Cassazione: incostituzionale la Fini-Giovanardi sulle droghe leggere?
Miscellanea
12 giu 2013
 
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Cassazione: incostituzionale la Fini-Giovanardi sulle droghe leggere?

La legge che equipara le droghe leggere a quelle pesanti potrebbe essere incostituzionale: a dirlo, però, questa volta è la stessa Corte di Cassazione.

 

La Corte Costituzionale deciderà se la famigerata legge sull’equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti resterà ancora in vita nel nostro ordinamento.

 

Negli scorsi mesi, alcuni tribunali territoriali avevano sollevato i dubbi sulla legittimità costituzionale della “Fini-Giovanardi”. Ora, però, anche la Cassazione si è unita al coro, cambiando radicalmente opinione sul punto [1]: forse un segno dei tempi, dovuto all’ampliamento del novero delle nazioni che stanno pensando di legalizzare l’uso della marijuana, non in ultimo gli stessi Stati Uniti.

 

Le questioni sollevate dalla Suprema Corte sono le stesse che aveva, a suo tempo, sollevato la Corte di Appello di Roma. In particolare le censure all’attuale impianto normativo vertono su due punti.

 

Eccesso di delega

Il Governo avrebbe legiferato oltre i limiti concessigli dal Parlamento con la legge delega. Poiché la nostra Costituzione impedisce all’esecutivo di sostituirsi al Parlamento nell’attività di creazione delle norme, ma deve rispettare i margini della delega postigli dalle Camere, tutto il decreto sarebbe incostituzionale.

 

La riforma era infatti nata nell’ambito del decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino 2006, quindi in un contesto totalmente estraneo a quello ipotizzabile per una regolamentazione delle droghe.

 

Il Governo, nell’adottare la Fini-Giovanardi, avrebbe utilizzato poteri che gli sono concessi solo in situazioni di urgenza e necessità; invece, nel caso di specie, non ricorreva alcun “evento improvviso e straordinario” che ponesse l’esigenza di una modifica della precedente normativa.

 

Violazione del principio di uguaglianza

L’ulteriore critica mossa alla Fini-Giovanardi è che in essa si prevedono le stesse sanzioni tra doghe leggere e droghe pesanti, e ciò nonostante i cannabinoidi – così come dicono i Tribunali – implichino una minore dipendenza rispetto agli oppiacei. Al contrario, in presenza di condotte di diversa gravità bisognerebbe adottare sanzioni differenti.

Peraltro, la sostanziale abrogazione della distinzione di pene per le droghe “leggere” e “pesanti” andrebbe contro anche gli stessi principi dell’Unione Europea: principi che impongono, alle sanzioni in materia di stupefacenti, di essere proporzionali e mirare alla dissuasione dell’utilizzatore.

 

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[1]  Cass., Sez. III penale, Ord. 25554/2013.

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