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Lo sai che? Pubblicato il 12 gennaio 2017

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Lo sai che? La temperatura sul posto di lavoro

> Lo sai che? Pubblicato il 12 gennaio 2017

Qual è la temperatura minima nell’ambiente di lavoro per poter continuare a lavorare?

Quando d’inverno fa freddo i ragazzi non vanno a scuola, inventano qualche sciopero o, magari, è lo stesso sindaco ad emettere un’ordinanza con la chiusura degli istituti; ma che succede ai lavoratori dipendenti se dentro l’azienda fa freddo? Possono rifiutarsi di andare a lavorare? In altri termini, qual è la temperatura minima sul posto di lavoro?

 

La legge prevede requisiti specifici per i locali chiusi (oltre alla temperatura, l’altezza, la cubatura, la superficie, l’aerazione, l’illuminazione, pareti, finestre e lucernari, pavimenti, ecc.), per i locali accessori (servizi igienici, refettori, ecc.), i luoghi all’aperto e le zone a rischio di caduta.

Sono esclusi i mezzi di trasporto; i cantieri temporanei o mobili; le industrie estrattive; i pescherecci; i campi, i boschi e gli altri terreni facenti parte di un’azienda agricola o forestale.

Poiché il codice civile obbliga il datore di lavoro a tutelare la salute psicofisica dei dipendenti, evitando eventuali infortuni o altri danni a causa di un ambiente insalubre, egli è tenuto a garantire la conformità dei luoghi di lavoro ai requisiti prescritti dalla legge anche al fine di destinare al lavoratore uno spazio idoneo che gli consenta il normale movimento, tenuto conto del lavoro che deve svolgere.

Un decreto del 2008 fissa dei criteri generali sul microclima all’interno del posto di lavoro. Riguardo, più nel dettaglio, alla temperatura dei locali si stabilisce che:

«La temperatura nei locali di lavoro deve essere adeguata all’organismo umano durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro applicati e degli sforzi fisici imposti ai lavoratori.

Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto della influenza che possono esercitare sopra di essa il grado di umidità ed il movimento dell’aria concomitanti.

La temperatura dei locali di riposo, dei locali per il personale di sorveglianza, dei servizi igienici, delle mense e dei locali di pronto soccorso deve essere conforme alla destinazione specifica di questi locali.

Le finestre, i lucernari e le pareti vetrate devono essere tali da evitare un soleggiamento eccessivo dei luoghi di lavoro, tenendo conto del tipo di attività e della natura del luogo di lavoro.

Quando non è conveniente modificare la temperatura di tutto l’ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione».

Si tratta di obblighi molto generici che lasciano ancora il dubbio a chi sperava di trovare l’esatta indicazione della temperatura sul luogo di lavoro. Tuttavia, in generale, il livello ottimale della temperatura viene generalmente indicato fra i 19 e i 24 gradi centigradi, mentre l’umidità deve essere compresa tra il 40 e il 60%.

 

È importante anche l’areazione dell’ambiente di lavoro. Sempre il decreto legislativo del 2008 dispone che «Nei lavori che danno luogo normalmente alla formazione di polveri di qualunque specie, il datore di lavoro è tenuto ad adottare i provvedimenti atti ad impedirne o a ridurne, per quanto è possibile, lo sviluppo e la diffusione».

note

[1] D. lgs. n. 81/2008, allegato IV, Requisiti dei luoghi di lavoro, punto 1.9.2.

Autore immagine: 123rf com

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