Contributo unificato: nel ricorso cumulativo si sommano gli importi di ciascun atto impugnato
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24 ott 2013
 
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Contributo unificato: nel ricorso cumulativo si sommano gli importi di ciascun atto impugnato

Il contribuente è tenuto a versare il contributo unificato sulla base dei singoli importi di ciascun atto impugnato; orientamento non condiviso da tutti i giudici.

 

Niente sconti: chi vuol impugnare, con un solo ricorso, più atti impositivi deve calcolare il contributo unificato sulla base dei singoli atti impugnati. In altre parole, si dovrà fare la somma dei singoli contributi che si sarebbe dovuto pagare se, per ciascun atto, si fosse scelto di proporre un autonomo ricorso. Non si può, quindi, procedere a un cumulo, basato sul valore complessivo della causa.

 

A dirlo è la Commissione Tributaria Provinciale di Bari [1]. Le esigenze di economia processuale non possono tradursi in uno sconto per il cittadino.

 

Secondo il Collegio, impugnare più atti con un unico o separati ed autonomi ricorsi è una facoltà del contribuente che non può, però, tradursi in un risparmio nel versamento del contributo unificato in conseguenza di un cumulo giuridico ed economico insussistente.

 

La possibilità di trattare diverse questioni tra loro connesse risponde all’esigenza di economia processuale, che però non può avere ripercussioni sul versante fiscale, ossia del pagamento del contributo unificato.

 

L’orientamento sposato dai giudici di Bari, però, non è condiviso da tutta la giurisprudenza. Qualche tempo fa, la Commissione di Campobasso aveva invece sancito l’esatto contrario [2]. Nel ricorso cumulativo – avevano chiarito i giudici di merito in quell’occasione – il contributo unificato si determina secondo il valore globale della lite e non sommando i singoli contributi unificati dovuti per ciascun atto impositivo. È infatti illegittima la direttiva del ministero delle Finanze [3] perché rende la causa troppo onerosa per il contribuente.

 

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[1] CTP Bari, sent. n. 182 del 16.10.2013.

[2] CTP Campobasso, sent. n. 120/13.

[3] Min. Finanze Dirett. n. 2/DGT 2012.

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