Pignoramento presso terzi del conto o dello stipendio: cos’è e come funziona
Pignoramento presso terzi del conto o dello stipendio: cos’è e come funziona
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La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime [...]



Ciascuno risponde con tutti i propri beni, presenti e futuri, dei debiti contratti: questo vuol dire che il creditore può pignorare anche le somme in banca, la pensione o lo stipendio del debitore. Tale procedura, che va sotto il nome di “Pignoramento presso terzi”, deve essere anticipata da una comunicazione formale inviata al debitore.

 

Il creditore non pagato può agire nei confronti del debitore per recuperare quanto dovutogli. Tuttavia, per compiere l’esecuzione forzata, e in particolare il pignoramento presso dello stipendio, della pensione, del TFR o del conto corrente, deve rispettare alcune regole che tratteremo in una serie di articoli, a partire da questo.

 

Il titolo

Innanzitutto, il creditore deve essere in possesso di un documento che ufficializzi il proprio credito. Tale documento può essere (principalmente) una sentenza, un decreto ingiuntivo, un assegno, una cambiale, un atto pubblico ricevuto da notaio (per es. un mutuo contratto con la banca).

 

Dopo di ciò, egli può iniziare l’iter per l’esecuzione forzata nei confronti del debitore.

Tale esecuzione può consistere nel pignorare i beni mobili del debitore (per es. una tv, un pc, un divano, un quadro), gli immobili (se ne ha) ed eventualmente le somme di cui il debitore sia creditore (per esempio, lo stipendio, i depositi bancari, la pensione).

Ci soffermeremo solo su quest’ultima forma che, in genere, è quella che spaventa di più i pensionati e i lavoratori dipendenti.

 

Pignoramento presso terzi

Quello che normalmente viene chiamato “pignoramento presso terzi” è proprio quella forma di esecuzione forzata che serve a “bloccare” e poi “prelevare” il denaro dovuto, al debitore, da terzi, in qualità -questi ultimi- di suoi debitori. Il terzo che subisce materialmente il pignoramento è infatti chiamato “debitore del debitore”.

 

Il pignoramento presso terzi, nella gran parte dei casi, ha per oggetto:

- conti correnti e depositi bancari;

- crediti di lavoro subordinato e di agenti di commercio;

- pensioni.

 

In verità, questi sono solo i tre casi più frequenti. Ma tante sono le possibilità di pignorare somme di cui il debitore sia creditore. È il caso, per es., di un cliente che deve una somma nei confronti di una ditta o di un professionista; o di un eventuale finanziamento che deve essere erogato a una società privata. Altri esempi sono gli utili aziendali del libero professionista, le provvigioni, ecc.

 

Tali somme, dunque, possono essere pignorate nonostante non siano mai state versate al debitore. Il pignoramento viene infatti effettuato direttamente nei confronti del “terzo” (da cui, appunto, il termine “pignoramento presso terzi”).

 

L’avvertimento preventivo

Prima, però, di bloccare lo stipendio e le pensioni (nei limiti di cui si dirà) o le somme in banca, il debitore deve essere necessariamente informato: egli pertanto riceverà la notifica di un atto che si chiama precetto.

Tale atto serve per anticipare al debitore che si sta per procedere in esecuzione forzata e che, se non paga entro 10 giorni, si agirà direttamente [1]. Quindi, il debitore che voglia evitare problemi, può pagare, in tale termine, il proprio debito senza subire pregiudizi.

 

Se il creditore non ha ancora proceduto a effettuare il pignoramento entro 90 giorni dalla notifica del precetto, il debitore potrà stare tranquillo, perché il precetto si considera “scaduto”. Questo non vuol dire, però, che il creditore abbia perso il proprio credito, ma semplicemente che, se vuol procedere in esecuzione forzata, egli dovrà necessariamente notificare un nuovo atto di precetto.

 

Come fare a sapere se il creditore ha fatto pignoramento

Il pignoramento vero e proprio non avviene in segreto, senza che il debitore lo sappia. Quindi quest’ultimo non subirà mai la sorpresa di non trovare più, dalla sera alla mattina, disponibilità sul proprio conto corrente o di vedersi decurtato un quinto dello stipendio.

Al contrario è necessaria la notifica (al debitore e al terzo debitore del debitore) di un ulteriore atto, successivo al precetto. Si tratta dell’atto di pignoramento presso terzi vero e proprio.

 

È solo con questo atto che si ha materialmente il blocco del conto corrente e delle somme sullo stipendio o sulla pensione.

È da tale data, soltanto, che il debitore non potrà più prelevare le somme in banca, né pretendere il pagamento dell’intero stipendio (dal quale gli verrà decurtata una somma pari al quinto, secondo quanto diremo più avanti).

 

L’udienza

L’atto di pignoramento invita il debitore e il terzo ad essere presenti a un’udienza davanti al giudice [2] affinché il terzo dichiari se e quant’è l’ammontare del proprio debito nei confronti del debitore. In quella sede il giudice assegna le somme al creditore procedente.

