Se l’azienda non paga il TFR o gli stipendi: come si tutela il lavoratore dipendente
Le Guide
10 lug 2013
 
L'autore
 

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le u [...]

 

Se l’azienda non paga il TFR o gli stipendi: come si tutela il lavoratore dipendente

L’intervento del Fondo di Garanzia dell’Inps garantisce il pagamento del TFR e delle ultime tre mensilità, sia che il datore di lavoro sia un soggetto sottoposto al fallimento, sia invece che esso non sia assoggettabile a tale procedura. Ecco le istruzioni.

 

Periodo di crisi e molte aziende non riescono a pagare le buste paghe o il TFR ai propri dipendenti. Come potrà tutelarsi il lavoratore?

 

Salvo il caso di sporadici e non rilevanti ritardi, il mancato pagamento della retribuzione legittima le dimissioni per giusta causa da parte del lavoratore dipendente, esonerandolo dall’obbligo di dare, al datore di lavoro, il preavviso e facendo maturare in suo favore il relativo indennizzo. Inoltre, con tale forma di dimissione, al lavoratore spetta l’assegno di disoccupazione nonostante non abbia subito formalmente il licenziamento.

 

Fermo restando le misure assistenziali erogate dall’Inps, qualora il datore, per cattiva volontà o per crisi economica, non versi al dipendente le buste paga o il TFR, la prima, e più economica, mossa da compiere consiste nel mettere in mora il datore di lavoro. Si dovrà, a tal fine, inviare una diffida con raccomandata a.r., sollecitandolo a pagare quanto dovuto.

 

Nella lettera è bene precisare che, in caso di mancato versamento del saldo dovuto, si provvederà all’azione legale con rivalsa delle ulteriori spese sostenute e degli interessi dovuti.

In questa attività è sempre bene consultarsi con un legale che saprà effettuare i conteggi degli importi dovuti ed eccepire le giuste eccezioni al datore moroso.

 

Il legale normalmente ricorrerà in tribunale, attraverso le procedure d’urgenza, per ottenere un titolo esecutivo nei confronti dell’imprenditore inadempiente. Qualora neanche a seguito della notifica del decreto ingiuntivo l’azienda paghi il dovuto, l’avvocato provvederà ad esperire i tentativi di esecuzione forzata (pignoramenti) o, eventualmente, a depositare una istanza di fallimento.

 

È sempre opportuno effettuare una verifica di quale sia la situazione debitoria generale dell’azienda. Infatti, il liquidatore per legge deve tutelare in via prioritaria i crediti dei dipendenti, nonché il versamento degli oneri previdenziali ed erariali, in quanto tali crediti godono di un grado di prelazione prioritario rispetto a tutti gli altri debiti.

 

Stessa cosa dicasi nel caso in cui intervenga un fallimento. Anche in questo caso, il curatore, nominato dal tribunale, sarà tenuto a soddisfare anticipatamente i lavoratori rispetto a tutti gli altri creditori intervenuti nella procedura.

 

Nel caso in cui l’azione legale risulti infruttuosa, o in presenza di una reale situazione di dissesto finanziario del datore, al dipendente non resta altra soluzione che rivolgersi all’Inps, chiedendo l’intervento del Fondo di Garanzia per ottenere il pagamento del Tfr e delle ultime tre mensilità. Il Fondo, dopo aver pagato il lavoratore, si sostituirà a quest’ultimo nella sua posizione di creditore verso il datore di lavoro, esperendo le iniziative di recupero nei confronti dell’azienda insolvente.

 

L’esistenza di una procedura concorsuale in atto (concordato preventivo o fallimento dell’azienda) fornisce l’immediata possibilità per il lavoratore di presentare la domanda al Fondo, senza dover esperire ulteriori tentativi per recuperare il proprio credito o attendere ulteriori tempi.

 

Come precisato dall’Inps, la domanda al Fondo deve essere presentata mediante l’apposita procedura telematica tramite il sito Inps ovvero il contact center o, ancora più semplicemente, rivolgendosi a un Patronato o a un avvocato.

 

I presupposti per l’intervento del Fondo nel caso di datore di lavoro assoggettabile a procedura concorsuale sono:

– la cessazione (per qualsiasi causa) del rapporto di lavoro subordinato;

– l’apertura di una procedura concorsuale (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria);

– l’insolvenza del datore di lavoro;

– l’accertamento dell’esistenza di uno specifico credito relativo alle omissioni contributive per le quali si chiede l’intervento del Fondo di garanzia (in caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria tale accertamento avviene con l’ammissione del credito nello stato passivo della procedura).

 

I presupposti per l’intervento del Fondo nel caso di datore di lavoro non assoggettabile a procedura concorsuale sono:

– la cessazione (per qualsiasi causa) del rapporto di lavoro subordinato;

– l’accertamento giudiziale del mancato versamento dei contributi alla previdenza complementare;

– l’inapplicabilità al datore di lavoro delle procedure concorsuali;

– l’insufficienza delle garanzia patrimoniali del datore di lavoro a seguito dell’esperimento dell’esecuzione forzata (pignoramento negativo o pignoramento mancato del patrimonio del datore di lavoro).

 

Possono chiedere l’intervento del Fondo:

– tutti i lavoratori dipendenti da datori di lavoro tenuti al versamento all’Istituto del contributo che alimenta la Gestione;

– gli apprendisti;

– i dirigenti di aziende industriali;

– i soci delle cooperative di lavoro.

