Ricongiungimento familiare dell’immigrato
Lo sai che?
26 mar 2013
 
L'autore
 

Temistocle Marasco (1981) è dottore in giurisprudenza, esperto in diritto ambientale, coautore del volume “Aspetti di criminologia” (lulu.com Ed.), " [...]

 

Ricongiungimento familiare dell’immigrato

Domanda di ricongiungimento familiare per gli immigrati: a cosa serve, qual è la procedura, i requisiti e i documenti necessari. 

 

Che cos’è

Il ricongiungimento familiare è quella domanda attraverso cui l’immigrato che risiede in Italia può richiedere l’ingresso nel nostro Paese della sua famiglia.

 

Requisiti necessari per compiere la richiesta

Il cittadino extracomunitario deve essere titolare di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno) o permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno per lavoro subordinato, lavoro autonomo, asilo politico, protezione sussidiaria, protezione sociale, motivi umanitari, per studio, per motivi religiosi o familiari.

 

Anche la ricevuta della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno consente di inoltrare la domanda per il ricongiungimento.

 

Lo straniero deve inoltre disporre [1]:

- di un alloggio avente i necessari requisiti igienico sanitari e di idoneità alloggiativa [2]. Il richiedente può indicare per il familiare ricongiunto anche un alloggio diverso dal proprio;

– di un reddito minimo annuo (può anche essere comprensivo dei redditi dei familiari conviventi) non inferiore all’importo dell’assegno sociale dell’anno in corso, aumentato della metà per ogni familiare da ricongiungere successivo al primo.

 

I familiari per i quali è possibile chiedere il ricongiungimento

Il ricongiungimento può essere chiesto per [3]:

– il coniuge non legalmente separato e di età non inferiore a 18 anni;

– i figli minori [4], anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, non coniugati o legalmente separati, a condizione che l’altro genitore dia il proprio consenso presso la rappresentanza consolare italiana all’estero, al momento della richiesta del visto per l’espatrio;

– i figli maggiorenni a carico, qualora non siano autosufficienti poiché colpiti da invalidità totale;

– i genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel Paese d’origine o di provenienza, o i genitori con età superiore ai 65 anni, qualora gli altri figli non siano in grado di mantenerli per documentati e gravi motivi di salute.

 

Per il ricongiungimento con i genitori di età superiore ai 65 anni, è necessario stipulare un’assicurazione sanitaria privata o provvedere alla loro iscrizione al servizio sanitario nazionale [5].

 

Come inviare la domanda

La domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare deve essere inviata tramite internet allo Sportello Unico per l’immigrazione del luogo in cui il richiedente abita, seguendo la seguente procedura:

– è necessario collegarsi al sito www.interno.it e registrarsi nella sezione “ricongiungimenti familiari”; la registrazione è gratuita ed è richiesto all’utente un indirizzo di posta elettronica funzionante;

– si riceve così una mail di conferma e di perfezionamento della registrazione sulla propria casella di posta elettronica;

– ottenute le credenziali d’accesso (nome utente e password), l’utente deve scegliere da un elenco il modulo [6] da presentare:

a. modulo S per il ricongiungimento;

b. modulo T per l’ingresso dei familiari al seguito;

 

– bisogna poi scaricare il programma “Sportello Unico Immigrazione” sul proprio computer per poter compilare il modulo scelto anche senza essere connessi a internet. Una volta compilata per intero, la domanda è pronta per l’invio telematico.

 

Rilascio del nulla osta al ricongiungimento

Se la domanda è stata compilata correttamente e la Questura competente ha espresso parere positivo, il richiedente riceve, per posta, la lettera di convocazione presso lo Sportello Unico per l’immigrazione. In questa circostanza l’interessato dovrà presentare una serie di documenti in duplice copia:

1. carta di soggiorno o  permesso di soggiorno;

2. documentazione relativa al proprio reddito;

3. documentazione sulla disponibilità di un alloggio. A tal fine, è necessario produrre il certificato di idoneità igienico-sanitaria e di idoneità alloggiativa rilasciato dal Comune;

4. documentazione attestante i rapporti di parentela, la minore età e lo stato di famiglia;

5. marca da bollo da 14,62 euro.

 

Lo Sportello Unico rilascia al richiedente una copia della domanda e della documentazione, con l’indicazione della data di presentazione. Entro 180 giorni dalla presentazione della richiesta, il suddetto ufficio è tenuto a rilasciare il nulla osta al ricongiungimento o a comunicare il rigetto della domanda.

 

Se il richiedente, trascorso tale tempo, non riceve alcuna risposta, il familiare all’estero può comunque chiedere il visto d’ingresso alla rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel proprio paese d’origine, esibendo:

1. copia della documentazione rilasciata dallo Sportello Unico, su cui è impressa la data di presentazione;

2. documentazione comprovante rapporti di parentela, matrimonio, minore età, stato di salute o mancanza di un adeguato sostegno familiare.

