Passaggio di proprietà fai da te auto: come, dove e quanto costa
Passaggio di proprietà fai da te auto: come, dove e quanto costa
L'autore

Temistocle Marasco

Temistocle Marasco (1981) è dottore in giurisprudenza, esperto in diritto ambientale, coautore del volume “Aspetti di criminologia” (lulu.com Ed.), "Un an [...]



Le pratiche per il passaggio di proprietà della propria auto possono essere affidate ad apposite agenzie; ma, facendo da sé, si risparmia: ecco dove andare, come fare e quanto costa.

 

Quando si acquista un veicolo usato, è necessario registrare il passaggio di proprietà entro 60 giorni dall’autentica della firma del venditore. Per il compimento delle pratiche necessarie ci si può affidare a un’agenzia, che ovviamente chiederà un compenso; oppure è possibile provvedere da sè.

 

Chi può presentare la richiesta

La richiesta può essere presentata dall’acquirente o da un suo incaricato munito di delega [1].

 

Documentazione necessaria

È necessario avere a disposizione la seguente documentazione:

 

1 – certificato di proprietà (CdP);

2 – atto di vendita del veicolo in una delle seguenti forme:

a) dichiarazione di vendita presente sul retro del certificato di proprietà, con firma autenticata [2] del venditore e bollo da 14,62 euro;

b) nel caso in cui il veicolo sia sprovvisto di certificato di proprietà, sarà necessario stipulare un atto di vendita sottoscritto sia dall’acquirente che dal venditore con entrambe le firme autenticate;

c) atto pubblico o sentenza in copia conforme all’originale, corredato da marca da bollo.

3 – nota di presentazione al PRA su cui indicare il codice fiscale dell’acquirente: è possibile utilizzare il retro del certificato di proprietà oppure il modello NP3C, in doppio originale, scaricabile dal sito internet dell’ACI o reperibile presso gli uffici del PRA e della Motorizzazione Civile;

4 – carta di circolazione, originale e copia;

5 - modulo TT2119 di richiesta d’aggiornamento della carta di circolazione, reperibile presso gli uffici del PRA e della Motorizzazione Civile;

6 - fotocopia di un documento di identità/riconoscimento dell’acquirente [3].

7 - dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza dell’acquirente, qualora la residenza non sia riportata sul documento presentato [4].

 

Dove andare

Si può effettuare il passaggio di proprietà sia presso gli uffici del Pubblico Registro Automobilisti (PRA) che presso la Motorizzazione Civile.

 

Al PRA è possibile pagare i costi della pratica direttamente allo sportello, mentre alla motorizzazione civile è necessario produrre le ricevute dei pagamenti effettuati tramite bollettini postali [5] su conti correnti postali appositamente predisposti.

 

I costi

Per formalizzare il passaggio di proprietà è necessario pagare:

- emolumenti ACI: 27 euro;

- imposta di bollo per registrazione al PRA: 29,24 euro, se muniti di certificato di proprietà, che funge da nota di presentazione; 43,86 euro in assenza del certificato di proprietà, dovendo usare come nota di presentazione il modello NP3C;

- spese per autenticare la firma: bollo da 14,62 euro e 0,52 euro per diritti di segreteria;

- diritti Motorizzazione Civile: 9 euro;

- imposta di  bollo per aggiornamento libretto di circolazione: 14,62 euro;

- la “imposta di trascrizione provinciale” (IPT); si tratta della voce che incide maggiormente sul passaggio. Essa varia in base alla potenza del mezzo (kw) e alla provincia presso il cui PRA il veicolo viene registrato (rispetto all’importo di base stabilito dal Ministero delle Finanze, le province possono apportare maggiorazioni fino al 30%).

Fino a 53 kw di potenza, il costo è fisso: 150,81 euro. Per gli autoveicoli che superano i 53 kw, si calcola un importo di 3,5119 euro per ogni kw. A ciò bisogna aggiungere le eventuali maggiorazioni applicate a livello provinciale.

Se la richiesta del passaggio di proprietà viene compiuta trascorsi 60 giorni dall’autentica della firma del venditore, l’imposta di trascrizione provinciale subisce una ulteriore maggiorazione del 30%, oltre interessi, a titolo di sanzione.

 

La verifica dell’avvenuto passaggio di proprietà

Generalmente, dopo l’atto di vendita, il passaggio di proprietà è un’attività che viene lasciata al nuovo acquirente. Ma che succede se quest’ultimo non effettua il passaggio di proprietà?

 

Se il passaggio di proprietà non è stato registrato, il venditore rimane intestatario del veicolo al PRA e risponde delle conseguenze collegate al presunto possesso e uso del veicolo, come il pagamento del bollo e le eventuali infrazioni commesse con quella vettura dal nuovo possessore.

L’acquirente, invece, qualora non abbia espletato le pratiche necessarie per il passaggio di proprietà nei tempi previsti dalla legge, può subire delle pesanti sanzioni pecuniarie (da 705 a 3.526 euro) e il ritiro del libretto di circolazione [6].

