Mancato pagamento di multe: riscossione ed esecuzione con la cartella di pagamento
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19 ago 2013
 
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Mancato pagamento di multe: riscossione ed esecuzione con la cartella di pagamento

Come si passa dalla contravvenzione per violazione del codice della strada all’esecuzione forzata (fermo o pignoramento): tutte le fasi dalla costituzione del titolo esecutivo e formazione del ruolo, all’avviso di mora e al pignoramento.

 

Scaduti i termini previsti per il pagamento della sanzione (30 giorni dalla notifica), se non è stato effettuato il pagamento della sanzione o non sia stato proposto ricorso, la pubblica amministrazione può dare esecuzione al provvedimento contenente la sanzione pecuniaria, in quanto direttamente esecutivo.

 

Infatti, il verbale (o l’ordinanza-ingiunzione) diventa automaticamente titolo esecutivo per un ammontare pari alla metà del massimo della somma prevista a titolo di sanzione amministrativa, maggiorata delle spese di procedimento.

Attenzione: l’entità del ritardo non rileva. Infatti anche un giorno di ritardo nel pagamento del verbale determina la formazione del titolo esecutivo [1].

 

Se il trasgressore paga una somma inferiore a quella dovuta oltre i 30 giorni per effettuare il ricorso, quanto pagato viene trattenuto a titolo di acconto e il verbale costituirà titolo esecutivo per una somma pari alla differenza fra la metà del massimo edittale e l’acconto.

 

Viceversa, se il trasgressore paga dopo la presentazione del ricorso, ma entro i 30 giorni, l’effetto del ricorso viene meno.

 

Al contrario, se il pagamento è effettuato dal coobbligato in solido, il ricorso segue il suo iter con la particolarità che, in caso di rigetto, non si potrà far luogo ad esecuzione dell’ordinanza-ingiunzione, stante che l’obbligazione risulta comunque estinta.

 

Procedimento di riscossione

La procedura di riscossione inizia con la formazione del ruolo per il titolo esecutivo. Si tratta di un provvedimento amministrativo emesso dal Prefetto, dal Sindaco o dal Presidente della Giunta provinciale o regionale – a seconda che l’infrazione sia stata accertata, rispettivamente, da un organo appartenente allo Stato, all’Amministrazione comunale, all’Amministrazione provinciale o regionale.

 

Qualora l’esecuzione nei confronti dell’individuo non dia esito positivo, si procederà nei confronti di altro coobbligato in solido.

 

Il ruolo, viene così dato in carico all’esattore per la riscossione in unica soluzione. Questi provvede a notificare all’obbligato una cartella di pagamento in cui sono indicati: l’ammontare, le modalità e la causale della somma da versare (maggiorata del 10% per ogni semestre a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile).

Il pagamento dovrà avvenire presso l’esattoria indicata sulla cartella.

 

L’esecuzione forzata

Se l’obbligato non provvede al pagamento, né presenta ricorso, si procede ad esecuzione esattoriale. Tale esecuzione va iniziata entro 5 anni dalla notifica della cartella, mediante l’espropriazione forzata:

 

– l’ufficiale esattoriale notifica all’inadempiente l’avviso di mora, con cui intima di pagare entro 5 giorni;

 

– se questi non adempie, si procede a pignoramento dei beni (prima sui mobili e poi sugli immobili) che, decorsi 10 giorni (termine ordinatorio), saranno asportati e venduti all’incanto al fine di soddisfare con il ricavato l’esattore (l’eventuale eccedenza è restituita al debitore);

 

– la procedura cessa con restituzione del bene pignorato se, prima della vendita, l’obbligato provvede a pagare quanto dovuto all’esattoria o all’ufficiale esattoriale.

 

Il termine per esigere le somme, come detto, è di cinque anni, scaduti i quali il diritto della P.A. si prescrive (per maggiori dettagli sul calcolo dei termini della prescrizione, leggi l’articolo: “Prescrizione delle multe: entro quanto tempo la p.a. può chiedere il pagamento”).

 

Erronea iscrizione a ruolo

In caso di erronea iscrizione a ruolo del verbale (perché presenta vizi sostanziali o procedurali o perché l’infrazione è da ritenersi estinta), l’interessato può presentare un’istanza di autotutela in carta semplice, senza formalità, ma allegando la relativa documentazione probante, all’Amministrazione che ha emesso il ruolo (che può provvedervi anche d’ufficio, o su sollecito dell’Ente accertatore o dell’esattore), chiedendo la cancellazione del verbale.

 

Contestualmente, l’istante ha la possibilità – da un lato, per evitare il procedimento di pignoramento prima che l’Autorità amministrativa provveda e, dall’altro, per reperire quegli elementi che possano adeguatamente provare la sua posizione – di richiedere la sospensione della riscossione della cartella di pagamento.

 

Qualora l’istanza trovi accoglimento, l’Amministrazione dovrà chiedere all’esattore di cancellare il verbale dal ruolo e, conseguentemente, di non procedere più contro la persona cui è stata notificata la cartella di pagamento. Si tratta di una particolare forma di autotutela amministrativa della Pubblica Amministrazione che, riconoscendo il proprio errore, ha il dovere di annullare l’atto insanabilmente viziato.

 

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[1] Cass. sent. n. n. 20084 del 23.9.2010.

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