesante (bisarca), le caratteristiche del tracciato stradale e la peculiarità della merce trasportata (autovetture), non può ascriversi l’evento dannoso (consistente nello sbandamento del mezzo e nello sganciamento di una parte delle auto trasportate con conseguente invasione della carreggiata) a semplice caso fortuito consistente nello scoppio di un pneumatico del mezzo stesso, dovendosi al contrario ritenere che la condotta di guida dell’autista del mezzo pesante, per le suesposte considerazioni, dovesse essere improntata a massima cautela e prudenza, non solo in termini di velocità, ma anche in ragione delle doverose misure di manutenzione del mezzo di locomozione (ex art. 2054, comma quarto, c.c.), nonché di fissaggio e agganciamento del carico trasportato sulla bisarca.

Accertata la responsabilità del conducente del mezzo pesante nella causazione dell’evento, nessun concorso di colpa è ravvisabile in capo all’automobilista coinvolto nel sinistro, stante la presenza sulla carreggiata di un ostacolo improvviso ed imprevedibile, che ha reso impossibile qualsiasi manovra di emergenza».

Contra Cass., 6 giugno 2006, n. 13268

«In tema di risarcimento danni derivanti dalla circolazione stradale il caso fortuito, al pari della colpa del danneggiato o del terzo e della forza maggiore, qualora rappresenti l’unica causa che abbia determinato l’evento dannoso, fa venir meno la presunzione di colpa stabilita dall’art. 2054 c.c., in quanto non si può rispondere per colpa extracontrattuale di un fatto non preveduto che, secondo la comune esperienza e il normale svolgersi degli eventi, non sia neppure prevedibile. La prova del fortuito può essere fornita dal danneggiante anche a mezzo di presunzioni, purchè gravi, precise e concordanti. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, escludente la responsabilità del conducente che aveva perduto il controllo della propria vettura sbandando e poi sconfinando nella corsia opposta ove era avvenuto l’impatto con altro autoveicolo, ritenendo provato presuntivamente — sulla base delle perfette condizioni della vettura, della velocità moderata della stessa e della presenza di un chiodo della grandezza di una penna a sfera nel pneumatico — che l’impatto fosse avvenuto a seguito e a causa dello scoppio di un pneumatico posteriore, improvvisamente trapassato da un grosso chiodo)».

In conclusione

Nel caso ipotizzato è pacifica l’applicabilità in via esclusiva dell’art. 2054 quarto comma c.c. con esenzione della responsabilità in caso di ricorrenza di un fatto non preveduto che, secondo la comune esperienza e il normale svolgersi degli eventi, non sia neppure prevedibile.

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