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Lo sai che? Pubblicato il 9 gennaio 2017

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Lo sai che? Dipendente esce durante la malattia, cosa rischia?

> Lo sai che? Pubblicato il 9 gennaio 2017

Licenziato il lavoratore assente alle visite fiscali anche se poi si scopre che era davvero malato.

Il lavoratore che esce durante la malattia ed è quindi assente alla visita fiscale del medico Inps può subire una sanzione disciplinare. La sua presenza a casa durante la cosiddette fasce orarie di reperibilità è, infatti, un obbligo collaborativo volto a consentire, sia all’Istituto di Previdenza Nazionale, sia al datore di lavoro, il controllo sull’effettività della malattia. Pertanto, l’assenza da casa è sanzionata a prescindere dal fatto che la malattia sia sussistente o meno.

La sanzione può arrivare al licenziamento se l’assenza si ripete più di una volta. È quanto chiarito di recente dalla Cassazione [1].

Quando si può uscire di casa se si è in malattia?

I dipendenti pubblici in malattia:

  • devono rimanere a casa dalle ore 09.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00, compresi. Sono comprese le festività;
  • pertanto possono uscire di casa dalle ore 13.01 alle ore 14,59; e dalle ore 18.01 alle ore 8.59. Uscire di casa fuori dagli orari di reperibilità è consentito a condizione che ciò non aggravi la malattia o la degenza e il recupero delle forze.

I dipendenti privati in malattia

  • devono rimanere a casa dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00. Sono comprese le festività;
  • pertanto possono uscire di casa dalle ore 12.01 alle ore 16.59 e dalle ore 19.01 alle ore 9.59. Anche in questo caso, uscire di casa fuori dagli orari di reperibilità è consentito a condizione che ciò non aggravi la malattia o la degenza e il recupero delle forze.

Che succede se non sono a casa quando arriva il medico fiscale?

L’assenza ingiustificata del lavoratore comporta la perdita del trattamento di malattia, con modalità differenti a seconda del momento in cui si è verificata l’assenza:

  • assenza alla visita del medico fiscale: perdita totale di qualsiasi trattamento economico;
  • assenza alla seconda visita (può essere sia la visita medica domiciliare sia la visita medica ambulatoriale): oltre alla perdita totale di qualsiasi trattamento economico, riduzione del 50% del trattamento economico per il residuo periodo;
  • assenza alla terza visita: l’erogazione dell’indennità economica previdenziale a carico Inps viene interrotta da quel momento e fino al termine del periodo di malattia: il caso si configura come mancato riconoscimento della malattia ai fini della corresponsione della relativa indennità.

Per quanto riguarda invece il profilo disciplinare, la sanzione varia a seconda della gravità della condotta posta in essere: pertanto, in caso di reiterazione dell’assenza alla visita fiscale anche solo per tre volte, si può essere licenziati. Il licenziato scatta anche se è accertata la malattia.

Secondo la sentenza in commento, è legittimo licenziare il dipendente per giusta causa se questi è assente a tre visite fiscali in due mesi, anche se poi un sanitario dell’Inps accerta che sussiste davvero la patologia diagnosticata, confermando la prognosi. E ciò perché l’obbligo di farsi trovare in casa per le visite mediche di controllo costituisce non un mero onere ma un obbligo vero e proprio a carico del dipendente sia nei confronti sia dell’istituto previdenziale sia del datore, il quale ha interesse a ricevere la prestazione e, dunque, a controllare l’effettività della malattia.

Sulla gravità della condotta pesa il fatto che il dipendente sia un dirigente, il che impone una valutazione ancor più rigorosa dato il rapporto fiduciario che lo lega al datore: il vincolo viene meno perché tacendo le assenze da casa il manager mostra disinteresse per le esigenze dell’azienda.

La giusta causa per assentarsi di casa

Solo un giusto e sopravvenuto motivo consente al lavoratore di assentarsi di casa durante gli orari della visita fiscale. Il che deve essere dettato dalla necessità di salvare se o i propri familiari da conseguenze gravi (ad esempio, una visita di controllo dal proprio medico che non sarebbe possibile durante altri orari; l’acquisto urgente di medicine in farmacia, ecc.). In ogni caso è necessario informare prima l’azienda e l’Inps.

Nel caso invece di urgenza che non consenta di comunicare la suddetta assenza a nessuno dei soggetti appena indicati (si pensi a un caso di pericolo di vita), è necessario fornire successivamente le prove che attestino la suddetta urgenza.

note

[1] Cass. sent. n. 64/2017.

Autore immagine: 123rf com

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