Se Equitalia pignora la casa su cui c’è un diritto di usufrutto
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7 nov 2012
 
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Se Equitalia pignora la casa su cui c’è un diritto di usufrutto

Cosa succede all’usufruttuario della casa se Equitalia la pignora?

 

Nella sua indiscriminata attività di pignoramento, potrebbe accadere che Equitalia iscriva ipoteca e metta all’asta una casa su cui un soggetto, diverso dal titolare, vanti un usufrutto: in questi casi cosa succede all’usufruttuario?

 

Quando il proprietario di un immobile concede a un altro soggetto l’usufrutto sul bene, il diritto di proprietà si comprime automaticamente e degrada a “nuda proprietà”: ossia un potere più limitato rispetto alla proprietà pura e semplice. Il titolare dell’immobile, infatti, dovrà sempre rispettare l’altrui diritto di usufrutto.

 

La conseguenza di ciò è che anche l’eventuale pignoramento ed esecuzione forzata sul diritto di proprietà dovrà rispettare l’altrui usufrutto e non potrà mai pregiudicarlo.

Ad essere ipotecata e venduta, infatti, è solo la “nuda proprietà” dell’immobile (che passa dal proprietario/debitore originario a colui che si aggiudica la casa all’asta), mentre l’usufrutto rimane sempre in capo all’usufruttuario, per tutta la sua durata.

 

L’usufrutto, dunque, non subisce alcuna conseguenza pratica dopo la messa in vendita dell’immobile divenendo semplicemente l’usufruttuario di un nuovo titolare del bene.

 

Diverso discorso è se il diritto di usufrutto è stato iscritto dopo l’ipoteca da parte di Equitalia: in questo caso l’usufrutto si estingue con l’espropriazione del bene [1].

 

Nel caso in cui ad essere debitore di Equitalia è l’usufruttuario e non il nudo proprietario, l’ente di riscossione non potrà pignorare l’immobile, perché il pignoramento della proprietà si può fare solo nei confronti del proprietario e non dei titolari di altri diritti (come l’usufrutto).

 

È tuttavia concesso, in questi casi, il pignoramento dell’usufrutto. L’usufrutto è, infatti, un diritto quantificabile in valore e, come tale pignorabile, in caso di insolvenza debitoria.

 

Il calcolo avviene sulla base del valore catastale dell’immobile e su tabelle attuariali.

 

In caso di usufrutto vitalizio, il suo valore si calcola applicando un determinato coefficiente (relativo all’età dell’usufruttuario) – che tiene anche conto del saggio legale d’interesse – al valore catastale aggiornato della piena proprietà del bene.

 

Ad esempio, dato 200.000 Euro il valore della piena proprietà e in 51 gli anni dell’usufruttuario, si ha che:

 

- l’usufrutto vale: 200.000 x 3% x 23 = 138.000 Euro

- la nuda proprietà vale (specularmente): 62.000 Euro

 

 clicca qui sotto, sull’immagine piccola, per conoscere i coefficienti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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[1] Art. 2812 cod. civ.

 

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