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Lo sai che? Pubblicato il 5 giugno 2013

Lo sai che? Assegno di divorzio: rileva il tenore di vita durante il matrimonio per la quantificazione

> Lo sai che? Pubblicato il 5 giugno 2013

Limporto dellassegno di divorzio deve poter garantire non solo il tenore di vita tenuto durante il matrimonio, ma anche quello che la coppia avrebbe avuto se fosse continuato il rapporto.

Secondo una recente, ma isolata, pronuncia della Cassazione [1], nella quantificazione dell’importo dovuto all’ex coniuge a titolo di assegno di divorzio, bisogna tenere presente non solo il tenore di vita che la coppia ha avuto nella fase antecedente alla separazione, ma anche quello che avrebbe avuto se la relazione coniugale fosse proseguita.

In particolare, la Corte ha ritenuto insufficiente a far decadere l’ex coniuge dal diritto all’assegno di divorzio, la prova che questi sia in grado di mantenere, con le proprie sostanze, un tenore di vita analogo a quello avuto durante il matrimonio, grazie ai redditi di cui dispone.

Non basterà – come nel caso preso in esame dalla Corte – essere proprietari di beni che producano un reddito, qualora risultino essere inadeguati se confrontati con il tenore di vita che si avrebbe avuto se fosse continuato il rapporto coniugale.

Si tratta di una pronuncia sicuramente innovativa, se pur isolata, se si considera che la tesi oggi prevalente è quella contraria: ossia di ritenere che l’assegno di mantenimento debba assicurare al coniuge richiedente un tenore di vita analogo a quello avuto durante il matrimonio (senza quindi considerare anche le potenzialità che si sarebbero avute qualora il matrimonio fosse proseguito).

Infatti, la stessa  Cassazione con una pronuncia ancora più recente [2], ha affermato che può  essere revocato l’assegno di mantenimento se il beneficiario sia titolare di un ingente patrimonio che gli consenta di mantenere l’alto tenore di vita avuto durante il matrimonio, e di conseguenza ha ritenuto irrilevante accertare l’entità del patrimonio dell’altro coniuge.

I criteri da seguire nel determinare l’assegno

Perciò, il giudice chiamato a decidere sull’attribuzione o meno dell’assegno o sulla sua entità, dovrà:

– in primo luogo accertare il tenore di vita dei coniugi durante il matrimonio;

– in seguito verificare che i mezzi economici a disposizione del coniuge gli permettano di conservarlo, indipendentemente dal fatto di percepire l’assegno;

– in caso negativo, procedere a comparare i mezzi economici a disposizione di ciascun coniuge al momento della separazione, per determinare la misura dell’assegno.

Si è inteso, in questo modo, ribadire che il diritto alla corresponsione dell’assegno si fonda sulla necessità di dare equilibrio alle condizioni patrimoniali delle parti, così da garantire  ad entrambi i coniugi  lo stesso tenore di vita avuto durante il matrimonio.

note

[1] Cass. sent. n. 11686 del 15.05.13

[2] Cass. sent. n. 12764  23.05.13

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6 Commenti

Donatella

19 novembre 2013 alle 10:41

Buongiorno.. avrei bisogno di un ottimo avvocato divorzista.. sono separata da 5 anni con due figli e disoccupata e.. vorrei porre fine alla mia storia. Abito in provincia di Frosinone. Ringrazio per la gentilezza in anticipo..

Maria Elena Casarano
Maria Elena Casarano

19 novembre 2013 alle 13:39

Gent. le lettrice,
Le segnalo che tra pochi giorni il nostro giornale offrirà a tutti i lettori la possibilità di scegliere, attraverso lo stesso portale, un professionista esperto (avvocato, commercialista, notaio, mediatore) che eserciti la professione nella zona geografica di appartenenza del cittadino.
Le consiglio, pertanto, se non l’abbia già fatto, di iscriversi alle nostre newsletters di modo tale da rimanere aggiornata sulle novità in atto.

domenico

1 aprile 2014 alle 17:14

Buonasera,sono separato e l’assegno di mantenimento con la sentenza definitiva è stato previsto solo per mio figlio. Adesso la mia ex parla di divorzio, visto che sono passati quasi tre anni dalla sentenza. Durante il matrimonio stavamo a casa in fitto e dopo la separazione mi sono dovuto accollare circa 12 milioni di lire di debiti che avevamo contratto nella nostra vita matrimoniale (circa 4 anni), inoltre adesso la ex lavora mentre durante il matrimonio era disoccupata.
Secondo la Vostra esperienza dovrei versare anche un assegno di divorzio, visto le condizioni in cui vivevamo durante la vita matrimoniale ? Io continuo a fare lo stesso lavoro di dipendente comunale con 1200 euro al mese e sto a casa in fitto, oltre a versare già 400 euro per il mantenimento per mio figlio più altre spese straordinarie.
Grazie

cosimo damiano spano'

3 ottobre 2015 alle 15:24

buon pomeriggio, chiedo se per favore mi potevate aiutare a un problema che è sorto con la mia ex moglie, sono separato con sentenza del tribunale dal 10 febbraio 2015, mia figlia fa la terza elementare e dal 1 ottobre ha iniziato il tempo pieno e quindi a scuola fanno la mensa, la mia ex non vuole lasciare a pranzo la bambina e va a prenderla alle ore 12.10 per riportarla a scuola alle ore 13.10 io invece voglio che rimanga a scuola per pranzo, anche per farla socializzare e educarla in mezzo agli altri. La mia ex moglie che non vuole lasciarla a scuola ha detto al suo avvocato che io la minaccio e che voglio forzare la bambina a una cosa che non vuole. come devo comportarmi? grazie per la risposta e invio cordiali saluti.

gaetano giuliano

11 luglio 2016 alle 18:26

salve,
ho una procedura di divorzio giudiziale in corso, volevo sapere se era possibile convertirla in procedura breve in caso di accordo con la mia ex?

Maria Elena Casarano
Maria Elena Casarano

11 luglio 2016 alle 22:11

Salve Gaetano,
si certamente una procedura giudiziale può trasformarsi in consensuale in qualsiasi momento. Non è invece possibile il contrario nel senso che bisognerà iniziare tutto da capo depositando una nuova domanda.

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