Pignoramento della pensione di anzianità sul conto corrente obbligatorio: storture del nuovo sistema
Editoriali
2 nov 2012
 
L'autore
 

Formato all'università L.U.I.S.S. di Roma, attualmente esercita la professione di avvocato a Cosenza. Già collaboratore presso l'Università della Calabr [...]

 

Pignoramento della pensione di anzianità sul conto corrente obbligatorio: storture del nuovo sistema

È giusto oggi consentire il pignoramento di tutte le somme del conto corrente su cui, per legge, gli anziani devono versare la pensione  di anzianità? 

 

Come noto, le recenti modifiche alla disciplina sul pignoramento “presso terzi” da parte di Equitalia hanno introdotto nuovi (e più favorevoli per il cittadino) limiti di quota massima di stipendio o pensione pignorabile, che derogano alla regola generale stabilita nel codice di procedura civile. In particolare, mentre nel pignoramento ordinario il limite è 1/5 dello stipendio, l’espropriazione esattoriale prevede limiti variabili in base all’ammontare del credito su cui viene effettuata l’esecuzione. Infatti, per importi non superiori a 2.500 euro, il limite di pignorabilità è ridotto a 1/10, per importi compresi tra 2.500 euro 5.000 euro, la quota massima diventa 1/7, mentre per importi superiori a 5.000 euro si applica il limite ordinario di 1/5.  Ma ciò non ha risolto il problema fondamentale di un profondo squilibrio a sfavore dei pensionati. Vediamo di cosa si tratta.

 

Come a tutti noto, la legge “Salva Italia” [1] ha introdotto l’obbligo della tracciabilità per il pagamento delle pensioni superiori a 1000 euro: questo vuol dire che il pensionato non può più incassare la pensione presso gli uffici delle Poste Italiane, ma deve farsi accreditare le somme su strumenti e prodotti che garantiscano la tracciabilità: per esempio un libretto a risparmio da aprire alle Poste o un conto corrente bancario o postale.

Ciò implica che, per le pensioni superiori ai 1000 euro, è di fatto divenuto obbligatorio aprire un conto corrente dove l’Inps fa automaticamente confluire tali somme.

Dal primo ottobre 2012, in assenza di un conto corrente intestato al pensionato, l’Inps trattiene le somme dovute. L’importo viene versato solo dopo la comunicazione del codice IBAN del conto, bancario o postale, all’Istituto previdenziale.

 

Nel caso in cui l’anziano abbia debiti con Equitalia, quest’ultima potrà pignorargli la pensione nei limiti di un quinto (o, a seconda dei casi sopra indicati, nei limiti di 1/10 o di 1/7) dell’importo complessivo: ma perché operi questo limite è necessario che il pignoramento (cosiddetto “presso terzi”) sia fatto direttamente alla fonte, ossia all’ente previdenziale (INPS) prima che questi eroghi la pensione.

Qualora invece l’anziano depositi successivamente tali somme in un conto corrente, l’orientamento della giurisprudenza è da sempre quello di consentire il pignoramento di tutto il denaro presente sul conto – e non solo di un quinto: ciò perché le somme, una volta depositate in banca, diventano un tutt’uno col patrimonio del debitore. In pratica, basta che Equitalia attenda anche un solo giorno – quel fatidico giorno in cui la pensione (obbligatoriamente) passa dalle casse dell’Inps al conto corrente – perché il limite di 1/5 (o di 1/10 o 1/7) non operi più. In questo modo l’anziano si vedrà pignorato il 100% della sua pensione. La legge ha, insomma, creato una scappatoia per aggirare sé stessa!

 

Peraltro non è neanche difficile, per Equitalia, scoprire dove l’anziano deposita la pensione, grazie all’Anagrafe Tributaria e alla possibilità di consultare tutte le banche dati dell’amministrazione finanziaria.

 

Ebbene, se questo orientamento poteva anche essere condivisibile finché il pensionato era libero di scegliere tra il conservare nel portafoglio la pensione o versarla sul conto con tutti gli altri risparmi, oggi si potrebbe profilare il rischio di una strumentalizzazione del nuovo obbligo di apertura del conto per i pensionati.

Il creditore che, infatti, voglia aggirare il problema del limite del quinto al pignoramento della pensione potrebbe notificare l’atto di pignoramento direttamente alla banca anziché all’Inps: l’Istituto di credito, per legge, sarà obbligato non solo a bloccare tutti i fondi già depositati sul conto dal debitore, ma anche le somme che ivi confluiranno fino alla data dell’udienza di assegnazione. In altre parole, quando l’Inps invierà gli accrediti alla banca del pensionato, questi verranno automaticamente pignorati e bloccati nella misura del 100% e non più di un quinto, come invece dovrebbe essere.

 

Insomma: ancora una volta la lotta esasperata all’evasione ha generato una nuova distorsione sul sistema.

Allora è legittimo chiedersi come potrà vivrà il povero pensionato a cui sarà stato pignorato tutto il conto corrente e, quindi, la totalità della pensione?

 

 

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[1] Legge n. 214 del 22.12.2012.

© Riproduzione riservata

 
Commenti
2 nov 2012 Totò

Ma qual è il problema? Si ritirano le somme dalla banca lo stesso giorno in cui vengono accreditate dall’INPS

 
Angelo Greco
2 nov 2012 Angelo Greco

Non è così. Non è possibile quello che lei dice, Totò. Le spiego perché. Tutto si nasconde in un meccanismo processuale. E’ qui che sta la fregatura. Quando viene notificato un pignoramento alla banca, quest’ultima ha l’obbligo di trattenere tutte le somme che di lì innanzi (e fino all’udienza di assegnazione delle somme davanti al trib. -sez. esec.) verranno accreditate da chiunque. Per cui mettiamo che il creditore notifichi il pignoramento alla banca quando il saldo sul conto è pari a zero. La prima udienza di assegnazione delle somme viene spesso fissata dal tribunale dopo diversi mesi (anche un anno e mezzo in alcuni tribunali). Questo vuol dire che tutte le somme accreditate dal giorno della notifica del pignoramento fino alla data dell’udienza di assegnazione, verranno necessariamente trattenute dalla banca che poi, dopo l’ordine del giudice, le darà al creditore. La conseguenza è che se il pensionato andrà in banca per ritirare lo stesso giorno dell’accredito tali somme della pensione, la banca non gliele potrà dare. Il conto infatti è ormai bloccato.

 
3 nov 2012 FraV

Beh ma se vale per lo stipendio dei lavorati dipendenti, perchè non dovrebbe valere per la pensione? Inoltre é una sorta di deterrente per non fare debiti no?
è la solita storia, l’ordinamento deve decidere se tutelare il creditore o il debitore. Il problema è che i debitori possono essere ricchi e poveri, mentre i creditori, ormai, sono tutte banche o istituti di credito, quindi “ricchi”….ma allora chiedo, non si potrebbero fare delle leggi che mettano delle eccezioni per certi redditi bassi (es. pensione di mille euro) ?
Non si può cambiare una legge pensionistica così importante SOLO per tutelare quelli che fanno debiti, no?
è una questione difficile, lei cosa farebbe?

 
5 nov 2012 davide

Non è cosi, la legge è cambiata, chi prende meno di mille euro al mese di pensione quando a dicembre prenderà la tredicesima e supera i mille euro la pensione viene pagata.
Questo è l’articolo di legge Messaggio INPS numero 10885 del 28-06-2012:
Legge n° 214 del 22 dicembre 2011, art.12, comma 2 e successive modifiche ed integrazioni.
2.2 Conguagli una tantum
Il comma 4-ter del citato art.3 aggiunge una precisazione all’art. 2, comma 4-ter del Decreto-legge n° 138 del 13 agosto 2011, che limita il campo di applicazione delle norme in esame, specificando che nell’individuazione dei pagamenti che superano la soglia dei 1.000 euro non devono essere presi in considerazione gli importi corrisposti a titolo di tredicesima mensilità. Per analogia, non sono soggetti alle suddette limitazioni all’uso del contante i pagamenti delle pensioni che hanno un importo ordinariamente inferiore a 1.000 euro, anche nei casi in cui per singole rate sia superata la suddetta soglia per la concomitanza del pagamento di arretrati pensionistici, conguagli fiscali e somma aggiuntiva (cd. “quattordicesima”).
La procedura di invio dei flussi agli uffici pagatori è stata adeguata con l’aggiunta dell’informazione relativa all’importo dei conguagli una tantum pagati contestualmente alle rate di pensioni ordinariamente inferiori a 1.000 euro per le quali il pagamento allo sportello può essere comunque disposto.