 

I crediti che possono essere corrisposti a carico del Fondo sono quelli inerenti gli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro, da intendersi come tre mesi di calendario o, più precisamente, come l’arco di tempo compreso tra la data di cessazione del rapporto di lavoro e la stessa data del terzo mese precedente.

 

Possono essere posti a carico del Fondo solo i crediti di lavoro (diversi dal Tfr) maturati nell’ultimo trimestre ed aventi natura di retribuzione propriamente detta, compresi i ratei di tredicesima e di altre mensilità aggiuntive, nonché le somme dovute dal datore di lavoro a titolo di prestazioni di malattia e maternità; devono invece essere escluse l’indennità di preavviso, l’indennità per ferie non godute, l’indennità di malattia a carico dell’ Inps che il datore di lavoro avrebbe dovuto anticipare.

 

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Commenti
10 lug 2013 cedrolibanese

La procedura per il Recupero delle 3 mensilità,l’INPS,non vuole riconoscerle,perchè a suo dire .bisogna,richiedere l’intervento del Fondo di Garanzia entro 1 anno.Ho fatto causa al’Inps,e il Giudice a rimandato la sentenza a Settembre 2014.Mi chiedo;ma come e possibile rimandare a così tanto tempo una causa di Lavoro.Il tutto è iniziato a Dicembre 2009, e forse finirà a Settembre 2014.I Giudici se ne fregano del Diritto del cittadino Lavoratore.

 
27 nov 2013 DELUSO

ciao , ti capisco sono nella tua medesima situazione! Ormai ho perso le speranze e il SIGNORE proprietario di Ferrari, Porsche e Maserati che trascorre i fine settimana a Parigi con la compagna proprietario della I.C. PETROLEUM SPA … ha vinto! Che bella la giustizia italiana vero??

 
29 gen 2014 emilia cavaliere

buonasera, mi devono 20 mensilità, mi hanno trasferita a qusi 200 km (andata e ritorno), ci vogliono 500 euro, non so più da dove prendere i soldi per andare a lavorare, non intendo licenziarmi (è questo che vogliono!) possibile che non esiste legge che permette di restare a casa e rientrare quando ricevi i soldi? possibile che le leggi sono sempre asfsvoro del povero disgraziato? voglio precisare che i soldi, questi cari signori (lnon li chiamo datori di lavoro perchè non mettono denaro loro) , li ricevono dalla regione!

 
Redazione
29 gen 2014 Redazione

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11 feb 2014 Lupu Ionut

Non ho ricevuto il tfr dal mio ex datore di lavoro.sono andato dal sindacato , ma dopo 4 mesi mi dicono che ancora non e fissata l’udienza al tribunale , nell mio caso di Novara. Cosa posso fare per accelerare le cose?

 
Redazione
11 feb 2014 Redazione

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15 mar 2014 ignazio

se mentre il lavoratore è in malattia, l’azienda fallisce chi paga la malattia anche quella dopo il fallimento? grazie

 
Redazione
15 mar 2014 Redazione

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29 apr 2014 sergio

Ottimo articolo

 
6 mag 2014 antonio

Buonasera,anch’io nelle stesse condizioni senza tfr-3 mensilita’,non credete che e’ arrivato il momento di farci giustizia da soli.

 
2 ago 2014 Adriano f.

Una domanda ero socio al 25%percento di una srl che ha chiuso e risulta essere in liquidazione…ma poichè nessuno dei clienti/creditori ha fatto fallire la società io no ho mai percepito il Tfr. Come potrei procedere?
P.s. Non ho buoni rapporti con i restanti soci
Grazie

 
8 ago 2014 Carlo trombetta

Ciao sono Carlo e Mi hanno licenziato e mi devono dare la liquidazione e il mio avvocato a fatto un istanza con pignoramento ma nn mi pagano ancora vorrei sapere e normale tutto ciò. ? Posso fidarmi ancora di qst avvocato visto che sono passati due mesi dalla istanza?quanto tempo da un giudice a una azienda per pagare?

 
25 ago 2014 CIPRIANI PIETRO

Ciao mi chiamo Piero la mia ex azienda deve darmi 5 mensilità più il tfr per circa 15000 euro il mio legale gli ha fatto pervenire un atto di pignoramento presso un ente dove l’azienda ha lavorato è ha maturato un credito.
L’ente mi ha risposto dicendomi che il credito è stato ceduto ad una banca prima della mia notifica di pignoramento.
Domanda:
il lavoratore come viene tutelato?(su quel cantiere io ho lavorato)
l’ente può pagare la banca e non un dipendente?
è tutto legale.
Grazie Piero

 
10 ott 2014 IONEL BARBULESCU

BON GIORNO IO FACIO MURATORE .ADESO MI SONO OPERATO DI ERNIA DISCO STAU IN MALATIA DI 4 MESE DATORE DI LAVORO MIO NON MI VOLE BAGARE CE DEVE FARE IO?

 
15 ott 2014 marilena MANDRIC

BUONGIORNO,MI CHIAMO MARILENA E UN PROBLEMA CON EX DATORE DI LAVORO.ABIAMO CHIUSO IL NOSTRO CONTATTO DI LAVORO …PERO NON MI HANNO PAGATO IL STIPENDIO DI LUGLIO E AGOSTO +FINE RAPORTO.COME MI DEVO COMPORTARE??GRAZIE