Comunicazione dati del conducente: non obbligatoria dopo 90 giorni dalla multa
Comunicazione dati del conducente: non obbligatoria dopo 90 giorni dalla multa
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Il proprietario dell’automobile multata non è obbligato a fare la comunicazione dei dati del conducente all’Amministrazione se quest’ultima ha notificato la contravvenzione dopo 90 giorni dal giorno dell’infrazione.

 

Come a tutti noto, quando viene notificata una contravvenzione al proprietario del mezzo, questi ha l’obbligo, entro 60 giorni, di comunicare alla autorità pubblica il nome dell’effettivo conducente del mezzo al momento dell’illecito: ciò affinché si possa procedere alla decurtazione dei punti dalla patente [1] in capo a chi ha concretamente commesso l’infrazione.

La violazione di tale obbligo, peraltro, è sanzionata con multe abbastanza salate (da 369 euro a 1.075 euro).

 

Dall’altro lato, però, l’amministrazione ha l’obbligo [2] di notificare la multa – quando non sia stata possibile la contestazione immediata – entro 90 giorni dall’illecito. La comunicazione tardiva rende nulla la sanzione.

 

Con una sentenza dello scorso anno, la Cassazione [3] ha chiarito che, nell’ipotesi in cui l’amministrazione abbia omesso di notificare la multa nel suddetto termine di 90 giorni, il proprietario del mezzo non è più vincolato a inviare la comunicazione circa l’effettivo conducente: e ciò vale anche se il proprietario stesso non ha inteso proporre opposizione al primo verbale (egli però resta obbligato a impugnare il secondo verbale: quello con la contestazione della mancata comunicazione degli estremi del conducente).

 

La ragione di tale sentenza – spiega la Suprema Corte – risiede nel fatto che lo sforzo mnemonico di ricordare chi fosse alla guida del mezzo al momento dell’illecito può essere imposto al titolare del mezzo medesimo solo entro ragionevoli tempi (appunto, 90 giorni). Pertanto, l’obbligo del proprietario della comunicazione entro 60 giorni dalla notifica del verbale di contestazione può scattare solo se c’è stata la notifica tempestiva di tale verbale.

 

In pratica

ATTENZIONE: L’automobilista deve stare molto attento. Infatti la comunicazione dei dati del conducente deve essere effettuata entro 60 giorni. Dopo tale termine scatta la sanzione. Al contrario, la multa può essere inviata entro 90 giorni: termine più lungo di 30 giorni rispetto al precedente obbligo.

Pertanto, attendere i 60 giorni nell’effettuare la comunicazione e poi desistere solo perché non si è ricevuta la contravvenzione può esporre a un grave rischio: quello di vedersi notificare la multa nei residui 30 giorni in cui l’amministrazione ha tale possibilità.

 

La conseguenza è che la sentenza della Cassazione è pressoché priva di utilità pratica. Sarebbe infatti irragionevole non inviare la comunicazione dei dati del conducente nei 60 giorni solo perché, in tale termine, non si è ancora ricevuta la multa e così rischiare di pagare fino a mille euro qualora, nei successivi 30 giorni, invece si riceva detta notifica.

 

 

[1] Art. 126 bis codice della str.

[2] Art. 201, comma 1, codice della str.

[3] Cass. sent. n. 11185 del 20.05.2011.

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Commenti
24 luglio 2013 - 
Claudia

Penso che questa sentenza, invece, possa ritenersi utile in quanto il termine dei 60 giorni concesso per la comunicazione dei dati del conducente decorre dal momento della notifica della sanzione (dato che non si tratta di una contestazione con accertamento diretto dell’identità di chi guida). Altra decorrenza invece ha il computo del termine più lungo (90 giorni), che partirà dalla data della violazione di cui alla sanzione. Perciò le Autorità devono stare attente a notificare il verbale entro 90 giorni dalla violazione, ed il conducente potrà attendere ulteriori 60 giorni poi per trasmettere i propri dati (sempre che il verbale non sia stato notificato oltre i 90 giorni… proprio in questo caso – infatti – sarebbe di aiuto questa sentenza).