 
13 nov 2012 walter

Salve Avvocato, sto passando un periodaccio a causa di un decreto ingiuntivo dovuto a una mia firma da garante per un mutuo. Approfitto di questa discussione per chiederle la veridicità delle nuove regole sul pignoramento presso terzi e comunque di uno stipendio: secondo alcuni forum che ho letto in rete sembrerebbe che abbiano cambiato i limiti di pignorabilità passando da 1/5 a 1/10 dello stipendio per somme fino a 2500 euro. Lei ha notizie su queste nuove regole?
Sarebbero applicabili solo a debiti con Equitalia oppure anche verso banche come nel mio caso?
La ringrazio anticipatamente.
Walter

 
Angelo Greco
13 nov 2012 Angelo Greco

Salve sig. Walter. E’ corretto quello che ha letto. Le indico questo articolo nel quale troverà tutte le risposte.
http://www.laleggepertutti.it/17424_limiti-di-pignoramento-per-equitalia-su-stipendi-e-pensioni. I limiti, come leggerà, valgono per Equitalia.

 
13 nov 2012 walter

Salve Avvocato, la ringrazio per la celere rtisposta.
Tuttavia in rete ho trovato dei male intesi su questi nuovi limiti di pignorabilita’
In quanto alcuni siti spiegano la vicenda come se una persona che ha uno stipendio al mese di 2500€ puo’ essere pignorato solo per un decimo……altri la spiegano come se il debito di soldi da restituire e’ fino a 2500€ allora ti pignorano 1/10….. se devi somme da 2500€ a 5000€ allorati pignorano 1/7….
Insomma quale e’ la giusta interpretazione?

 
Angelo Greco
13 nov 2012 Angelo Greco

Salve Walter. E’ proprio come abbiamo scritto nell’articolo. Le riporto il testo della legge affinché lei possa togliersi ogni dubbio.

«72-ter (Limiti di pignorabilita’) 1. Le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennita’ relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall’agente della riscossione: a) in misura pari ad un decimo per importi fino a duemila euro; b) in misura pari ad un settimo per importi da duemila a cinquemila euro. 2. Resta ferma la misura di cui all’articolo 545, comma 4, del codice di procedura civile, se le somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennita’ relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, superano i cinquemila euro.»; c) all’articolo 76 sono apportate le seguenti modificazioni: 1) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: «1. L’agente della riscossione puo’ procedere all’espropriazione immobiliare se l’importo complessivo del credito per cui si procede supera complessivamente ventimila euro».; 2) al comma 2, le parole: «agli importi indicati» sono sostituite dalle seguenti: «all’importo indicato»; d) all’articolo 77 dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: «1-bis. L’agente della riscossione, anche al solo fine di assicurare la tutela del credito da riscuotere, puo’ iscrivere la garanzia ipotecaria di cui al comma 1, purche’ l’importo complessivo del credito per cui si procede non sia inferiore complessivamente a ventimila euro.».

 
13 nov 2012 walter

Mi perdoni Avvocato ma non riesco a interpretare bene l’articolo, quindi provo as fare un esempio: io ho uno stipendio mensile di 2000€ netti, pero’ ho un debito di 45mila euro con una banca.
Secondo i nuovi limiti mi verra’ decurtato un decimo dello stipendio.
E’ corretto?

 
Angelo Greco
13 nov 2012 Angelo Greco

corretto

 
17 nov 2012 Cassotti Vincenzo

Gentile avvocato, Le chiedo cortesemente un Suo commento sul seguente quesito:
sono stato soccombente di una causa per effetto della quale dovrò pagare una somma notevole, non Le racconto la storia che dura da oltre ventanni perchè voglio evitarLe che si
metta le mani nei capelli. Non avendo disponibilità per assolvere al mio impegno, l’avvocato della parte vincitrice ha proceduto al pignoramento del quinto della mia pensione
quinto che viene regolarmente trattenuto dall’INPS e versato alla controparte (la causa si è
conclusa presso il giudice dei pignoramenti mobiliari). La mia pensione, al netto della trattenuta del quinto definito, mi viene accreditata da INPS sul mio c/c bancario quale conto corrente pensione e sul quale non verso nessun’altra somma non avendone disponibilità, in pratica il conto in banca viene movimentato unicamente per le esigenze della mia famiglia: preciso che trattasi di un conto corrente pensione. L’avvocato del cliente vincitore, può adoperarsi per bloccare il mio conto in banca che ripeto viene utilizzato da me per il vivere quotidiano? Grazie della Sua attenzione, Le porgo distinti saluti. Vincenzo Cassotti.

 
Angelo Greco
17 nov 2012 Angelo Greco

Gentile Vincenzo, se controparte ha già effettuato il pignoramento presso terzi e ha ottenuto, dal Giudice dell’Esecuzione, l’assegnazione delle somme, non può porre in essere altri pignoramenti (come per es. il “blocco” del c/c, come dice Lei), in quanto sarebbe una illegittima duplicazione del credito.

 
17 nov 2012 Cassotti Vincenzo

Gentile avvocato, grazie della risposta che mi rassicura. Un ulteriore quesito che Le pongo è il seguente: abito con mia moglie ed un figlio nell’appartamento di proprietà di due miei figli sposati e residenti altrove, con un contratto di comodato d’uso regolarmente registrato: il contratto elenca con relative foto e meticolosamente tutto l’arredo della casa. Il contratto è a tempo indeterminato. Pur in atto il pignoramento del quinto pignorabile della pensione e già definito in sede di udienza, l’avvocato di controparte può effettuare anche un’azione di
pignoramento dell’arredo della casa ? Grazie ancora, e distinti saluti.

 
Angelo Greco
17 nov 2012 Angelo Greco

Gentile Vincenzo, anche per questa domanda vale quanto le ho detto in risposta al precedente quesito. In ogni caso il pignoramento sarebbe illegittimo, trattandosi di beni di terzi, qualora i suoi figli riuscissero a dimostrare anche la proprietà dei beni mobili inventariati (a riguardo il semplice contratto di comodato potrebbe essere ritenuto insufficiente), prova che non potrebbe essere fornita per testimoni (art. 621 CPC).

 
23 nov 2012 Filippo

Buongiorno gentilissimo Avvocato,
situazione intricata quella di mio padre, garante di mio fratello per un mutuo non onorato per un locale commerciale andato all’asta e pignorato, e dalla cui vendita non hanno recuperato tutto l’importo (mancano all’appello 60.000 euro circa, su un titale di 150.000 euro… dalla vendita all’asta hanno recuperato 87.000 euro). Siamo ancora nella fase in cui potrebbero rifarsi sentire per recuperare la differenza, mio fratello non ha piu niente di suo (tranne una busta paga dato che ora lavora a dipendenza), e comunque sarebbe aggredibile mio padre in qualita’ di garante, con un serio rischio di pignorargli la casa dove vive.
Cio che chiedo e’ questo. Nel frattempo, ancor prima che i creditori di cui sopra si siano fatti sentire per far valere le loro ragioni, per un altro debito non onorato bancario di circa 8000 euro sempre di mio fratello, con firma a garanzia sempre di mio padre, il debito e’ salito a 16.000 euro e hanno iscritto ipoteca sulla casa di mio padre e il 6 febbraio 2013 faranno la prima vendita all’asta(da notare che il valore della casa residenziale e’ di circa 187.000 euro, poi vi sono altri 5 lotti per un totale di circa altri 50.000 euro).
Leggevo poco fa che i limiti per la pignorabilita’ della casa son saliti a 20.000 euro…. tale modifica e’ retroattiva?
Nella casa inoltre vi e’ isritta una ipoteca di garanzia per un mutuo che si sta regolarmente pagando per un altra casa, la cui garanzia non era sufficiente. Tale creditore risulta come INTERVENUTO nel pignoramento. Potrebbe storcere il naso e chiedere altre garanzie? Cosa succede in questi casi? Grazie per le risposte.

 
Angelo Greco
23 nov 2012 Angelo Greco

Sig. filippo, i limiti della pignorabilità riguardano solo l’Ente di riscossione delle imposte statali (Equitalia).