 

Tra la data del pignoramento e la data dell’udienza possono passare diversi mesi (in determinati tribunali, anche un anno). Durante questo intervallo di tempo, le somme dovute al debitore (per es. dalla banca o dal datore di lavoro) devono essere “accantonate” dal debitore del debitore. Pertanto il debitore principale non può pretenderne la restituzione.

Per esempio, egli non potrà più fare prelievi dal conto corrente pignorato. Al contrario, tutti i pagamenti che riceverà sul conto verranno automaticamente bloccati dalla banca (senza bisogno di avvisi), fino a concorrenza della somma pignorata.

 

 

Per sapere quanto dura il pignoramento, fino a quale importo si può pignorare lo stipendio e fino a quale soglia le pensioni non sono pignorabili, leggi gli altri articoli di  questa rubrica dedicata al pignoramento presso terzi.

 

[1] L’atto è redatto dal creditore e contiene l’indicazione del credito o delle cose dovute dal terzo che si intendono pignorare. È sufficiente un’indicazione anche generica, poiché non si può pretendere che il creditore sappia con precisione la misura e le caratteristiche del credito pignorato.

[2] In verità, il terzo può fare la dichiarazione anche con una raccomandata inviata all’avvocato del creditore procedente. Deve invece comparire necessariamente all’udienza nel caso di pignoramento di stipendio, salario o altre indennità per rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute per il licenziamento.

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Commenti
8 marzo 2013 - 

la mia azienda mi a pignorato lo stipendio da parte di equitalia e ci sono anche multe della formia servizi che a fallito e mi anno scalato il mutuo perche equitalia si deve prende i soldi……e possibile che una bolletta non pagata di 40milalire adesso sono cinquecento euro

17 aprile 2013 - 
Nicola

Salve sono Sig Nicola, in merito a quanto sopra letto, vorrei chiedere se a disciplinare l’iter summenzionato e’ regolamentato da disposizioni normative e se è possibile sapere i riferimenti di legge. Distinti saluti

Angelo Greco
17 aprile 2013 - 

@Nicola: Artt. 543 e ss. cod. proc. civ.

28 settembre 2013 - 
stefano

Ciao sono stefano prendo 586,00 euro di stipendio 300,00 pago il mantenimento a mia figlia minorenne la banca mi a fatto il pignoramento presso terzi e una cosa fattibile.

Il loro legali non interessa se devo dare il mantenimento a mia figlia minorenne vogliano pignorare il 1/5 di 586,00 euro possono farlo

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28 settembre 2013 - 
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18 ottobre 2013 - 
Luigi

Buoanasera, mi chiamo Luigi.
Vorrei porvi una domanda: il conto corrente della mia azienda è stato pignorato peròla disponibilità per pagare il dovuto al creditore c’è.
Dal momento che ho acceso un mutuo con la banca e rata mi viene addebitata direttamente sul conto corrente inoltre ho effettuato anche un pagamento con la carta di credito che mi è stato addebitato lo stesso mese della rata del mutuo la banca ha deciso di prelevare entrambio gli importi.
La mia domanda però ora è questa: se il conto è pignorato la banca può fare queste operazioni?
Adesso mi trovo con il problema che il creditore quando andrà a prelevare l’importo che gli devo se ne troverà solo una parte.
Attendo vostro riscontro.
Grazie e buona serata.

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18 ottobre 2013 - 
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22 novembre 2013 - 
alberto

una sentenza per pignoramento dello stipendio di 1/5 il creditore deve essere presente e informato o devono solo essere presenti il creditore e il datore di lavoro o amministratore delegato? in caso il debitore deve essere presente come si fa a far ricorso? cordiali sauti

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22 novembre 2013 - 
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11 dicembre 2013 - 
Lorenzo

Il terzo pignorato e obbligato ad accantonare il quinto dello stipendio pignorato anche nel caso in cui vi è un successsiva sospensione dell’ esecuzione da parte del presidente del tribunale da discutere in camera di consiglio ?

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11 dicembre 2013 - 
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17 febbraio 2014 - 
giorgio bracaglia

salve, il giorno 13/2/14 mi è stato comunicato dalle mie due banche che è stato effettuato pignoramento presso terzi , ma a tutt’ oggi 17/02/14 non abbiamo ricevuto notifica .E’ regolare tutto ciò?

Redazione
17 febbraio 2014 - 
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9 marzo 2014 - 
Gusmini gianfranco

Buon giorno volevo chiedere un informazione, ma se un debitore a più di un creditore il 5 dello stipendio come viene ripartito, e se io voglio bloccare il 5 dello stipendio che costi devo sostenere grazie e buona giornata Gianfranco

Redazione
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21 marzo 2014 - 
Andrea

A mia madre, hanno inviato un precetto che scade fra 10 giorni e poi passano alla esecuzione forzata sui mobili?, io in quallita di figlio ho dei beni di mia propieta nel caso in cui il Pubblico ufficiale arrivasse a casa, i beni miei gli possono prendere per pagare il debbito di mia madre??