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Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2017

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Lo sai che? Bollo auto, richiesta di pagamento e termini da rispettare

> Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2017

L’Agenzia non può recuperare la tassa automobilistica non pagata se alla tempestiva notifica dell’avviso di accertamento non segue un altrettanto tempestiva notifica della cartella di pagamento.

Attenzione ai termini del bollo auto: se ricevi una cartella di pagamento per la tassa automobilistica controlla che non siano passati più di tre anni dalla precedente intimazione dell’Agenzia delle Entrate. Diversamente puoi fare ricorso e non pagare. Questo perché, secondo una sentenza della Cassazione di qualche giorno fa [1], il termine di prescrizione per il bollo auto è sempre di tre anni; tale termine, dopo la notifica dell’avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate, torna a decorrere da capo e solo la notifica tempestiva della cartella esattoriale lo blocca. Diversamente, se la cartella arriva dopo i tre anni, è nulla e può essere impugnata. Ma procediamo con ordine.

Bollo auto, quale prescrizione?

Qualche giorno fa abbiamo commentato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Reggio Calabria che ha confermato un orientamento ormai stabile: non è vero che il bollo auto si prescrive in 10 anni, ma in 3. Il termine inizia a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento e scade il 31 dicembre del 3° anno (Leggi Bollo auto, prescrizione in 3 anni).

Non è corretto quindi sostenere che la cartella esattoriale non impugnata nei termini e diventata perciò definitiva ha prescrizione decennale, al pari di una sentenza passata in giudicato. Al contrario, ogni cartella segue la prescrizione del tributo del quale esige il pagamento. Così, ad esempio, se per il bollo auto la prescrizione è di tre anni, per l’Iva e l’Irpef è di 10, per l’Imu, la Tasi e la Tari è di 5, ecc.

Per evitare che il bollo auto cada in prescrizione è necessario che la prima richiesta di pagamento, notificata dall’Agenzia delle Entrate o dalla Regione, arrivi nel suddetto termine di tre anni. Ma ciò non basta. Se il contribuente non paga, il termine di prescrizione torna a decorrere e solo la successiva notifica della cartella di pagamento potrebbe interromperlo.

Dunque, se anche la notifica dell’avviso di accertamento è stata tempestiva, perché ha rispettato il termine di prescrizione dei 3 anni, tuttavia subito dopo inizia a decorrere un secondo termine di prescrizione, anch’esso di 3 anni, rispetto al quale la cartella di pagamento deve risultare notificata tempestivamente. Se la cartella non viene notificata o viene notificata dopo il triennio, il contribuente non deve più pagare il bollo auto.

Non è tutto. Anche la notifica della cartella esattoriale non chiude definitivamente la partita. Dopo di essa, il termine di prescrizione torna a decorrere nuovamente da capo e può essere interrotto solo da ulteriore diffida ad adempiere. Se questa non interviene o interviene dopo tre anni, si compie la prescrizione.

Insomma, volendo sintetizzare ed essere più semplici, tra un atto e l’altro dell’amministrazione finanziaria non devono mai trascorrere più di tre anni, altrimenti il bollo auto si prescrive.

note

[1] Cass. sent. n. 593/2017.

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