 
23 nov 2012 Filippo

Grazie avvocato… e cosa mi puo’ dire in merito al CREDITORE INTERVENUTO??? Nonostante il debito si stia pagando regolarmente c’e’ molta preoccupazione.
In pratica fu richiesto un mutuo per il pagamento di un immobile sul quale e’ stata messa un ipoteca pero’ la garanzia non era sufficiente, dunque in comune accordo fu messo a garanzia per un piccolo importo anche l’immobile in questione di mio padre (anche se non riesco a capire perche nelle carte la garanzia del CREDITORE INTERVENUTO risulta in piedi addirittura per un importo spropositato, ben 225.000 tra lo stupore piu assoluto. Noi sapevamo che l’ulteriore garanzia era per solo circa 20.000 euro… Qualora il pignoramento immobiliare vada avanti, cosa puo capitare all’intestatario della casa del CREDITORE INTERVENUTO????? Nel frattempo comunque son state pagate tante rate e dunque, sembra assurdo che possa essere necessario mettere ancora delle ULTERIORI GARANZIE oltre la casa per la quale questo mutuo si sta pagando. Che ne pensa???? Saluti.

 
Angelo Greco
24 nov 2012 Angelo Greco

Potrete chiedere una riduzione dell’ipoteca in proporzione sia al credito che a quanto, medio tempore, è stato pagato al creditore.
La riduzione dell’ipoteca consiste nella diminuzione dell’importo per cui la garanzia è iscritta.
Ai sensi dell’art. 39 comma 5 del TUB “ i debitori hanno diritto, ogni volta che abbiano estinto la quinta parte del debito originario, a una riduzione proporzionale della somma iscritta. Essi hanno inoltre il diritto di ottenere la parziale liberazione di uno o più immobili ipotecati quando, dai documenti prodotti o da perizie, risulti che per le somme ancora dovute i rimanenti beni vincolati costituiscono una garanzia sufficiente.
Con la riduzione si dà la possibilità al debitore di ricondurre a proporzioni adeguate il rapporto tra importo dovuto e valore ed estensione della garanzia ipotecaria.
Non posso leggere la sua documentazione, ma se i numeri confermano quanto le ho appena detto, lei potrà chiedere alternativamente o la riduzione o addirittura la cancellazione dell’ipoteca.

 
24 nov 2012 Filippo

Tutto chiaro, davveo gentilissimo, grazie mille

 
26 nov 2012 Ignazio

Salve avvocato, se una casa viene messa all’asta ma l’asta va deserta per piu volte, l’importo chiaramente scende. C’e’ un limite sotto del quale per legge non dovrebbe scendere? Cioe sarebbe assurdo che una casa del valore di 190.000 euro fosse venduta per 15.000…. e’ possibile che cio accada?
E inoltre, qualora la casa non fosse venduta all’asta per molto tempo e si desiste dal fare altre aste, torna al debitore o segue altre destinazioni? grazie per le risposte

 
26 nov 2012 Filippo

Salve avvocato,
qualora ci sia gia un asta in corso, un possibile creditore che non ha ancora fatto valere le sue pretese puo inserirsi come ulteriore creditore o magari in questo caso l’asta viene annullata e rinviata a nuova data con inserimento del nuovo creditore?
Inoltre, se la casa all’asta fungeva pure da garanzia per un mutuo che si sta pagando regolarmente per un altra casa lei ha gia detto precedentemente che si puo richiedere la riformulazione delle garanzie avendo gia pagato almeno un quinto. Ebbene, pero’ tale casa con la presenza di questa ipoteca di garanzia, dovrebbe essere protetta per il periodo della durata del mutuo della casa (30 anni) che si sta pagando regolarmente perche le altre ipoteche successive si dovrebbero accodare giusto???? Solo che essendo gia all’asta, cosa succede in questi casi? Se fosse venduta subito? Saluti

 
Angelo Greco
26 nov 2012 Angelo Greco

Gentile Ignazio
ai sensi dell’art 586 cpc, il giudice dell’esecuzione, a sua discrezionalità, può sospendere la vendita quando ritiene che il pezzo offerto sia notevolmente inferiore a “quello giusto”. Dunque si tratta di un potere che spetta alla valutazione del giudice.
Venendo alla sua seconda domanda, qualora l’esecuzione si estingua per rinuncia del creditore, il bene torna nella disponibilità del debitore.

 
Angelo Greco
26 nov 2012 Angelo Greco

Gentile Filippo
qualsiasi creditore può intervenire nell’esecuzione in corso (ovviamente, è suo interesse che vi sia “capienza”: difatti, l’intervento in una espropriazione di un bene il cui ricavato consenta il soddisfacimento del solo creditore procedente non avrebbe utilità per l’interveniente).
Quanto all’udienza, essa è disposta nel caso in cui il creditore intervenuto sia privo di titolo esecutivo (art. 499, 5° co., cpc).
Quanto al suo secondo quesito non mi è chiara la fattispecie da lei descritta. In ogni caso, ribadisco la regola del forum: “Il forum è solo uno spazio per discutere e commentare. Le richieste di consulenza, invece, vanno inoltrate direttamente alla redazione”.

 
26 nov 2012 Filippo

Grazie mille avvocato gentilissimo, in ogni modo oggi ho ricevuto delle informazioni in merito e pertanto ho scoperto che essendo gia stata fatta l’udienza di vendita della casa, per quanto riguarda i creditori, chi c’e’ c’e’ e chi non c’e’ perde la possibilita’ di essere equiparato agli altri… pertanto in questo modo pare che se la casa viene venduta all’asta…. a quanto mi risulta il valore recuperato viene distribuito tra i creditori che hanno disposto l’asta e i creditori intervenuti e stop mentre l’eventuale differenza viene restituita al debitore.
Questo era il mio dubbio enorme… perche pensavo che i creditori che non hanno fatto in tempo a iscriversi tra i creditori da sistemare, potessero comunque intervenire successivamente ma a quanto risulta invece hanno perso quest’occasione. Le risulta? Mi scusi se continuo a tempestarla di domande, prometto che questa e’ l’ultima che faccio pubblicamente e la ringrazio per la sua cortese disponibilita’. Saluti.

 
Angelo Greco
26 nov 2012 Angelo Greco

L’intervento del creditore è ammesso fino a quando sia tenuta l’udienza in cui è disposta la vendita o l’assegnazione (art. 499, comma 2, cpc)

 
3 dic 2012 stefano

Gentilissimo avvocato , la Serit Sicilia mi ha dato un estratto debitorio dove mi indicano che ho un debito di 20.000euro; allora io gli ho detto me lo dimostri che ho questo debito?
Ho chiesto per ben 8 volte i documenti che provano che ho questo debito facendo la richiesta per Estratti di ruolo e relate di notifica;
mi ci sono pure recato personalmente in sede a chiedere i documenti; ma mi dicono che non li trovano; alcune richieste le ho inoltrate pure con posta elettronica certificata e´ trascorso piu´ di un mese ; ma ancora non mi danno ne gli estratti di ruolo, ne le relate di notifica.Pero´il pignoramento ai soldi della ricostituzione che dovevo ricevere dall´INPS me lo hanno gia´ fatto nono stante non mi danno i documenti che provano il debito a mio carico.
Come mi devo comportare visto che dopo 9 richieste ed oltre un mese trascorso non mi danno i documenti che ho richiesto?

 
Angelo Greco
3 dic 2012 Angelo Greco

Gent.mo Stefano, Immagino che lei sostenga di non essere debitore perché ha le pezze di appoggio ove si evince che ha già pagato i tributi. Diversamente non è lo Stato a dover dimostrare che i cittadini devono pagare le tasse, ma sono questi ultimi a dover dimostrare che hanno corrisposto quanto dovuto. Se così stanno le cose, Lei dovrà incaricare un avvocato per fare opposizione al pignoramento ex art. 615 c.p.c. Eccependo questa circostanza, e dimostrando di aver pagato tutte le morosità che invece le sono imputate, allora spetterà all’agente per la riscossione la prova contraria. In ogni caso, dalla cartella esattoriale è possibile evincere la natura del credito (imposta) fatta valere in esecuzione e gli anni relativi alla richiesta.