 

Per questo è sempre importante verificare l’avvenuto passaggio di proprietà, trascorsi sessanta giorni dalla data dell’autentica della firma sull’atto di vendita.

 

Il precedente titolare può verificare il compimento delle formalità da parte dell’acquirente  inoltrando una richiesta di visura presso un ufficio del  PRA  o tramite il servizio online dell’ACI a questo indirizzo:

https://servizi.aci.it/VisureInternet/welcome.do

 

Fornendo la targa dell’auto venduta, si potrà conoscere l’intestatario al PRA del veicolo e, quindi, capire se il passaggio di proprietà è stato effettuato.

 

 Cosa può fare il venditore se l’acquirente non ha registrato il passaggio di proprietà?

Per evitare di dover rispondere delle conseguenze civili, amministrative e tributarie collegate all’uso improprio del veicolo (per es. bollo, multe, ecc.), il proprietario dovrà fare un ricorso al giudice di pace dichiarando la perdita del possesso.

 

 

[1] Nel caso in cui le pratiche siano espletate da un incaricato, questi dovrà presentare, oltre alla documentazione indicata nell’articolo, anche le delega (modello scaricabile dal sito internet dell’ACI) corredata dal proprio documento d’identità e dalla fotocopia del documento di identità dell’acquirente, e il modello TT2120, ugualmente scaricabile dal sito internet dell’ACI.

[2] Autenticazione della firma del venditore. Sul retro del certificato di proprietà del veicolo, c’è una sezione, contraddistinta dalla lettera “T”, chiamata “dichiarazione di vendita”; si compila in caso di cessione del mezzo con i dati dell’acquirente e la firma del venditore; vale come atto di vendita La firma del venditore deve essere autenticata. In passato questa operazione poteva essere effettuata solo tramite notaio. Oggi è possibile effettuarla anche in uno di questi uffici: ufficio anagrafe in Comune; Pubblico Registro Automobilistico (PRA); Ufficio motorizzazione civile; Automobile club italiano (ACI); agenzie o studi di consulenza dell’automobilista.

Documentazione e costi:

- documento di riconoscimento del venditore;

- certificato di proprietà compilato sul retro, nella sezione riservata alla “dichiarazione di vendita”;

- una marca da bollo di 14,62 euro;

- 0,52 euro per diritti di segreteria.

Nel caso in cui il veicolo sia sprovvisto di certificato di proprietà, non essendo così possibile utilizzarne l’apposito spazio per formalizzare la vendita, è necessario stipulare un contratto di vendita sottoscritto sia dal venditore che dall’acquirente. In questo caso dovranno essere autenticate entrambe le firme e i costi saranno doppi.

[3] Se il documento è in lingua straniera, deve essere allegata una traduzione in lingua italiana (tranne i casi in cui esistono esenzioni stabilite da leggi o accordi internazionali) certificata conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare, o da un traduttore ufficiale.

[4] Se l’acquirente è una persona giuridica (società, ente, associazione, etc.), è necessaria una dichiarazione sostitutiva resa dal legale rappresentante per attestare la sede legale della persona giuridica.

Se l’acquirente è un cittadino extracomunitario residente in Italia, è necessaria una copia del permesso di soggiorno in corso di validità oppure:

- copia del permesso di soggiorno scaduto con la copia della ricevuta postale della richiesta di rinnovo;

- fotocopia del documento di identità e fotocopia della ricevuta di presentazione della richiesta di permesso di soggiorno;

- copia del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Se l’acquirente è un familiare extracomunitario di un cittadino UE residente in Italia: copia della carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell’Unione Europea oppure copia della carta di soggiorno permanente per familiari di cittadini europei.

[5] Gli specifici bollettini sono disponibili presso gli uffici della Motorizzazione Civile.

[6] In base all’art. 94 C.d.S.

© Riproduzione riservata

 
 
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Commenti
25 ottobre 2013 - 
peppe

salve ho una macchina che per motivi assicurativi intestata a mio fratello il quale risiede fuori napoli,nel frattempo ho litigato con lui e dall’altra parte mi sono visto ricere con tanto di raccomandata la perdita di possesso di essa.
volevo sapere come fare per il leggittimo passaggio di proprieta’.
grazie

Redazione
25 ottobre 2013 - 
Redazione

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8 dicembre 2013 - 
francesca

Salve ho una macchina di 72kw non riesco a capire quanto mi costa,potrebbe dirmi se mi conviene?.grazie.p.s sono di roma

24 febbraio 2014 - 
Armando

Salve, vorrei acquistare uno scooter (targato), ma il proprietario vorrebbe indicare nell’ atto di vendita un importo di vendita decisamente inferiore a quello effettivo!!Lo può fare??Io rischio qualcosa??Grazie

20 marzo 2014 - 
merzougui

molto chiaro

29 marzo 2014 - 
laura

per vendere u auto oppure regalarla ad un parente all’estero (europa) come si fa e quanto si paga? Soprattutto il venditore residente in Italia puo’ evitare di recarsi all’estero?

29 marzo 2014 - 
Franco Balotelli

…fino al 50% sta pizza!!! Ma andate a lavorare, invece di andar dietro alle chiacchiere….