Pensione di reversibilità: divisione tra due mogli
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13 mag 2013
 
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Pensione di reversibilità: divisione tra due mogli

Nella divisione dell’assegno di reversibilità del defunto tra due ex coniugi pesa non solo la durata dei matrimoni, ma anche la convivenza prematrimoniale.

 

La divisione dell’assegno di reversibilità del marito tra la vedova e la prima moglie divorziata va effettuata, non solo sulla base della rispettiva durata dei due matrimoni, ma anche tenendo conto della convivenza prematrimoniale e del rapporto affettivo che si è instaurato prima del matrimonio.

 

Alla morte di un uomo, due donne – la prima moglie divorziata e la seconda come coniuge superstite – hanno combattuto una dura lotta. Il tribunale di Roma aveva assegnato alla prima una quota del 70% dell’assegno di reversibilità dell’ex marito e alla seconda del 30%, basandosi sulla maggiore durata del primo matrimonio (13 anni a fronte dei 3 delle seconde nozze). Anche i giudici di secondo grado avevano avallato tale decisione. La seconda moglie, allora, ha fatto ricorso in Cassazione, per ottenere il riconoscimento di un peso anche alla convivenza e al rapporto affettivo che si era instaurato tra i due prima del matrimonio.

 

Secondo la Cassazione [1], una equa ripartizione della pensione di reversibilità va basata non solo:

- sulla base della durata del matrimonio (ossia del dato numerico rappresentato dalla proporzione fra le estensioni temporali dei rapporti matrimoniali degli stessi coniugi con l’ex coniuge deceduto);

ma anche tenendo conto di altri elementi [2] tra cui:

- le condizioni personali dei soggetti coinvolti e, in quest’ottica, anche l’esistenza di un periodo di convivenza prematrimoniale.

- l’ammontare dell’assegno di divorzio goduto dal primo coniuge prima del decesso dell’ex coniuge (bisogna infatti consentire a quest’ultimo di continuare a mantenere – quanto più possibile – il tenore di vita che gli avrebbe dovuto assicurare nel tempo l’assegno medesimo);

 

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Immagine presa da w.gazzettadellavoro.com/pensione-reversibilita-2011-lavoratore-pensionato/59684/

 

[1] Cass. sent. n. 11226 del 10.05.2013.

[2] Da individuarsi nell’ambito della legge n.898 del 1970, art.5.

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