 
3 dic 2012 stefano

Ho le pezze di appoggio dove si evince che.Ho i documenti che provano che per l´anno citato ho vinto il ricorso in commissione tributaria con conseguente annullamento del ruolo per quanto riguardava gli studi di settore(di fatti mi avevano chiesto 3 mila euro in piu´ di quello che io avevo guadagnato); solo che dopo 7 anni si ripresentano chiedendomi i soldi per una sentenza che era gia´ stata vinta in commissione tributaria tra cui mi hanno fatto anche un pignoramento illecito perche´ hanno gonfiato somme gia´ annullate in commissione in modo da poter avere diritto ad effettuare il pignoramento presso terzi.
Quindi adesso che faccio come mi comporto li posso denunciare?
Inoltre la parte piu´ divertente e´ che sull´estratto debitorio riporta la dicitura “questi documenti non rappresentano valore giuridico” pero´ nel frattempo i soldi me li chiedono ed addirittura me li hanno pure pignorato. Guarda un po´ !
Grazie per la precedente risposta.

 
Angelo Greco
3 dic 2012 Angelo Greco

Sig. Stefano, non comprendo se lei per queste somme ha ricevuto già una ulteriore cartella o meno. Lei ha parlato inizialmente di un “estratto debitorio”, ossia di una semplice stampa. Dunque ancora nessuna richiesta le è stata fatta. Pertanto non ha un atto contro cui ricorrere. Qualora le dovesse pervenire una richiesta ufficiale potrà proporre opposizione. Intanto le consiglio quanto meno di fare una richiesta con racc. a.r., producendo la documentazione in copia, e chiedendo la rettifica dei dati contenuti nei terminali della Serit.

 
4 dic 2012 stefano

ho ricevuto sia le cartelle sia mi e´ stata pignorata la ricostituzione della pensione.
Procedero´ alla richiesta rettifica dati.
Per richiedere la rettifica dei dati dovro´ consegnare loro dei documenti origiali?
In tal caso non lo faro´ mai perche´ non mi fido di loro Nel caso non ci fosse bisogno di consegnare dei documenti originali allora posso anche procedere alla richiesta di rettifica
dati; ma conoscendo il loro modus operandi sono fermamente convinto che non otterro´ nulla in cambio! Cosi come non ho ottenuto nulla con la richiesta degli estratti di ruolo e relate di notifica.

 
8 dic 2012 alessandro

Gent.mo Avvocato
mi madre di anni 81 era garante presso un’istituto di credito per la mia ditta che da 4 anni è chiusa per 40000 euro di debito l’istituto da circa 3 anni le ha pignorato 1/5 della pensione, volevo sapere se con le nuove normative rientra nel limite max di pignorabilità di 1/10 e se la banca può ancora var valere questo diritto. La ringrazio e saluto cordialmente.

 
Angelo Greco
8 dic 2012 Angelo Greco

La legge non ha efficacia sui pignoramenti già iniziati che pertanto vengono fatti salvi

 
8 dic 2012 cristina

Volevo chiedere se la tredicesima e quattordicesima è pignorabile
grazie

 
Angelo Greco
8 dic 2012 Angelo Greco

si sono pignorabili

 
8 dic 2012 cristina

L’art. 7 del decreto legislativo del 1946 che la rendeva impignorabile è ancora in vigore?
molte grazie !

 
14 dic 2012 Roberto

Salve, vorrei sapere una cosa, per favore. Ho preso un prestito con una finanziaria ed ora non posso più pagare che sono senza lavoro. Mia madre pensionata con meno di 1000 euro mensili, mi ha fatto da garante. Coisa rischia esattamente lei e la sua pensione se non riesco ad onorare il prestito? La pensione lei, la riceve in un conto corrente bancario. Grazie

 
Angelo Greco
14 dic 2012 Angelo Greco

Sua madre potrebbe subire il pignoramento della pensione in base ai nuovi limiti:
La legge stabilisce infatti che le somme dovute dal datore di lavoro a titolo di stipendi, pensioni, salari o altre indennità derivanti da rapporto di lavoro, comprese quelle a dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall’Agente di riscossione entro:
a) un decimo: per debiti fino a 2.500 euro;
b) un settimo: per debiti da 2.500 euro a 5.000 euro;
c) un quinto: per debiti superiori a 5.000 euro.

Inoltre, una volta depositate in banca, le somme sono pignorabili per intero. Tuttavia sul punto si attende (e si spera) che si formi giurisprudenza contraria proprio in relazione alle problematiche evidenziate nell’articolo.

 
14 dic 2012 Roberto

La ringrazio molto. Mi consiglia di far versare la pensione di mia madre, alle poste, per evitare il totale pignolamento della stessa quando viene erogata? O non cambierebbe nulla? Tenga presente che mia madre non ha altri soldi nel conto ma solo quelli che vengono versati al primo del mese della pensione. Non ha beni di nessun genere ne altri soldi vincolati o in altri conti.

 
14 dic 2012 cristina

Mi scusi ma le rinnovo la mia domanda :L’art. 7 del decreto legislativo del 1946 che rende impignorabile la 13° è ancora in vigore ?
Grazie

 
Angelo Greco
14 dic 2012 Angelo Greco

Cristina, lei si riferisce però solo ai pubblici dipendenti. La storia dell’art. 7 Dlgs. 263/1946 è descritta sul sito “Normattiva” del Parlamento italiano.
http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1946-11-07&atto.codiceRedazionale=046U0263

 
14 dic 2012 Andrea Borsani

Gen.le Sig. Cristina, per quanto riguarda il pignoramento della tredicesima dei pubblici dipendenti, l’art.7 da Lei citato è stato affiancato dal regime speciale introdotto dal DPR 180/1950 che riguarda il pignoramento e la cessione degli stipendi della P.A.. Pertanto, in quanto legge speciale successiva avente un oggetto più ampio, si ritiene che all’impignorabilità della tredicesima dei dipendenti pubblici si applichino le eccezioni di cui all’art.2 del T.U del 1950 e succ. modif.
http://normativo.inail.it/bdninternet/docs/dpr1801950.htm

 
16 dic 2012 cristina

Questo vuol dire che per i comuni mortali che non fanno parte delle pubbliche amministrazioni, è sempre e comunque pignorabile anche nei pignoramenti per alimenti , penso.
Vi ringrazio molto per la vs. cortesia e attendo conferma
Saluti

 
31 dic 2012 Francesca

Avvocato buongiorno,
I limiti di cui parla la nuova legge riguardano solo equitalia o anche privati?
Sono proprietaria di un appartamento concesso in locazione e il conduttore non ha mai pagato l’affitto. So che percepisce la pensione e vorrei capire in che misura e’ possibile procede al pignoramento. Grazie mille

 
Angelo Greco
31 dic 2012 Angelo Greco

I limiti valgono solo per i pignoramenti derivanti da debiti fiscali (art. 3 DL 16/2012). Negli altri casi resta fermo il limite di 1/5.

 
3 gen 2013 frnacesca

Grazie mille per la celere risposta.
A volte diventa davvero difficile interpretare la legge.
Le auguro Buon Anno!

 
10 gen 2013 francesca

Le risulta che sia intervenuta una recente sentenza che ha modificato i criteri di cumulo delle pensioni tra di loro al fine del pignoramento del 1\5? se si quale e in che termini? Grazie Francesca

 
15 gen 2013 enzo

Egregio Avv.
leggendo i vari post del forum, volevo segnalare anche il mio caso… nel dicembre 2009 , dopo atto di ingiunzione e pignoramento, ricevo la comunicazione che era stata fissata una udienza davanti al giudice per il 5/03/2010, al fine di procedere al pignoramento presso terzi, cioè sul mio stipendio…. tuttavia già a partire dal mese di febbraio 2010, mi vedo trattenuta sullo stipendio una somma per pignoramento cod 28 cautelativo… per un importo complessivo di oltre 4600 euro ripartita in 21 quote mensili, dopo ancora qualche mese ricevo un ulteriore pignoramento dello stesso attore per altri 2500 euro circa pers pese legali, portando il mio debito iniziale da 4000 a circa 8000 … mi domandavo se è stato tutto regolare… finalmente con la quota del dicembre u.s. ho estinto questo pigniramento..

