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Lo sai che? Pubblicato il 11 gennaio 2017

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Lo sai che? Come donare denaro senza andare dal notaio

> Lo sai che? Pubblicato il 11 gennaio 2017

Per tutte le donazioni di modico valore non c’è bisogno di andare dal notaio, coi testimoni, e firmare l’atto pubblico di donazione.

Tutte le volte che si regala una somma di denaro è necessario verificare se questa sia o meno di modico valore: nel primo caso, infatti, è sempre necessario procedere tramite notaio, mentre nel secondo si può procedere in autonomia, senza forme e vincoli particolari. Pertanto, se vuoi donare dei soldi senza andare dal notaio è necessario che l’importo non sia particolarmente rilevante. Ma procediamo con ordine.

Prima di effettuare una donazione di denaro, dobbiamo tenere a mente il rispetto di due diverse e parallele discipline: quella fiscale e quella civile. La prima attiene ai rapporti con l’Agenzia delle Entrate e riguarda il pagamento delle tasse e la dimostrazione che l’operazione non nasconde una forma di evasione fiscale; la seconda, invece, riguarda i rapporti con i terzi, ossia gli altri privati, come ad esempio potrebbero essere i nostri parenti, cointeressati allo stesso bene e che potrebbero, un domani, impugnare la donazione.

Donazione: come mettersi in regola fiscalmente

Da un punto di vista fiscale, è necessario innanzitutto verificare l’obbligo del pagamento delle tasse. Entra quindi in gioco la cosiddetta «imposta sulle donazioni» che si applica al trasferimento di qualsiasi bene, sia esso immobile (una casa, un terreno, ecc.), sia un bene mobile (una televisione, un componente di arredo o lo stesso denaro, le azioni, i crediti, le cambiali, gli assegni, il pagamento di un debito altrui, ecc.).

Non sempre, però, l’imposta sulle donazioni va pagata. In alcuni casi operano infatti delle franchigie molto elevate (cioè soglie entro le quali non è dovuta l’imposta), le quali garantiscono la totale esenzione nei passaggi di beni e denaro tra soggetti particolari (ad esempio, legati da vincoli di parentela).

Vediamo quindi a quanto ammonta l’imposta sulle donazioni.

A pagare l’imposta sulle donazioni deve essere il beneficiario della donazione (ossia chi riceve il bene) e non il donante. Valgono le stesse disposizioni previste per l’imposta sulle successioni e le stesse franchigie, qui evidenziate:

  • coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori e , in generale, ascendenti e discendenti): l’imposta sulla donazione ammonta al 4% del valore del bene donato, ma con una franchigia fino a € 1.000.000,00. Questo significa, ad esempio, che se il padre regala 500mila euro al figlio, facendoli transitare dal proprio conto a quello di quest’ultimo, il figlio non dovrà dichiarare alcunché al fisco, non essendo tenuto a pagare l’imposta sulla donazione;
  • fratelli e sorelle: l’imposta sulla donazione ammonta al 6% del valore del bene donato, con una franchigia di € 100.000,00;
  • altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado: 6% senza franchigia;
  • tutti gli altri soggetti, 8% senza franchigia;
  • in caso di beneficiario portatore di handicap grave la franchigia applicabile è di € 1.500.000,00.

Veniamo ora alla forma della donazione, ossia alla modalità concreta con cui disporre il trasferimento del denaro, di modo da mettersi in regola con il fisco. Qui interviene un secondo obbligo: per tutti i trasferimenti di denaro, tra soggetti diversi, di importo pari o superiore a 3.000 euro è necessario utilizzare strumenti tracciabili come il bonifico o l’assegno non trasferibile. È vietato quindi l’uso del contante.

La causale del bonifico dovrà indicare la natura dell’atto di donazione (ad esempio «regalo», «donazione», ecc.) e, possibilmente, anche la motivazione (ad esempio «per regalo compleanno», «per regalo di nozze», «per aiuto economico», ecc.).

Invece, per importi inferiori a 3.000 euro è possibile consegnare il denaro in contanti. Anche in questo caso, tuttavia, il bonifico o l’assegno sono da preferire, in quanto mettono al riparo il contribuente da ulteriori problemi come, ad esempio, un accertamento fiscale con redditometro. Ci spieghiamo meglio. Annualmente l’Agenzia delle Entrate mette a confronto il reddito speso da ogni contribuente con quello da questi dichiarato. Se vi dovesse essere una discrasia, e il primo risultare superiore al secondo di oltre il 20%, il fisco potrebbe chiedere al privato la provenienza di tali soldi: «Come hai fatto a spendere di più di ciò che hai guadagnato? Da dove hai preso questo denaro?». La prova contraria spetta al cittadino. È chiaro che, sebbene tra soggetti conviventi (ad esempio padre e figlio) operi sempre una presunzione di reciproco sostegno economico, e quindi è ben possibile sostenere che il denaro è frutto di un regalo di un genitore, ciò andrà anche dimostrato. Il che – atteso il divieto, in ambito tributario, di prove testimoniali – non potrà che avvenire con i documenti degli estratti conto bancari. Dunque, gli strumenti tracciabili di pagamento sono sempre i preferibili.

