Anatocismo: ecco come difendersi dalle banche
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4 giu 2013
 
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Anatocismo: ecco come difendersi dalle banche

I privati e le imprese possono difendersi dall’anatocismo e ottenere la restituzione di quanto ingiustamente pagato.

 

Nei rapporti con la banca, il cliente sia esso un privato o l’impresa può purtroppo scontrarsi con la piaga dell’anatocismo o capitalizzazione degli interessi che si realizza attraverso il calcolo sugli interessi scaduti di ulteriori interessi [1]. A riguardo si consiglia la lettura dell’articolo: Cos’è l’anatocismo bancario, descrizione e prescrizione.

 

Quando l’anatocismo è consentito

Nei contratti di conto corrente, apertura di credito o finanziamento, quali mutuo o leasing, l’applicazione di interessi anatocistici è tuttavia consentita solo se sono rispettate determinate condizioni, perché la banca deve:

- far approvare per iscritto al cliente la clausola che prevede il pagamento di interessi anatocistici

- garantire la stessa  periodicità nel conteggio degli interessi attivi e passivi;

- indicare il tasso annuale nominale (T.A.N.), cioè il tasso di interesse puro;

- indicare il tasso annuale effettivo globlae (T.A.E.G.) cioè la voce di costo che comprende il tasso d’interesse e le spese;

- indicare la durata del periodo per il quale si procede a capitalizzazione degli interessi [2]; ;

 

Solo quando sono state rispettate tutte queste condizioni, le clausole che prevedono il pagamento di interessi anatocistici possono ritenersi valide e non colpite da nullità [3].

 

Vantaggi dell’azione contro la banca

Il cliente che si vede recapitare un decreto ingiuntivo [4] con cui la banca richiede il pagamento di somme che comprendono anche interessi anatocistici, può proporre opposizione [5] e:

- chiedere che venga dichiarata la nullità della clausola contrattuale contraria al divieto di anatocismo;

- pretendere la restituzione di quanto già pagato a titolo di interessi anatocistici.

 

Se la banca ha ottenuto il decreto ingiuntivo, ma ha intimato il pagamento di una somma superiore a quella dovuta perchè aumentata di interessi anatocistici, il cliente può proporre opposizione [6] contro l’atto di precetto [7], cioè contro l’atto con cui l’istituto di credito ha ordinato al debitore di pagare entro il termine di 10 giorni: in questo caso il debitore dovrà pagare soltanto la somma effettivamente dovuta [8].

 

Il cliente può agire in giudizio contro la banca anche quando si accorge dell’applicazione di interessi anatocistici e in questo caso può:

- chiedere di effettuare il ricalcolo degli interessi dal momento dell’apertura del conto corrente o della stipula del contratto di finanziamento anche attraverso apposita consulenza tecnica;

- chiedere che venga dichiarata la nullità della clausola di capitalizzazione degli interessi;

- proporre l’azione di ripetizione dell’indebito attraverso cui può domandare la restituzione delle somme che gli sono state illegittimamente addebitate a titolo di interessi anatocistici [9].

 

Documenti da produrre

Il cliente che intende proporre l’opposizione a decreto ingiuntivo o l’azione di ripetizione dell’indebito deve produrre:

- il contratto di conto corrente o di apertura di credito da cui sia possibile individuare il tasso di interesse concordato tra le parti e applicato dalla banca;

- i contratti bancari di finanziamento dai quali possa derivare il calcolo di interessi passivi, ad esempio un mutuo o un leasing magari con addebito di interessi in conto corrente [10];

- il foglio informativo, cioè il documento disponibile presso ogni filiale della banca che espone le caratteristiche e le informazioni di un determinato prodotto bancario;

- il documento di sintesi, cioè il documento che contiene le condizioni economiche pubblicizzate nel foglio informativo relativo all’operazione bancaria;

- le scritture contabili collegate al contratto cioè gli estratti conto e la documentazione contabile attestante i versamenti effettuati [11];

 

Con questi documenti, il cliente può fornire la prova [12] di possibili anomalie nell’addebito degli interessi sospetti di anatocismo e magari far anche effettuare una perizia tecnico-contabile redatta da un professionista da produrre in giudizio.

 

Termini

Il termine di prescrizione dell’azione di ripetizione dell’indebito è di dieci anni.

 

Se i versamenti sono stati effettuati su un conto corrente con apertura di credito con l’obiettivo di ripristinare la provvista, la prescrizione parte dalla data di chiusura del conto corrente.

 

Nel caso in cui i versamenti sono stati invece effettuati su un conto con apertura di credito con lo scopo di estinguere il debito, la prescrizione parte dalla data di ciascuno pagamento effettuata a titolo di rimessa [13].

 

Per un approfondimento sul tema dell’anatocismo rinviamo all’articolo sull’area “Business” di questo stesso portale “Anatocismo: guida pratica

 

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[1] Art. 1283 cod. civ.

[2] D.Lgs. 4.8.1999, n. 342; Art. 120 D.Lgs. 1.9.1993, n. 385; Deliberazione C.I.C.R. 9 febbraio 2000; Art. 1341 cod. civ.

[3] Art. 1418 cod. civ.; Art. 1419 cod. civ.

[4] Art. 633 cod. proc. civ.; Art. 634 cod. proc. civ.; Art. 50 D.Lgs. 1.9.1993, n. 385

[5] Art. 645 cod. proc. civ.

[6] Art. 615 cod. proc. civ.

[7] Art. 480 cod. proc. civ.

[8] Tribunale di Monza, 30 novembre 2012

[9] Art. 2033 cod. civ.

[10] Art. 117 D.lgs. 1 settembre 1993, n. 385

[11] Art. 118 e art. 119 D.lgs. 1 settembre 1993, n. 385; Art. 1832 cod. civ.

[12] Art. 2947 cod. civ.

[13] Cass. sent. n. 24481 del 2 dicembre 2010, n. 24481; Cort. Cost. n. 78 del 6 aprile 2012

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