 
18 gen 2013 Silvano

Gentile Avvocato, vista la sua disponibilità mi permetto di chiederle un parere.
Circa quindici anni fa mio padre è stato vittima di una truffa che, dopo oltre un decennio di processi e appelli si è conclusa con una sua condanna. Il giudice ha disposto il pignoramento di un quinto della sua pensione. Ora mio padre è nullatenente, fatta eccezione per un vecchio autocarro di irrisorio valore, mia madre ha un invalidità grave che richiede accompagnamento, così pure mio padre ha problemi cardiaci che gli impongono una vita senza emozioni intense, soggetta all’assunzione di farmaci salvavita. Attualmente abitano in una casa di proprietà mia e di mio fratello, quindi non pagano affitto perchè sono in comodato gratuito. il problema è che la privazione di un quinto dello stipendio li pone in una condizione di indigenza. Mia madre ha bisogno di assistenza e questo ha un costo. In oltre, dopo una sentenza che ci aveva dato ragione, abbiamo smesso di informarlo sugli sviluppi a causa della sua salute che, anche a seguito di questa ingiusta vicenda, è molto peggiorata. Fatta questa premessa le faccio le domande: esiste un minimo di reddito garantito che non può essere soggetto al pignoramento del cinque per mille? Nel caso di grave invalidità o malattia cosa prevede la legge? Temo che per le sue condizioni di salute (mio padre ha 80 anni) non supererà la notifica di una condanna ingiusta. Come fare? La ringrazio per la sua dispnibilità.

 
18 gen 2013 Silvano

Dimenticavo che attualmente riscuote la pensione in banca, anche se gli importi sono inferiori ai mille euro, perché mal consigliato da un’associazione. Cosa deve fare per impedire di incappare nel rischio che lei cita? Poiché il creditore è un truffatore, già condannato per altri reati, pure fallito, c’è da aspettarsi il peggio del peggio. la ringrazio ancora per la sua disponibilità

 
20 gen 2013 giuseoo195403

Pr.mo Avvocato, vorrei chiederLe il Suo pensiero sulla seguente vicenda: Ho un c/c in una banca sul quale viene accreditata esclusivamente la mia pensione ogni mese al giorno 16.
Con la banca ho concordato, per iscritto, un bonifico mensile mediante il quale l’istituto doveva procedere ad effettuare il pagamento di circa 200,00 Euro al proprietario di un locale che detenevo in affitto, con estrazione ogni 13 del mese. Sono venuto a conoscenza che la banca a mia insaputa non abbia corrisposto con regolarità tutti gli affitti ed in particolare n.5 risalenti all’anno 2010. Da considerare che i predetti bonifici dovevano essere effettuati ogni 13 del mese e qualora ipotizzato che in tale giorno non vi fossero stati i fondi necessari, ritengo che avrebbe potuto in alternativa procedere ad anticiparli applicando gli oneri di scoperto sino al 16 (ovvero tre giorni dopo) con l’accredito della pensione oppure procedere al bonifico il giorno 16 stesso. Sta di fatto che pur non sia mai stato a conoscenza dalla banca di tali insolvenze mi trovo a subire un pignoramento totale della mia pensione dalla stessa banca quale terzo, sino alla completa copertura dell’insoluto. .
Le domando, fermo restando che si intende regolarizzare tali pendenze, posso procedere a richieste risarcitorie alla banca dal momento che non ha rispettato gli accordi scritti sull’effettuazione dei bonifici mensili come da contratto? Da precisare, in ultimo, che percepisco una pensione mensile di € 1800,00 ed a fronte di € 1000, di insoluto mi troverò a corrispondere una somma di € 4000 comprensiva di spese legali.
La mia pensione è l’unica fonte di sopravvivenza e sussistenza personale e della famiglia senza la quale si potranno verificare gravi stati di indigenza. Grazie per il suo contributo. Giuseppe

 
24 gen 2013 Anna

gentile Avvocato, vista la sua disponibilità avrei bisogno di un chiarimento mio padre riceve la sua pensione sul c/c ieri ha ricevuto dal comune una lettera di pignoramento presso terzi del c/c che sicuramente andra’ avanti con il precetto ecc… prima che le venga bloccata, potrei canalare la sua pensione sul mio c/c? mi di ca di si la prego!!!

 
Angelo Greco
24 gen 2013 Angelo Greco

Anna, se c’è già stato il pignoramento, non le verrà notificato un nuovo precetto. Pertanto le sarà impossibile spostare le somme dal c/c. Per avere chiaro ogni passaggio della procedura la invito a leggere questa breve guida http://www.laleggepertutti.it/22409_pignoramento-presso-terzi-del-conto-o-dello-stipendio-cose-e-come-funziona

 
24 gen 2013 Pacifico

Salve avvocato, ho una pensione netta di € 678,00 mensili, già al netto del quinto a favore di una finanziaria.Ho prtroppo altri prestiti che non sono riuscito ad onorare.Rischio il pignoramento di quale percentuale sulla mia pemsione ?-La ringrazio e la saluto.Pacifico Boccianti

 
24 gen 2013 Anna

avvocato ho telefonato in banca per sapere se il c/c di mio padre e’ bloccato e mi hanno risposto di no comunque non voglio prelevare anche perche il conto e’ vuoto serve solo per riscuotere la sua pensione di 1100,00 vorrei solo sapere se posso comunicare a inps di inviare la pensione sul mio conto per evitare eventuale blocco perche’ sarebbe un grosso problema se accadrebbe cio’ secondo lei e’ possibile fare questo grazie e’ mi scusi per lo sfogo.

 
25 gen 2013 Marcello

la soluzione per non farsi pignorare il conto corrente e quindi bloccare lo stesso e per chi ha un fido bancario sul conto. Basta preventivamente ritirare il contante e vivere solo con ilfido che è un prestito. Cosi’ il conto corrente sarà in negativo. La pensione andrà a ripianare il fido ed il conto risulterà a zero o in negativo . Concordate?

 
25 gen 2013 Marcello

Mi scuso per non aver preventivamente salutato l’avvocato. Salve Marcello.

 
25 gen 2013 anna

grazie Marcello !!!

 
26 gen 2013 rosario

salve avvocato, io vorrei porle la mia situazione. ieri sono andato allo sportello della banca per prelevare del denaro dal mio conto, ma mi sono trovato impossibile prelevare, entrato dentro e parlato con il direttore di banca, mi diceva ce’ una grossa sofferenza sui suoi confronti e non puo prelevare. chiedendo spiegazioni non mi ha saputo dire il motivo, dopo aver parlato ore e ore, lo stesso mi consegna a titolo di cortesia € 200,00 dei miei soldi. adesso vorrei capire io ho delle rate scadute di finanziamento fatto con la banca, non ho mai ricevuto raccomandate di pignoramento del conto, o per lo meno notifiche di udienze d’avanti al giudice, leggendo i forum per bloccare un conto corrente ci vuole una sentenza del giudice a meno che sei indacato dalla Procura, un direttore di banca si puo avvalere sul mio conto corrente e bloccare tutti, dico tutti i miei soldi visto che la somma che devo dare e di 1500,00 euro circa? penso che sia una cosa allucinante la situazione che sto affrontando, il disagio economico provocatomi nei miei confronti. attendo una risposta. Grazie.

 
Angelo Greco
26 gen 2013 Angelo Greco

Rosario, mi contatti in privato. Cerchiamo di capire bene cosa è successo.

 
28 gen 2013 Bernardino Vergari

Gentilissimo Avvocato Greco, Le volevo fare una domanda su cui ho molti dubbi. E’ possibile, che un pensionato ( mio padre) che percepiva una pensione di € 1500,00 mensili circa, cede volontariamente il quinto, per accedere ad un prestito concesso, poi successivamente le viene pignolato un altro quinto da parte di un istitututo di credito dove aveva messo delle firme a garanzia per noi figli che avevano una piccola ditta poi fallita, nonostante ancora la cessione volontaria non sia ancora finita? ( Cioè due quinti della pensione ) La ringrazio. Vergari Bernardino. 342 387 83 57

 
3 feb 2013 Francesco

Gentile Avvocato,

ho in corso un pignoramento del V° dello stipendio. Andando in pensione il pignoramento passa automaticamente sull’ importo della pensione? Grazie

 
Angelo Greco
3 feb 2013 Angelo Greco

No Francesco. Sono due soggetti diversi a erogare stipendio e pensione. Quindi non è possibile.