 

L’autorità consolare italiana provvede alla verifica della documentazione presentata e, in caso di esito positivo, rilascia il visto di ingresso entro trenta giorni dalla richiesta, dandone comunicazione in via telematica allo Sportello Unico per l’immigrazione.

 

Il familiare in possesso del visto d’ingresso, entro otto giorni dall’arrivo in Italia, deve fissare un appuntamento con lo Sportello Unico del luogo in cui dimora il richiedente. All’appuntamento, che si prenota online, il familiare riceverà il certificato di attribuzione del codice fiscale e il modulo di richiesta del permesso di soggiorno già compilato, su cui va applicata una marca da bollo da 14,62 euro, da spedire per posta alla Questura competente.

 

La Questura, ricevuta la richiesta, convocherà lo straniero per il fotosegnalamento e per la consegna del permesso di soggiorno [7].

 

Divieto di ricongiungimento familiare

In Italia la poligamia è vietata. Perciò l’interessato non può inoltrare la richiesta di ricongiungimento per più di un coniuge [8].

Se lo straniero chiede il ricongiungimento per il coniuge, dovrà dimostrare di non avere già un altro coniuge sul territorio italiano, esibendo allo Sportello Unico un certificato di stato di famiglia rilasciato dal Comune di residenza.

 

Ricongiungimento al figlio minore

È consentito l’ingresso in Italia al genitore naturale per ricongiungimento al figlio minore regolarmente soggiornante in Italia con l’altro genitore, qualora dimostri di essere in possesso (prima del ricongiungimento) dei requisiti di alloggio e di reddito.

 

Assistenza al minore malato

Il Tribunale per i minorenni, in caso di gravi problemi psico-fisici del minore che si trova in Italia, può autorizzare l’ingresso e la permanenza nel nostro Paese, per un periodo di tempo determinato, di un familiare del minore stesso. Al familiare autorizzato viene rilasciato un permesso per assistenza minore, la cui durata corrisponde a quella stabilita dal tribunale. Tale permesso è rinnovabile, consente di svolgere attività lavorativa, ma non può essere convertito in permesso per motivi di lavoro.

 

Rifugiati e titolari di protezione sussidiaria

Lo straniero titolare dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria può fare domanda di ricongiungimento per le stesse categorie di familiari e con lo stesso procedimento previsto per i restanti cittadini stranieri.

Il titolare dello status di rifugiato non deve dimostrare il possesso dei requisiti di reddito e alloggio, che è invece richiesto al titolare dello status di protezione sussidiaria. Non hanno diritto al ricongiungimento familiare gli stranieri in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria.

 

Documentazione necessaria

1. Domanda di ricongiungimento familiare (modulo “S”).

 

2. Fotocopia del passaporto del richiedente e dei familiari all’estero per cui si chiede il ricongiungimento.

 

3. 2 marche da bollo di euro 14,62; il codice identificativo di una di esse deve essere quello indicato nella domanda.

 

4. Copia della carta di soggiorno o del permesso di soggiorno in corso di validità, o permesso scaduto, accompagnato dalla ricevuta di presentazione della richiesta di rinnovo.

 

5. Codice fiscale del richiedente e dei familiari da ricongiungere, se in possesso.

 

6. Autocertificazione del richiedente relativa alle persone che abitano nell’alloggio in cui dimoreranno i familiari ricongiunti;

 

7. Per l’alloggio:

– contratto di locazione/comodato/compravendita di durata non inferiore a 6 mesi, a decorrere dalla data di presentazione della domanda;

– per ciascun alloggio dei familiari ricongiunti, originale (da esibire all’ufficio) e fotocopia del certificato di idoneità abitativa e igienico-sanitaria, rilasciato dal Comune per finalità di ricongiungimento familiare;

se il richiedente è ospite, è necessario l’originale della dichiarazione redatta dal titolare dell’appartamento su mod. “S2”, contenente il consenso ad ospitare anche i ricongiunti;

se il richiedente è ospite, fotocopia del documento d’identità del titolare dell’alloggio.

 

8. In caso di ricongiungimento a favore di un solo minore di anni 14, il certificato comunale può essere sostituito dal contratto di locazione/comodato/compravendita di durata non inferiore a sei mesi a decorrere dalla data di presentazione della domanda, unitamente all’originale della dichiarazione di ospitalità del titolare/i dell’appartamento redatta su mod. “S1”, oltre a fotocopia del documento d’identità del  dichiarante/i;

 

9. Requisiti sul reddito

a) Per il reddito dei lavoratori dipendenti:

– ultimo CUD o dichiarazione dei redditi;

– contratto di lavoro;

– ultima busta paga;

– originale dell’autocertificazione del datore di lavoro, redatta su modello “S3”, da cui risulti l’attualità del rapporto di lavoro e la retribuzione mensile corrisposta;

– fotocopia del documento d’identità del datore di lavoro;

 

b) Per il reddito dei lavoratori domestici:

– ultima dichiarazione dei redditi, ove posseduta;

– comunicazione di assunzione al centro per l’impiego o all’Inps;