Rispettate le due predette regole (versamento dell’imposta sulle donazioni, utilizzo di strumenti tracciabili), il donante e il donatario di una somma di denaro si mettono in regola da un punto di vista fiscale e, quantomeno, non devono subire il rischio di un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Donazione: come mettersi in regola da un punto di vista contrattuale

Il rispetto della normativa fiscale, però, non assicura anche la regolarità, da un punto di vista civilistico, del contratto di donazione (tale è anche il più semplice regalo di poche decine di euro). Il codice civile segue differenti regole che vanno ugualmente rispettate. Con questa precisazione: se il mancato adempimento delle norme fiscali può implicare problemi con l’Agenzia delle Entrate (e solo con questa), l’inottemperanza alle disposizioni del codice civile comporta invece la nullità o l’annullabilità dell’atto da parte di altri privati (e solo di questi).

Facciamo un esempio: una donazione non eseguita correttamente può essere impugnata, alla morte del donante, dai suoi eredi che ritengono di essere stati pregiudicati nei propri diritti e rivendicano la possibilità di spartirsi anche quanto dal defunto donato in vita; chiaramente, se la donazione era stata fatta senza il rispetto delle norme civili, essa sarebbe molto più facilmente impugnabile.

Da un punto di vista contrattuale, la donazione deve essere fatta davanti al notaio e in presenza di due testimoni. Bisogna, quindi, pagare l’imposta di registro e la parcella al professionista. Se non viene rispettata tale forma, la donazione è nulla, ossia è come se non fosse mai stata eseguita. Per cui, se qualche controinteressato dovesse un giorno contestare l’atto (l’esempio degli eredi) e chiedere che il donatario restituisca l’importo ottenuto in regalo potrà ben farlo. Non importa che la donazione sia avvenuta con la esplicita volontà del donante: tale volontà, se non espressa con l’atto pubblico notarile, è come se non fosse mai stata manifestata.

C’è un solo modo per eseguire una donazione senza il notaio: fare in modo che questa sia di «modico valore». Vediamo meglio di cosa si tratta.

Come donare denaro di modico valore senza andare dal notaio

La donazione di denaro (ma ciò vale anche per qualsiasi altro bene mobile) di valore contenuto è valida anche se effettuata senza il notaio, a condizione però che ci sia stata la consegna materiale del bene oggetto della donazione. Il contratto è quindi valido a prescindere da qualsiasi formalizzazione anche per iscritto.

Quindi, perché la donazione possa essere fatta in questo modo semplificato (senza particolari formalità) e affinché la stessa sia valida sono necessari due requisiti:

  • il valore contenuto (ossia il modico valore) del bene che si vuole donare;
  • la consegna del bene che si vuole donare al beneficiario della donazione.

Come si stabilisce se un bene è di modico valore o meno? Per stabilire se il bene ha un valore contenuto (e quindi per eseguire la donazione senza atto notarile e senza la stima del valore del bene oggetto di donazione), si devono considerare due elementi:

  • il valore effettivo del bene che si vuole donare;
  • la situazione economica di colui che effettua la donazione. Se il bene, in rapporto alla condizione economica del donante è di valore rilevante (anche se, per qualsiasi altra persona, non lo è), bisogna andare dal notaio. Viceversa, se il donante è un benestante e l’oggetto donato per lui ha un valore irrisorio non ci sarà bisogno del notaio (si deve comunque trattare di un bene mobile o di una somma di denaro; per gli immobili è sempre necessario il notaio).

Alla luce di quanto appena detto, per donare del denaro senza andare dal notaio è necessario che l’importo sia di modico valore e che venga consegnato materialmente al beneficiario.

Se vengono eseguite più donazioni, tutte di modico valore, a distanza tra loro ravvicinata, la presenza del notaio è necessaria solo se l’intento che le sorregge è unitario. Ad esempio, se il padre vuol regalare al figlio 20mila euro per pagare il matrimonio e le prime spese per la casa non potrà farlo in cinque volte di seguito, ciascuna da 4mila euro, poiché, essendo identico lo scopo, la forma dell’atto notarile resta obbligatoria. Viceversa, se si tratta di donazioni tra loro ripetute, ma tutte per finalità differenti e scaturite da esigenze tra loro autonome non c’è più bisogno del notaio, a prescindere dalla somma delle singole operazioni (ad esempio: un regalo per il compleanno, il pagamento di un debito improvviso, un sostegno per le imminenti nozze).

Donazione di modico valore

Vediamo meglio come avviene la donazione di modico valore. Il donante che intende donare beni mobili di valore contenuto può farlo consegnando materialmente il bene al donatario (donazione c.d. manuale), senza necessità di concludere il contratto davanti a un notaio alla presenza di testimoni o di specificare i beni donati indicando il loro valore. Il valore modico del bene è da rapportare alle condizioni economiche del donante, nel senso che la donazione non deve incidere in modo apprezzabile sul suo patrimonio. In sostanza, è ammessa la donazione in forma semplificata se la stessa non incide in maniera rilevante nel patrimonio di colui che effettua la donazione.
Come in tutti i casi di donazione, anche nel caso di donazione di modico valore il contratto si conclude solo con l’accettazione da parte del donatario. L’accettazione può essere espressa, anche oralmente, o può essere desunta da un comportamento concludente come l’avvenuta ricezione del bene donato o dal fatto che il donatario l’abbia trattenuto presso di sé.
Se il donatario è una persona diversa dal coniuge i beni che il donante trasferisce con una donazione manuale sono soggetti alla collazione e all’azione di riduzione.

note

Autore immagine: 123rf com

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