Gratuito patrocinio: requisiti e condizioni
Gratuito patrocinio: requisiti e condizioni
L'autore

Mario Mari

Avvocato civilista del foro di Cosenza con esperienze in materia di espropriazioni, diritti reali, diritto bancario e commerciale. Cassazionista. [...]



Come fare per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato: ecco i requisiti e la modalità della richiesta.

 

Il patrocinio a spese dello Stato (gratuito patrocinio) consente a tutti coloro che non hanno i mezzi economici sufficienti per pagarsi un avvocato ed affrontare le spese del processo di essere difesi o di agire gratuitamente nei giudizi davanti ai giudici civili, penali, amministrativi, contabili e tributari, perché sarà lo Stato ad accollarsi gli onorari dell’avvocato e le spese del giudizio.

 

La legge che regola il gratuito patrocinio [1] fissa i requisiti per poterne beneficiare e le modalità per esservi ammesso ed è un’attuazione del principio costituzionale fissato nell’art. 24 della Costituzione, che garantisce a tutti i non abbienti i mezzi per assicurarsi la difesa in giudizio.

 

Il gratuito patrocinio è escluso per l’attività stragiudiziale compiuta dall’avvocato [2].

Requisito necessario per beneficiare del gratuito patrocinio è il possesso di un reddito non superiore ad .10.766,33 (aggiornato agli indici di ottobre 2012). A tale fine si prendono in considerazione e si sommano tutti i redditi imponibili, quelli esenti e quelli assoggettati a ritenuta alla fonte percepiti nell’ultimo anno dall’interessato e dai familiari conviventi [3].

 

Solo per il processo penale il limite reddituale è aumentato di €.1.032,91 per ogni familiare a carico.

 

Per essere ammessi al beneficio l’interessato o il suo difensore deve presentare, anche a mezzo raccomandata, un’istanza al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati presso il Tribunale competente per la causa.

Per il processo penale l’istanza deve essere presentata, con le medesime modalità, all’ufficio del magistrato innanzi al quale pende il processo.

 

L’istanza, sottoscritta direttamente dall’interessato con firma autenticata dall’avvocato, deve contenere, a pena di inammissibilità:

- le sue generalità e il codice fiscale;

- gli estremi del giudizio se già pendente;

- una dichiarazione attestante la sussistenza delle condizioni di reddito, come sopra evidenziate;

- l’impegno a comunicare variazioni del reddito per tutta la durata del processo;

- l’esposizione dei fatti e dei motivi di diritto utili a valutare la non manifesta infondatezza della pretesa che si intende far valere;

- la specifica indicazione delle prove che si intendono portare all’attenzione del giudice.

Se il Consiglio dell’Ordine o il magistrato lo richiedono, occorre allegare la documentazione a sostegno di quanto dichiarato nell’istanza.

 

Entro dieci giorni dalla presentazione, la domanda viene esaminata e, se accolta, il richiedente sarà difeso gratuitamente da un avvocato, che lui stesso sceglierà a suo piacimento, da un elenco di avvocati stilato dal Consiglio dell’Ordine competente per territorio, e sarà esentato da tutte le spese processuali.

 

Chi è ammesso al patrocinio può nominare, nei casi previsti dalla legge, un consulente tecnico di parte, che sarà pagato con le stesse modalità del difensore. Il consulente tecnico serve per redigere perizie su materie di particolare complessità tecnica.

 

Il difensore non può chiedere e percepire dal proprio assistito compensi o rimborsi a qualunque titolo.

 

L’organo che ha esaminato ed accolto l’istanza, deve trasmettere copia degli atti in suo possesso (istanza, dichiarazione e/o documentazione, decreto di ammissione) all’Agenzia delle Entrate, per verificare, attraverso le risultanze dell’anagrafe tributaria o tramite la Guardia di Finanza, la veridicità e l’esattezza dell’ammontare dei redditi attestati dall’interessato.

L’Agenzia, se dovesse accertare che il beneficio è stato erroneamente concesso, richiederà il provvedimento di revoca.

 

Al termine di ciascuna fase o grado del processo e, comunque, all’atto della cessazione dell’incarico, l’onorario e le spese spettanti al difensore ed all’eventuale consulente di parte sono liquidati dall’autorità giudiziaria con decreto di pagamento.

 

[1] Decreto Legislativo 30.5.2002 n.115.

[2] Cass. sent. n. 24723 del 23.11.2011.

[3] L’art.76 del DPR 115/2002 prevede che si tiene conto del reddito del solo interessato nelle cause che hanno per oggetto diritti della personalità ed in quelle in cui vi è conflitto di interessi tra gli stessi familiari.

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