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Lo sai che? Diffusione nei locali di musica libera: non bisogna pagare la SIAE

Lo sai che? Pubblicato il 4 ottobre 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 ottobre 2012

Si possono organizzare eventi con musica libera senza pagare la SIAE: le licenze Creative Commons consentono l’utilizzo libero della musica per serate, come nel caso di Jamendo.

In un mercato discografico come quello di oggi, dove non valgono più le vecchie regole e le vendite dei supporti materiali sono in drastico calo, non ha neanche senso conservare prerogative su un beni di fatto fuori commercio. Si finirebbe, altrimenti, per fare la fine dell’ultimo imperatore cinese, chiuso nella propria fortezza a governare il suo palazzo, mentre fuori è in atto la rivoluzione comunista.

Gli autori hanno così compreso che, in questa nuova era della comunicazione, la vera forza dell’artista non sta nel vendere un prodotto in più, ma nel farsi conoscere, nel condividere essi stessi le proprie opere, senza dover aspettare che siano gli altri a farlo di nascosto – tanto, prima o poi, lo faranno lo stesso.

Si stanno così sviluppando nuove forme contrattuali con cui gli autori mettono a disposizione del mercato le opere. Le più importanti sono le licenze Creative Commons che, in contrapposizione ai classici diritti d’autore (“All right reserved”), consentono di conservare (non la piena proprietà intellettuale, ma solo) alcune specifiche prerogative (“some right reserved”). Si tratta di prerogative che permettono da un lato la libera circolazione e condivisione dell’opera, garantendo all’artista l’uscita dall’anonimato; dall’altro mantengono comunque vivo il legame tra prodotto e produttore.

Del resto, la nuova cultura del “remix” ha compreso che nessuna arte parte autonomamente, ma raccoglie sempre il testimone di altre opere e da esse ri-parte. Per cui, gli artisti, condividendo tra loro le opere, hanno anche più possibilità di raccogliere ispirazioni.

I vantaggi di questo sistema si riversano anche e soprattutto per i gestori di locali, di negozi, di attività ricreative di ogni genere.

Poniamo che un organizzatore di eventi (ma il caso può essere anche quello di un semplice imprenditore che abbia un negozio) voglia diffondere, all’interno del proprio locale, musica suonata solo con licenze Creative Commons.

In questo caso egli non è obbligato a segnalare l’evento alla SIAE, pagando i relativi diritti. Infatti i creatori delle opere che verranno utilizzate non hanno affidato la gestione dei loro diritti alla collecting society. È bene tuttavia accertarsi che l’autore abbia rilasciato l’opera con licenza Creative Commons che consenta l’uso commerciale della stessa e, insieme all’utilizzo, eventualmente anche i diritti connessi di riproduzione.

Come comportarsi però per evitare guai con gli ispettori della SIAE? Ci sono due alternative (così come suggerite dalla stessa Società degli Autori ed Editori). E in nessuno dei due casi si sarà tenuti al pagamento di royalties alla SIAE.

1. L’organizzatore può segnalare l’evento alle SIAE, richiedendo al locale ufficio della SIAE un “permesso Spettacoli e Intrattenimenti” per la pubblica esecuzione delle opere musicali. In tal caso egli deve lasciare un deposito cauzionale e compilare, prima dell’esecuzione o immediatamente dopo, il programma musicale della serata (c.d. borderò). In tale elenco viene riportatala la distinta dei brani eseguiti dal vivo o con strumenti meccanici (lettori cd). L’organizzatore potrà quindi utilizzare il borderò per dimostrare – qualora sopravvengano eventuali controlli – che nessuna opera amministrata dalla SIAE è stata eseguita nel corso della serata, al termine della quale farà richiesta di restituzione del deposito cauzionale.

2. L’organizzatore però non è necessariamente tenuto a richiedere il permesso e a compilare il borderò, in quanto le opere musicali eseguite nel corso della serata non appartengono al repertorio amministrato dalla SIAE. Così egli potrebbe astenersi dal denunciare l’evento alla SIAE. In tal caso, se nel corso dell’evento avrà luogo un controllo, sarà l’incaricato SIAE a dover provare (registrando la serata, richiedendo informazioni, ecc.) che i brani eseguiti durante l’evento appartenevano al repertorio amministrato dalla collecting society.

Dal nuovo mercato delle licenze Creative Commons nascono anche nuove offerte commerciali di aziende che, senza violare il monopolio SIAE, mettono in vendita opere con licenze libere, ma a prezzi assai concorrenziali. Uno di questi è Jamendo. Si tratta di una piattaforma da cui si può scaricare musica grazie alle licenze Creative Commons. Così è anche possibile diffondere negli ambienti tale musica, in piena legalità, senza pagare licenze alla SIAE. Gli autori che, infatti, si sono iscritti su Jamendo hanno deciso di non incaricare la SIAE – o le sorelle europee – di intermediare per loro nella raccolta dei diritti d’autore.

La musica scaricata da Jamendo può essere utilizzata per due scopi:

a) un uso personale di semplice ascolto e, in tal caso, il download è gratuito;

b) per fini commerciali (v. pubblicità, cinema, televisione, documentari, sonorizzazione di siti web, ecc.); in tal caso il download è a pagamento e la royaltee serve per remunerare gli artisti.

Gli artisti si rivolgono a Jamendo per farsi conoscere: proprio nell’ottica secondo cui il mercato tradizionale è ormai saturato dal grande business, che non lascia spazio al piccolo autore sconosciuto.

 


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10 Commenti

  1. scusi e per quanto riguarda l’ organizzazione di feste di 18 anni in un locale, come ci si deve comportare?? la siae si deve pagare o no al gestore del locole?? spero in una sua tempestiva risposta
    grazie

    1. Dipende dal tipo di musica che viene suonata durante la serata. Se non si tratta di musica scelta da autori che hanno rilasciato licenze Creative Commons, allora é necessario pagare la SIAE.

  2. Insomma, Siae o CCommons qualcuno si deve pagare, solo che Creative Commons non paga gli autori e Siae sì.

  3. @ a.t. NO. Con le licenze Creative Commons non si è tenuti a pagare necessariamente nessuna quota, a meno che non vi siano accordi diretti con il detentore dell’atribuzione. Inoltre la fondazione Creative Commons non è un ente con un proprio archivio musicale e che non fa nessuna raccolta fondi conto terzi…
    Federico

  4. La questione è controversa ed è stata sollevata in lista Creative Commons più volte. Si è arrivati alla conclusione che in realtà l’obbligo di compilazione del cosiddetto borderò susiste sempre a carico dell’organizzatore dello spettacolo, anche proprio per dimostrare che i brani suonati non sono di competenza SIAE. Vedi qui: http://www.rockit.it/avvocato-rockit-aliprandi-siae-bordero-iscrizione-pagamento . Ma se hai qualche elelmento in più, ben venga.

  5. La Siae di Messina mi chiede un pagamento di €. 204,76 a fronte di un lettore musicassette/cd installato in un locale di ristorazione di mia proprieta’ ,tutto cio’ e’ legale ?

  6. SONO UN ARTISTA DI STRADA SUONO LA TASTIERA DEVO PAGARE QUALCOSA OLTRE AL PCCOLO SUOLOCOMUNALE CHE NON TUTTI I COMUNI LO ESGONO.

  7. Per quanto riguarda le sagre paesane,che la SIAE oltre ai diritti se nel programma e inserito l’intrattenimento musicale..pretendono anche una percentuale sulla incasso delle serate,fregandosene delle spese sostenute dagli organizzatori,tutto ciò e regolare o no.

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