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Lo sai che? Pubblicato il 23 dicembre 2011

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Lo sai che? Affidamento esclusivo del minore a un solo genitore: quando e perché

> Lo sai che? Pubblicato il 23 dicembre 2011

Separazione dei coniugi: in presenza di minori, la regola resta quella dell’affidamento condiviso; tuttavia il giudice dispone l’affido esclusivo a un solo genitore quando l’affidamento condiviso crea pregiudizio al figlio stesso.

Nel caso di separazione dei genitori, l’affidamento esclusivo del figlio minore a un solo genitore è disposto dal giudice solo se l’affidamento condiviso crea pregiudizio al figlio stesso [1].

La legge [2], come già si è anticipato in questo articolo, stabilisce (pur senza individuare i singoli casi) che l’affidamento esclusivo sia l’eccezione, mentre quello condiviso sia la regola da applicare alla generalità dei casi.

Il giudice decide quale delle due forme di affido prediligere solo sulla base dell’interesse del minore. Egli è libero di valutare caso per caso se l’affidamento dei figli a entrambi i genitori possa essere di pregiudizio o meno per il minore. In ogni caso, il provvedimento con cui si dispone l’affidamento esclusivo ad un solo genitore deve essere sempre motivato.

Pertanto, in assenza di norme specifiche che regolino la materia, si possono individuare (sulla scorta dei casi giudiziari più noti sinora verificatisi) le seguenti ipotesi in cui non è possibile disporre l’affidamento condiviso:

1)     in caso di violenza sui figli;

2)     in caso di violenza sulla moglie in presenza dei figli quando questi ne abbiano subito un trauma;

3)     se vi sono forti carenze di un genitore sul piano affettivo. Ad esempio: non si provvede alla cura e all’educazione del figlio minore, non si versa volontariamente l’assegno di mantenimento, si fa uso di sostanze stupefacenti, si è riconosciuti incapaci d’intendere e volere, ci si rende irreperibili;

4)     se il genitore non affidatario è rimasto assente e non si è costituito nel giudizio di separazione e pertanto, non ha rivendicato il suo diritto ad esercitare il suo ruolo genitoriale né ha chiesto l’affido condiviso.

Si tratta, quindi, di situazioni limite, purtroppo ancora molto frequenti, in cui le negligenze di un genitore, il suo totale disinteresse verso il figlio minore – sia sul piano affettivo che dell’assistenza economica – inducono il giudice ad escludere l’affido condiviso, potendo ben prevedere i danni che ne deriverebbero ai figli se fossero affidati ad entrambi i genitori.

Così è stato, del resto, nelle vicende giudicate dai Tribunali di Bologna [3] e di Napoli [4].

5)     L’affidamento esclusivo si impone anche quando il minore, ascoltato dal giudice, riesce a spiegare i motivi per i quali preferisce essere affidato ad un solo genitore.

Se un genitore è in carcere non è detto che debba essergli negato l’affidamento del figlio. Ciò dipende sia dal tipo di reato contestato che dalla pena inflitta.

L’affido condiviso può essere stabilito anche se i due genitori risiedono in due città diverse, anche molto distanti tra loro. Non è la distanza, infatti, che impedisce ad entrambi di raggiungere l’accordo sulle questioni più importanti per i figli.

La richiesta di affidamento esclusivo (che può essere avanzata da ciascuno dei genitori al giudice) deve essere sufficientemente motivata: vanno cioè indicate le ragioni che rendono incompatibile, con l’interesse del minore, l’affidamento a quel determinato genitore. Ciò avviene “quando la condotta è causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale o alla libertà del minore” [5]. Si pensi ai casi di abusi familiari.

La legge, però, per evitare intenti vendicativi o ricattatori, punisce il genitore che, senza fornire adeguate motivazioni, chieda al giudice l’affidamento esclusivo. Infatti, se il giudice riterrà la richiesta manifestamente infondata potrà valutare se estromettere quel genitore dall’affidamento e se condannarlo (in caso di malafede o colpa grave) al risarcimento del danno.

Il legislatore, inoltre, non precisa come deve essere regolato l’affidamento esclusivo, come deve avere luogo il mantenimento, il diritto di visita, l’assegnazione della casa coniugale. È il giudice a doverlo stabilire.

Il giudice dovrà, a seconda del caso, indicare le modalità e la frequenza del diritto di visita del genitore non affidatario. E, se necessario per l’interesse e la salute psicofisica del minore, potrà adoperare alcune cautele, quali ad esempio la presenza di un operatore dei Servizi Sociali durante gli incontri tra il genitore e il figlio minore.

Quanto, infine, alle decisioni di maggiore interesse per la vita del figlio, la legge non precisa se queste debbano essere assunte di comune accordo da entrambi i coniugi anche nell’ipotesi di affido esclusivo.