 
4 feb 2013 giuseppe195403

Pr.mo Avvocato, vorrei chiederLe il Suo pensiero sulla seguente vicenda: Ho un c/c in una banca sul quale viene accreditata esclusivamente la mia pensione ogni mese al giorno 16.
Con la banca ho concordato, per iscritto, un bonifico mensile mediante il quale l’istituto doveva procedere ad effettuare il pagamento di circa 200,00 Euro al proprietario di un locale che detenevo in affitto, con estrazione ogni 13 del mese. Sono venuto a conoscenza che la banca a mia insaputa non abbia corrisposto con regolarità tutti gli affitti ed in particolare n.5 risalenti all’anno 2010. Da considerare che i predetti bonifici dovevano essere effettuati ogni 13 del mese e qualora ipotizzato che in tale giorno non vi fossero stati i fondi necessari, ritengo che avrebbe potuto in alternativa procedere ad anticiparli applicando gli oneri di scoperto sino al 16 (ovvero tre giorni dopo) con l’accredito della pensione oppure procedere al bonifico il giorno 16 stesso. Sta di fatto che pur non sia mai stato a conoscenza dalla banca di tali insolvenze mi trovo a subire un pignoramento totale della mia pensione dalla stessa banca quale terzo, sino alla completa copertura dell’insoluto. .
Le domando, fermo restando che si intende regolarizzare tali pendenze, posso procedere a richieste risarcitorie alla banca dal momento che non ha rispettato gli accordi scritti sull’effettuazione dei bonifici mensili come da contratto? Da precisare, in ultimo, che percepisco una pensione mensile di € 1800,00 ed a fronte di € 1000, di insoluto mi troverò a corrispondere una somma di € 4000 comprensiva di spese legali.
La mia pensione è l’unica fonte di sopravvivenza e sussistenza personale e della famiglia senza la quale si potranno verificare gravi stati di indigenza. Grazie per il suo contributo. Giuseppe

 
6 feb 2013 benni

Gent.mo Avvocato Greco
Le descrivo il mio problema:ho subito un “pignoramento presso terzi ” presso la banca dove intrattengo un c/c in cui viene canalizzata la mia pensione.
Da questo conto corrente vigono dei bonifici mensili per “assegni di mantenimento ” a favore dei mie 2 figli e della mia ex moglie (come da Sentenza del TRibunale ecc.ecc.) la domanda è:
la banca puo’ bloccare le somme dovute a fronte di una sentenza di un tribunale lasciando senza assegni di mantenimento i mie figli?
Inutile dire che non ho le somme per estinguere il debito oggetto del pignoramento ma mi chiedo …non potrei chiedere all’INPS il’accredito della pensione presso altro c/c bancario ??
il pignoramento presso terzi avviene contestualmente in banca e all’INPS?
Cosa posso fare ?
La ringrazio anticipatamente.
cordialità
benni

 
Angelo Greco
6 feb 2013 Angelo Greco

Sig. Benni, se ho ben compreso (mi sembra infatti che abbia commesso un errore di stampa – “vigono”), lei ogni mese fa un bonifico dal suo c/c alla ex moglie e ai figli. Se così è, tali operazioni le saranno interdette per via del pignoramento. Lei non può più disporre di quelle somme.
Quanto all’altra domanda, il pignoramento presso terzi non avviene contestualmente sia in banca che all’INPS: al contrario, o si fa in banca o presso l’INPS.

 
Angelo Greco
6 feb 2013 Angelo Greco

VORREI CHIARIRE UN PAIO DI QUESTIONI AI MIEI FEDELI LETTORI CHE SPESSO MI CHIEDONO CONSULENZE ED A CUI POI NON RISPONDO.
Pur volendo, non potrei fornire consulenze su come “fregare” i propri creditori. Vi prego quindi di non chiedermi consigli su come eludere il rispetto degli obblighi di legge.

 
6 feb 2013 tommi

Gentile Avvocato
vengo subito alla domanda onde evitare di farle perdere il suo prez.mo tempo.
vorrei “donare” un immobile mantenendo per me “l’usufrutto”.
in caso di pignoramenti all’usufruttuario i creditori possono aggredire l’immobile donato?
grazie

 
Angelo Greco
6 feb 2013 Angelo Greco

Per quanto la domanda sia off topic in questo articolo, e bisognerebbe sempre rispettare una coerenza col tema di cui si tratti, caro Tommi i pignoramenti posso farsi solo sui beni di cui il debitore è proprietario. Credo che questo dovrebbe chiarire ogni suo dubbio.

 
6 feb 2013 benni

mi scusi non volevo metterla in difficoltà ma in questa continua guerra che è la vita a volte sono i creditori che approfittano della buona fede della gente perbene , giustamente lei non sa i retroscena , ma a volte i “creditori ” di un certo tipo non andrebbero “fregati ” come lei dice ma dovrebbero essere sottoposti alla “legge islamica” !!!!! rinnovo le mie scuse e grazie cmq per il suo consiglio
cordialità
benni

 
6 feb 2013 tommi

la ringrazio per la solerte risposta , non voglio lusingarla ma posso dirle che non capita tutti i giorni trovare un avv. come lei !!
buon lavoro e buona notte
tommi

 
7 feb 2013 giuseppe195403

Pr.mo Avvocato, penso che la chiarificazione di cui sopra si riferisca al mio caso, per cui corre l’obbligo far presente che non si chiedeva di come “fregare” i propri creditori o eludere il pignoramento già eseguito, in quanto, peraltro, lo stesso è stato totalmente risolto corrispondendo immediatamente al creditore privato quanto di sua competenza. La mia domanda verteva invece su questioni di diritto bancario, ovvero conoscere il suo autorevole pensiero riguardo l’eventuale esistenza di validi presupposti che possano in qualche modo determinare possibili azioni risarcitorie nei confronti di una banca che non rispettando gli accordi scritti sull’effettuazione dei bonifici mensili come da contratto, fa generare problemi di pignoramento al proprio cliente. grazie.

 
Angelo Greco
7 feb 2013 Angelo Greco

In verità, sig. Giuseppe, mi riferivo a tanti altri quesiti apparsi su queste pagine

 
7 feb 2013 giuseppe195403

Gentile avvocato, grazie per le Sue precisazioni. Mi farebbe tuttavia piacere conoscere il Suo autorevole pensiero in ordine agli aspetti sopra enunciati. Comunque congratulazioni per la prestigiosa rubrica. Distintamente Giuseppe

 
Angelo Greco
7 feb 2013 Angelo Greco

Sig. Giuseppe, se non aveva convenuto con l’Istituto di Credito un contratto di apertura di credito (c.d. affidamento), la Banca non è tenuta ad anticipare al correntista somme non presenti nella provvista.

 
8 feb 2013 giuseppe195403

grazie avvocato per la risposta, ultima domanda: ammesso che il 13 del mese non vi fossero state provviste poteva procedere il giorno 16 (tre giorni dopo) dal momento che da circa 15 anni ricevo puntualmente la pensione e sopratutto in considerazione di uno specifico accordo scritto che prevedeva l’erogazione del bonifico??? grazie ancora una volta.

 
12 feb 2013 massimo gasperi

Gentile avvocato , le sarei grato volesse rispondere alla mia domanda.Sono un pensionato al minimo ,invalido al 100% e vedovo da qualche mese.Mia moglie aveva una sua attività commerciale chiusa nel 2008 ma non aveva pagato l’Inps per se stessa e per la sua collaboratrice negli anni 2005-2006-2007-2008. Può Equitalia pignorare parte della mia pensione ? E nel caso io tornassi a vivere dai miei genitori puo’ Equitalia pignorare parte della pensione di mio padre o addirittura pignorare la loro casa? In attesa di una sua cordiale risposta invio i miei saluti.

 
14 feb 2013 moira

Egregio avvocato,

mio padre era amministratore di una spa e purtroppo aveva messo firme su tutti i suoi beni per farci finanziare dalle banche.

Siamo entrati in concordato preventivo nel 2007 e da adesso siamo in fallimento.

Olre a questo aveva messo una firma fidejussoria sull’affitto di un auto che era regolarmente iscritta al passivo del concordato

la società ha votato favorevolmente al concordato e sapeva della presenza dell’auto in azienda e poteva ritirarla a loro piacim ento .

il valore era di € 7.000,00 nonostante questo l’azienda ha fatto decorrere interessi anche durante il concordato preventivo ( sappiamo che non si può) e in aggiunta ha iniziato un processo di pignoramente del quinto della pensione di mio padre .

Ci siamo opposti ( il credito risulta di € 40.000,00 !!! ma indebitamente al momento dell’ammissione in concordato era di 7.000,00 e la società ha anche ritirato il mezzo ) .