– ultimo bollettino di versamento dei contributi Inps;

– originale dell’autocertificazione del datore di lavoro, redatta su modello “S3”,  da cui risulti l’attualità del rapporto di lavoro e la retribuzione mensile corrisposta;

– fotocopia del documento d’identità del datore di lavoro;

 

c) Per il reddito dei titolari di ditte individuali:

- certificato di iscrizione alla Camera di Commercio;

– certificato di attribuzione partita IVA;

– licenza comunale, ove prevista;

– modello UNICO (dichiarazione dei redditi), se l’attività è stata avviata da più di un anno, o, in alternativa relazione contabile del commercialista relativa all’intero periodo lavorativo (se l’attività è stata avviata da meno di un anno);

 

d) Per il reddito derivante da partecipazione in società:

– visura camerale della società;

– certificato di attribuzione partita IVA;

- modello UNICO (dichiarazione dei redditi), se l’attività è stata avviata da più di un anno o, in alternativa,  relazione contabile del commercialista relativa all’intero periodo lavorativo (se l’attività è stata avviata da meno di un anno);

 

e) Per il reddito derivante da collaborazione a progetto:

– contratto di lavoro a progetto nel quale siano indicati la durata della prestazione ed il corrispettivo;

– originale  della dichiarazione del committente da cui risulti l’attualità del contratto;

– dichiarazione di gestione separata all’Inps;

– modello UNICO (dichiarazione dei redditi), ove posseduto;

 

f) Per il reddito dei soci lavoratori:

- visura camerale della cooperativa;

– certificato di attribuzione partita IVA;

– originale della dichiarazione del presidente della cooperativa da cui risulti l’attualità del rapporto di lavoro;

– modello UNICO (dichiarazione dei redditi), se posseduto;

– ultima busta paga;

 

g) Per il reddito dei liberi professionisti:

- iscrizione all’albo del libero professionista;

– modello UNICO (dichiarazione dei redditi), se l’attività è stata avviata da più di un anno, ovvero, in alternativa

– relazione contabile del commercialista relativa all’intero periodo lavorativo (se l’attività è stata avviata da meno di un anno).

 

10. Dichiarazione di impegno a sottoscrivere una polizza assicurativa sanitaria o altro titolo idoneo a garantire la copertura di tutti i rischi nel territorio nazionale, in favore dei genitori con età superiore ai 65 anni.

 

 

Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter

 

[1] Art. 29 c. 2 del d.lgs. n. 286 del 25.07.1998 (TU immigrazione), alla luce delle modifiche apportate dalla l. n. 94 del 15.07.2009.

[2] I certificati di rispondenza ai requisiti igienico-sanitari e di idoneità alloggiativa vengono rilasciati dal Comune nel cui territorio ricade l’alloggio.

[3] In base all’art. 29 c. 1 del d.lgs. n. 286 del 25.07.1998 (TU immigrazione).

[4] La sussistenza della minore età è richiesta solo al momento della presentazione della domanda, non anche nelle fasi successive della procedura.

[5] L’importo del contributo da versare al servizio sanitario nazionale non è stato ancora fissato. Ragion per cui, attualmente,  c’è una unica strada per tutelare i propri genitori in caso di malattia, infortunio e maternità: stipulare un’assicurazione sanitaria privata. Per fare ciò, è necessario allegare alla richiesta di ricongiungimento, una dichiarazione formale di impegno a sottoscrivere la polizza a favore dei genitori e stipularla effettivamente entro otto giorni dall’ingresso dei familiari in Italia, prima della loro presentazione allo Sportello Unico immigrazione.

Nei casi in cui vi siano ragionevoli dubbi sull’autenticità dei rapporti di parentela, le rappresentanze diplomatiche o consolari possono richiedere l’esame del Dna, a spese degli interessati.

[6] Sul sito del Ministero dell’Interno sono disponibili anche i seguenti moduli, da allegare rispettivamente ai moduli S e T:

mod. S1 e T1, da utilizzare nel caso in cui il richiedente viva in un immobile in qualità di ospite, rendendosi pertanto necessario acquisire la dichiarazione di consenso ad ospitare i figli minori del richiedente resa dal proprietario dell’immobile stesso;

mod. S2 e T2, da utilizzare nel caso in cui il richiedente viva in un immobile in qualità di ospite e si renda necessario acquisire la dichiarazione di consenso resa dal proprietario dell’immobile ad ospitare i congiunti del richiedente stesso.

mod. S3, qualora il richiedente sia lavoratore subordinato, e con il quale il datore di lavoro dichiara l’attualità del rapporto di lavoro.

[7] Dal 1.01.2007 la Romania e la Bulgaria sono entrate a far parte dell’U.E. Pertanto i cittadini rumeni e bulgari, in virtù del principio di libera circolazione, non devono più richiedere il nulla osta al ricongiungimento familiare per i propri coniugi. Le pratiche di ricongiungimento già presentate allo Sportello Unico saranno archiviate.

[8] L. n. 94 del 15.07.2009.

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti