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Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2017

Lo sai che? Cosa succede se non vado al lavoro per colpa della neve?

> Lo sai che? Pubblicato il 13 gennaio 2017

Il lavoratore è tenuto a dimostrare all’azienda l’impossibilità di recarsi in ufficio per maltempo. Ma viene, comunque, pagato o deve usare le ferie?

Quando la neve è tanta, è inutile cercare delle scuse: se non si viaggia, non si viaggia. Uno può dire: lascia la macchina a casa e prendi i mezzi pubblici. Facile dirlo: spesso anche i mezzi pubblici sono ostaggi del maltempo (guasti alla linea elettrica, scambi gelati sui binari). Chi ha fatto o chi fa da anni il pendolare lo sa bene. E sa anche di mettere, involontariamente, in difficoltà i colleghi che abitano poco lontano dall’ufficio e che devono fare il doppio lavoro per coprire la sua assenza. Ma che succede al lavoratore che, ahilui, è stato costretto a rimanere a casa per colpa della neve? Come può giustificare la sua assenza di fronte al datore di lavoro?

Certo, uno può dire al capo: “Guardi fuori dalla finestra, c’è un metro e mezzo di neve, non mi invento nulla”. Bene, l’evidenza non basta: bisogna dimostrare che non si è stati in grado di viaggiare da casa all’ufficio.

Neve e maltempo: ho diritto alla retribuzione?

La prima cosa da fare per sapere che cosa succede se non vado al lavoro per colpa della neve è dare un’occhiata al proprio contratto nazionale di categoria. Qui sarà specificato se il dipendente che non è stato in grado di raggiungere il proprio ha diritto, comunque, alla retribuzione o sarà obbligato a prendere un giorno di ferie o di permesso.

I contratti collettivi riconoscono un monte ore di congedi o di permessi straordinari legati ad eventi come quello di una nevicata o di un’ondata di maltempo eccezionale. A questo monte ore si può aggrappare il lavoratore a patto che faccia sapere tempestivamente all’azienda la sua impossibilità di andare al lavoro. In altre parole: è il dipendente, e non il meteorologo, quello che deve provare al proprio datore di lavoro il fatto di non riuscire a raggiungere l’ufficio [1].

Se i contratti collettivi non prevedono nulla in materia, il dipendente deve fare riferimento soltanto al Codice civile, che sancisce l’assegnazione dell’onere di prova e la necessità che l’impedimento sia effettivo. Se mancassero queste condizioni, il lavoratore è di fronte ad un addebito disciplinare [2].

Il dipendente ha, invece, diritto alla retribuzione quando, essendosi presentato in ufficio, la nevicata insolita non gli permetta di svolgere il proprio lavoro. Ad esempio: se, una volta in ufficio, la corrente è andata via perché la neve troppo abbondante ha interrotto il flusso di energia elettrica, si è di fronte ad un’effettiva impossibilità “sopravvenuta”, cioè estranea alla volontà del datore di lavoro, alle ragioni produttive e all’organizzazione del lavoro. In sostanza, se il lavoratore si presenta in ufficio ma non può lavorare per colpa della neve, ha diritto alla retribuzione.

note

[1] Artt. 1218 e 2104 cod. civ.

[2] Art. 2106 cod. civ.

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4 Commenti

  1. Salve, sono Agostino.
    Lavoro per l’Asl-NA1 presso il PO “Capilupi” isola di Capri come infermiere pendolare, spesso nel periodo invernale mi capita di non potermi recare presso il mio reparto causa condizioni meteo avverse con conseguente sospensione dei collegamenti marittimi. Il problema si presenta anche quando ricevo lo smonto dai colleghi residenti ed io sono costretto a restare forzatamente sull’isola impossibilitato al rientro presso il mio domicilio. A questa situazione di disagio cosa prevede la normativa?

  2. Lavoro in una impresa di pulizie p/o un ente pubblico,sono una pentolari e, spesso quando ci sta neve i mezzi non passano, ed io non so cosa fare. Quali sono le norme per i dipendenti in aziende private.

  3. Sono una pentolare.Lavoro in un’impresa di pulizie svolgo servizio presso ente pubblico. Spesso non riesco a raggiungere in mio posto di lavoro perché i mezzi pubblici non passano. Quali sono le normative in merito.

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