L’inps di macerata , intanto , ha sospeso il quinto della pensione in via cautelativa , ora il giudice ha dato altri tre mesi per sistemare la questione alla società del leasing altrimenti dovrà aprire il giudizio di merito e sappiamo le lungaggini della legget
.
Nel frattempo l’inps continua a ritirare in via cautelativa il quinto della pensione!!! mio padre è gravemente malato ( 80% di invalidit) affetto da Parkinson ed in via di peggioramente …chiederemo l’aggravamento in questo mese …ma le pare possibile che per le disquisizioni di molti avvocati / che non sapevano neanche che la società del leasing avesse votato positivamente al concordato ) noi dobbiamo rischiare di vedere SOSPESO IN VIA CAUTILATIVA UN QUINTO DELLA PENSIONE quando alla fine dovranno restituircelo?!?!?!? e tra due anni mio padre sarà forse morto !!! lui ha bisogno della sua pension adesso e nessuna sentenza è stata emessa!!!

 
21 feb 2013 Bruno

Gentile Avvocato, da pochi giorni la Banca mi ha comunicato il blocco del c/ causa pignoramento.La.somma è molto alta(supera i 90000 euro) x morosità affitto casa. 1) Il creditore pretende soldi(e ha già vinto) pur non avendo né stipulato né ovviamente registrato alcun contratto d’affitto 2)ha gonfiato a suo piacimento la presunta cifra
dovuta 3)la cosa più importante:né io né gli altri 2 citati abbiamo ricevuto alcuna notifica alle nostre nuove residenze e domicilii,non avendo di fatto potuto difenderci.L’udienza è tra un mese

 
21 feb 2013 Bruno

In pratica il creditore ha fatto portare le notifiche nella casa dove abitavamo fino a 2 anni fa,spacciandola x domicilio,e immagino abbiamo immediatamente fatto sparire le carte.ma è regolare tutto ciò??non è assurdo che abbiamo potuto farlo?allora chiunque può recuperare denaro da altri con questi escamotages

 
21 feb 2013 Bruno

Chiedo scusa,x chiarezza, “abbiano” e non “abbiamo
“, grazie

 
24 feb 2013 Alex

Salve avvocato
chiedo gentilmente quanto segue
Nel 2006 io e mia moglie abbiamo acceso un mutuo di 160.000€ a tasso fisso 950€ al mese per 30 anni, negli ultimi anni abbiamo pagato anche con dei risparmi con estrema fatica, ma a oggi non riusciamo ad onorare l’impegno preso, siamo riusciti a sospendere il mutuo per 1 anno, per ora non abbiamo rate scadute non onorate, ma ho paura che probabilmente non potremmo più tenere questa casa. Oggi è difficilissimo vendere saremo disposti di cedere la casa alla banca, secondo lei si potrebbe fare?

 
26 feb 2013 alessandro

ho un pignoramento presso terzi al inpdap e percepisco una pensione inpdap di inabilita legge335 inab a qualsiasi attivita lavorativa mi domando e pignorabile?

 
26 feb 2013 alessandro

cioe una pensione legge 335art2comma12 e pignorabile?

 
27 feb 2013 galgano palaferri

Buongiorno Avvocato. Mia madre ha una pensione di 550 euro al mese. E non ha altri redditi. Io sono consulente immobiliare a reddito zero, avendo l’agenzia dove collaboravo, chiuso per crisi. Purtroppo causa crisi economica e dovendo la cifra di 750 euro ad un fabbro, per un lavoro urgente fatto in casa, è stato pignorato il conto, in banca, sul quale viene accreditata la pensione. mi chiedevo se possiamo opporci e in che modo. Purtroppo ho interpellato alcuni avvocati, ma vogliono tutti essere pagati prima di dare consulenza. Peccato che noi col blocco del conto, dal mese di novembre, facciamo fatica persino a fare la spesa. si figuri che mia madre ha 84 anni, quindi diamo davvero dipserati. L’Udienza e fissata per domani, avessi trovato questo sito prima….!
Spero portrà ridarmi la luce e l’ispirazione per tempo.
Cordiali saluti
Galgano PALAFERRI
galgano.palaferri@gmail.com

 
Angelo Greco
27 feb 2013 Angelo Greco

@Galgano. Per fare un’opposizione vi devono essere ragioni sul merito o sulla procedura. Da una consulenza così immediata, sul web, mi è impossibile dare una risposta. Mi spiace. Quando le questioni richiedono l’analisi di documentazione e l’ascolto del cliente è anche comprensibile che i colleghi le abbiano chiesto un compenso per l’impegno. Del resto, dare una consulenza senza aver studiato la pratica sarebbe poco professionale e per lei assolutamente dannoso.

 
27 feb 2013 alessandro

gentilisssimo avvocato ho un pignoramento presso terzi al inpdape probabilmente mi attaccheranno la pensione ce l udienza ad Aprile e mi sto chiedendo se sara pignorabile visto che e una pensione ordinaria di inabilita legge335 art2comma 12 e pignorabile?la ringrazio della risposta

 
1 mar 2013 stefano

Avvocato le volevo fare una domanda se e’ possibile 20 anni fa allora poco piu che maggiorenne mio padre acquisto una casa e la intesto’ a me compreso il mutuo della banca le rate furono state pagate solo alcune poi per vari motivi non furono piu’ pagate l immobile ci fu un ipoteca dopo 10 anni subii un fallimento dove mi tolsero la proprieta’ e la misero all asta oggi dopo 10 anni dopo aver trovato lavoro come dipendente mi chiama un avvocato dicendo che la venduta dell immobile non compenso’ il mutuo rimasto e che compreso le spese del fallimento devo restituire una somma enorme dove ovvviamente non ho. Avvocato che mi ha chiamato dopo aver chiamato il capo del personale dell azienda dove lavoro dice di pignorarmi lo stipendio.Volevo sapere se poteva essere possibile in quanto il curatore dopo il fallimento non prese oltre alla mia proprieta anche i miei debiti? ? Inoltre posso rischiare l eventuale proprieta di mia moglie pur essendo in separazione dei beni se ci fosse un decesso mio o di mia moglie un domani? ? Puo’ questo pregiudicare in futuro i miei figli?? Mi scuso se mi sono dilungato troppo

 
1 mar 2013 dino

Buongiorno, ma se ho il conto corrente pignorato (con accredito pensione), in ogni caso posso spostare in un’altro istituto bancario l’accredito della pensione?

 
1 mar 2013 alessandro

dino penso di si basta comunicare i dati del nuovo conto al inps o chi paga la pensione il pignoramento del c/c non c entra nulla con l ente erogatore della prestazione
il pignoramento c/c riguarda le somme depositate

 
2 mar 2013 marco

salve avvocato penso mi possa risp a questo problema….mio padre è un artigiano che aveva un laboratorio nel palazzo delle generali e per 2 anni non è riusciuto a pagare l’affitto..l’ammontare della somma è di circa 20000 euro .è arrivato un avviso che la casa è stata pignorata…cosa succede ora?è possibile pignorarla anche se la casa è metà anche di mia mamma?quali sono le tempistiche?se si dovesse pagare il debito nei tempi corretti il pignoramento viene tolto?grazie avvocato

 
Angelo Greco
2 mar 2013 Angelo Greco

@ Marco. Inizia una procedura che si chiama “esecuzione forzata” ed è volta alla vendita dell’immobile (a patto ovviamente che qualcuno partecipi alle aste). Se la casa è in comproprietà, il Giudice dell’esecuzione provvederà – ove possibile – alla divisione dell’immobile. E’ ovvio che qualora dovesse trovarsi un accordo con il creditore o qualora lo stesso dovesse essere soddisfatto, il pignoramento si chiuderebbe.

 
3 mar 2013 marco

la ringrazio avvocato molto gentile….

 
3 mar 2013 marco

un ultima domenda.a questo punto potrebbe donare l’immobile a me? o ompletamente a mia mamma?la ringrazio

 
4 mar 2013 stefano

Gentilissimo Avvocato.
Su una pagina del suo utile sito in particolare questa qua:
http://www.laleggepertutti.it/22424_pignoramento-presso-terzi-di-alimenti-e-sussidi-i-crediti-intoccabili

Vi e´ scritto tutti i crediti che non possono essere pignorati. Essi sono:
Le somme dovute a titolo di stipendio/salario o altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento (TFR), possono essere pignorate entro il limite della misura di un quinto (20%).
La ricostituzione della pensione non e´ una retribuzione lavorativa per intero quindi essendo erogazione retributiva dovrebbe rientrare tra i crediti che non possono essere pignorati o sbaglio? Grazie in anticipo.

