Malattia: licenziamento per il lavoratore che non invia il certificato medico
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17 mag 2013
 
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Malattia: licenziamento per il lavoratore che non invia il certificato medico

È conseguenza del dovere di adempiere in modo diligente e corretto al contratto di lavoro l’obbligo del dipendente di comunicare il certificato medico al datore.

 

Se il lavoratore, assente dal posto di lavoro per malattia, non invia al datore di lavoro il certificato medico attestante l’assenza dal lavoro per quattro giorni può essere licenziato.

 

In caso di malattia, entro due giorni, il medico curante deve predisporre un certificato, in doppia copia, contenente la diagnosi, la prognosi ed eventuale estensione della malattia. Il lavoratore, a sua volta, nei due giorni successivi al rilascio del certificato, deve inviarlo al datore di lavoro.

 

Per ottenere l’indennità di malattia, è necessario inviare all’Inps il certificato medico contenente diagnosi, inizio e durata della malattia; solo in questo modo l’Istituto di Previdenza potrà erogare le somme al lavoratore ed, eventualmente, effettuare i dovuti controlli.

 

Il lavoratore, inoltre, è tenuto a comunicare il certificato medico al datore di lavoro: tale obbligo – che non è condizione per l’ottenimento dell’indennità dall’Inps – è conseguenza del dovere di corretto adempimento del contratto di lavoro. Pertanto, se il dipendente, nonostante l’assenza giustificata dal posto, non dà tale comunicazione all’imprenditore è inadempiente al contratto.

 

Rientra infatti tra i normali obblighi di diligenza e correttezza nello svolgimento del rapporto di lavoro assicurarsi che eventuali impedimenti a svolgere l’attività lavorativa, anche se legittimi, siano tempestivamente comunicati al datore di lavoro, per evitare che quest’ultimo subisca un pregiudizio organizzativo.

Pertanto, il dipendente che abbia violato tale dovere può essere legittimamente licenziato.

 

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[1] Cass. sent. n. 10552 del 7.05. 2013.

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