Tuttavia, l’orientamento dei giudici sembra essere favorevole al principio secondo cui il genitore non affidatario non debba essere estromesso da tali decisioni [6]. Deve rimanere vivo il suo diritto a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con i propri figli, pur se nel rispetto sempre dell’interesse del minore.

note

[1] Art. 155 bis, co.1, cod. civ: “Il giudice può disporre l’affidamento dei figli ad uno solo dei genitori qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore”.

[2] Legge 8 febbraio 2006, n. 54, recante “Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli”.

[3] Trib. Bologna, 17/04/2008, in Foro It., 2008, 6,1, 1914 (il genitore non affidatario aveva mostrato un totale disinteresse verso la figlia, non vedendola da oltre due anni, non versando neppure l’assegno di mantenimento).

[4] Trib. Napoli, 23/09/2008, Corr. Merito, 2008, 11,1118 (il genitore non affidatario aveva attuato, già durante la convivenza, il sostanziale abbandono del figlio minore, sia sotto il profilo affettivo che dell’assistenza economica).

[5] Ipotesi prevista per dare luogo ad un ordine di protezione contro gli abusi familiari ex art. 342 bis c.c..

[6] Tribunale dei Minorenni Catania, 23.5.07 (in www.minoriefamiglia.it) “Anche nel caso dell’affido esclusivo, le decisioni di maggiore interesse andranno prese dalle parti di comune accordo”.

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141 Commenti

  1. salve avrei bisogno di una piccola informazione.
    Due bambini maschio 8 e femmina 6 si sono lasciati quando la bambina aveva 5 anni. Padre sempre presente ha versato tutti mesi 300euro di mantenimento per una madre che non lavorando in regola ma in nero a casa a sempre costretto i figli a una vita perenemente a casa, molte testimonianze e anche dei figli stessi che lei beve (30/40 tennent’s alla sera il giudizio lo lascio a lei), la madre sempre con testimonianze e prove dichiaro che lei davanti alla figlia di 4 anni ha detto chiaramente nella registrazione a me effettuata che lei preferisce il figlio maschio e che lei non la vuole, non vorrei aggiungere che si è permessa pure di minacciare una bambina dicendo che non ha più una madre e cacciandola di casa traumatizzandola, potrei continuare di quante cattiveria abbia detto ha sua figlia. Tornando a noi, se mio marito andasse dall’avvocato cosa accadrebbe se chiedesse l’esclusiva protesta della figlia in quanto la madre lei stessa ha dichiarato che non la vuole e che preferisce tenere il figlio, considerando della situazione creata quella sera in cui sicuramente la figlia si è traumatizzata e la madre l’ha cacciata via di casa con 6anni, il padre avrebbe questo diritto e l’assegno di mantenimento lo dovrebbe dare ancora? tanto di prove e dichiarazione della figlia.
    Cordiali saluti.

  2. Salve, mia nipote ha 17 anni e vorrebbe partire per la Polonia in questa settimana con una sua amica senza la madre . Mia sorella ha l’affidamento esclusivo della minore, vorrei sapere se per partire serve qualche richiesta del giudice o puo’ partire senza problemi

  3. salve, sono una mamma di una bambina di 4 anni. Il padre quando la vede non si prende cura di lei, non è collaborativo, dice bugie e la porta il posti con donne con cui lei non vuole stare.Quando è con lei dice parolacce, addirittura lei ha pure provato a difendermi quando lui mi ha tirata per i capelli durante una lite.non vuole provare ad andare daccordo e non ha rapporti con la figlia, non la ascolta, non ci parla, addirittura non vuole che la porti da una psicologa perchè a lui non va bene.Minaccia di denunciarmi se lo contatto per la bambina alla quale ha dato di bugiarda perchè mi diceva la verità su cosa faceva con lui.non si presenta alle riunioni di scuola, non è disponibile per il bene della bimba a comunicare… potrei richiedere l’affido esclusivo?

  4. buon giorno avvocato, sono una donna divorziata con una bimba di 6 anni. Ha maggio mi sono risposta e il mio attuale marito cresce insieme ha me la piccola , si prende cura lei come se’ fosse il vero padre, ma ieri alla riunione scolastica di mia figlia ho avuto una bastonata . IL motivo e che non hanno fatto entrare mio marito insieme ha me xche’ non e il vero padre. Io mi chiedo e possibile questa cosa? . Aspetto con ansia una sua risposta grazie e buona giornata R N

  5. CIao a tutti volevo dire che la mia moglie è andata di casa ai servizi sociali però prima di questo ha fatto trans ferimento di 40000€ dal conto cointestato nel suo conto.io ho fatto la denuncia che non io trovato acasa e che sono spariti i soldi documenti.lei è andata ai servizi sociali però non ha fatto nessuna denuncia nei miei confronti ai carabinieri!sono stato a vedere i bambini tramite servizi sociali e ho una conquista normale come padre.mi può prenderne i bambi alla tutela esclusiva?

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