 
16 mag 2013 Luciana

Gentile Avvocato,
qua la situazione è drammatica e cercherò di spiegargliela brevemente. Un mio conoscente è indagato e presto subirà un processo a causa di problematiche che ha creato sul lavoro. E’ stato licenziato ma per fortuna aveva già i requisiti per andare in pensione. Ha molti debiti (somme non esorbitanti) con finanziare private e banche e aveva una trattenuta del quinto dello stipendio per un altro debito che ora verrà trasferita sulla pensione. Quello che è stato detto a lui è che alla fine, in ogni caso, non potranno trattenersi più di un terzo (o due quinti) in totale della sua pensione però ora leggendo i vari articoli su questo sito comincio a temere che non sarà così. Deve ancora ricevere il TFR, lei mi conferma che su quello potranno trattenere solo il 20%? Lui non ha niente di proprietà a parte una macchina che varrà 2000 euro (vive in affitto). Cosa ne pensa? La ringrazio in anticipo per la sua disponibilità.

 
Redazione
9 giu 2013 Redazione

Per ottenere la risposta alla vostra richiesta di consulenza è necessario che clicchiate sul banner “richiedi una consulenza” posto sopra questo spazio. Come da condizioni contrattuali riceverete una risposta scritta o telefonica da un professionista del nostro studio entro 3 giorni.

 
Redazione
9 giu 2013 Redazione

Come già scritto in altre pagine, per ottenere la risposta alla vostra richiesta di consulenza è necessario che clicchiate sul banner “richiedi una consulenza” posto sopra questo spazio. Come da condizioni contrattuali riceverete una risposta scritta o telefonica da un professionista del nostro studio entro 3 giorni.

 
25 set 2013 Giovanni

Gentile avvocato complimenti per il buon carattere. Ho letto tutti i post e mi complimento con Lei. Io ho un piccolo quesito e vorrei un suo parere in merito. Da un 5 anni a questa parte abbiamo preso con noi mio zio invalido. Prima di venire con noi abitava solo in una casa in affitto. L’abbiamo prelevato perché ormai le istituzioni non facevano più il loro dovere ed era praticamente in condizioni pessime a rischio di sopravvivenza. In tutti i modi dopo aver fatto causa e mia madre e diventata amministratore di sostegno lo zio e venuto a vivere con noi ha fatto la giusta terapia per la sua malattia e ora sta bene. Dopo questi 5 anni ci siamo visti recapitare una lettera con scritto che mio zio era debitore di un mese o due di affitto. noi ignari di tutto abbiamo chiesto a lui spiegazioni e lui stesso dice che ha pagato tutto. Ora io non so in quel periodo aveva gravi problemi psichici affetto da schizofrenia cronica grave. In tutti i modi gli hanno bloccato la pensione per un pignoramento presso terzi della somma dovuta. Io ora chiedo mio zio percepisce due pensioni una di € 274,00 e una di € 500,00 + € 50,00 di assegno familiare. Le pensioni cadauna sono sotto il valore di sopravvivenza cioè’ € 570,00 quello che io chiedo e le pensioni possono essere cumulate per poi detrarne un quinto? Io ricordo che un giorno andammo in posta per fare un finanziamento e ci chiesero il modello obis e vedendo le due pensioni ci dissero che erano sotto il limite e non si poteva effettuare il prestito. Lei cosa sa in merito? Spero in una sua celere risposta grazie davvero di cuore.

 
Redazione
25 set 2013 Redazione

Questa è una risposta automatica.
La ringraziamo per la Sua richiesta.

L’enorme numero di consulenze che riceviamo ogni giorno ci ha obbligato ad attivare uno speciale servizio di richiesta, tramite “ticket”, onde poter dare un riscontro a tutti, professionale ed in tempi certi.

Per acquistare il “ticket” online è necessario collegarsi a un pagina qualsiasi del nostro portale http://www.laleggepertutti.it. In calce ad ogni articolo, o subito prima della prima parola, troverà un banner con scritto: “Richiedi una consulenza”. Quindi dovrà effettuare il pagamento attraverso Paypal. Per maggiori informazioni ci telefoni o chieda l’IBAN dello Studio Associato.

Si tratta di un’operazione molto semplice (euro 28.00 iva compresa o, per le consulenze telefoniche, 50 euro iva compresa) che ci consente così di rispondere alle svariate domande che ci arrivano da tutta Italia.

 
10 nov 2013 lorenzo

gentilissimo avvocato,
miopadre prende circa 1100 euro di pensione al mee, qualche giorno fa visionando un suo estratto conto ho notato che in corrispondenza dell’accredito della pensione viene emesso un assegno bancario di cifre a volte 600, altre 900 euro .
alla mia richiesta di spiegazioni , mio padre ha risposto che per incassare deve fare l’assegno, essendo una persona piuttosto omertosa e avendo avuto a che fare con equitalia( debito che io ho coperto), vorrei sapere da lei se effettivamente per poter prelevare dal conto deve emettere assegno o se mi devo aspettare nuove sorprese.
grazie
lorenzo

 
Redazione
10 nov 2013 Redazione

Questa è una risposta automatica.
La ringraziamo per la Sua richiesta.
L’enorme numero di consulenze che riceviamo ogni giorno ci ha obbligato ad attivare uno speciale servizio di richiesta, tramite “ticket”, onde poter dare un riscontro a tutti, professionale e in tempi certi.
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Si tratta di un’operazione molto semplice (euro 28.00 iva compresa o, per le consulenze telefoniche, 50 euro iva compresa) che ci consente così di rispondere alle svariate domande che ci arrivano da tutta Italia.

 
30 nov 2013 bino

Gentilissimo Avv.
Sono titolare di un conto corrente affidato, fido totalmente utilizzato. Il saldo attuale meno 4950,00 su 5.000,00. IN data 25.11.2013 la banca mi comunica che il conto è bloccato per un pignoramento Equtalia per l’importo di euro 15.000,00. Il mio quesito la banca mi deve far prelevare il rateo di pensione e la tredicesima, premesso che l’esito è negativo del pignoramento .
la banca ha la facoltà di farmi operare sul c/c? la ringrazio per l’attenzione . saluti

 
Redazione
30 nov 2013 Redazione

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La ringraziamo per la Sua richiesta.
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14 gen 2014 Marco

Gentile avvocato,
Sono un libero professionista
Che collabora con uno studio
Professionale a partita iva.
Volevo sapere se per i redditi da lavoro
Autonomo come i miei valgono anche i limiti
Del 1/5 come per stipendi e pensioni.
Grazie

 
16 mar 2014 Marisa

Volevo sapere se equitalia può pignorare gli arretrati che l i ps mi deve versare sul libretto postale che ho aperto per depositare la pensione grazie

 
Redazione
16 mar 2014 Redazione

@Marisa: certamente. Si tratterebbe di una forma di pignoramento presso terzi.

 
9 apr 2014 manlio

Sono rimasto vedovo da un anno , prima il contratto di affitto era intestato a mia moglie, mentre adesso ho provveduto a cambiarlo e metterlo in testa mia, sono solo in casa e volevo sapere se il canone d’affitto lo posso scaricare.
Sono pensionato con una pensione di circa 850 euro ma ho anche una pensione di invalidità di circa 450 euro , nell’eventualità equitalia può mettere le mani anche su quest’ultima Grazie avvocato della sua eventuale risposta che mi sarebbe molto utile Grazie ancora, Manlio.

 
13 mag 2014 caterina monticciolo

premesso che non possiedo nulla, avendo un debito di € 13000 con la serit, può , serit sicilia, bloccare una nuova attività aziendale ,fatta con prestiti bancari o privati

 
5 lug 2014 Leopoldo Valentini

Buongiorno Avvocato,non sono ancora pensionato ma percepisco dall’Inps un importo mensile di circa 800 euro per Invalidita’. Tale importo mi viene accreditato sul mio conto corrente sul quale peraltro non vengono versati altri importi se non questo.Poiche’ le mie condizioni economiche non mi hanno permesso di far fronte ad alcuni pagamenti di bollette dovuti al Comune ed ad altri enti e poiche’ mi e’ gia’ stata pignorata la casa e l’auto e non possiedo piu’ nulla,vorrei sapere se questi soldi che percepisco per l’Invalidita’ possono essere pignorati oppure no ed eventualmente in che misura. Vorrei inoltre sapere se,trattandosi di una somma inferiore ai 100 euro,posso richiedere all’Imps di ritirarla presso uno sportello Postale invece di farmi l’accredito sul conto corrente. La ringrazio e saluto cordialmente Leonardo