Quanto tempo ho per pagare dopo aver perso una causa?
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15 nov 2013
 
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La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le u [...]

 

Quanto tempo ho per pagare dopo aver perso una causa?

Il mio avvocato mi ha appena comunicato di aver perso la mia causa e che devo pagare alla controparte, oltre al risarcimento da questa richiesto, anche le spese processuali: quanto tempo ho per versare tale somma? Posso chiedere un pagamento rateizzato?

 

Non esiste un termine prestabilito dalla legge per pagare una condanna derivante da una sentenza.

Tuttavia, dal momento in cui il giudice deposita la sentenza in cancelleria, è presumibile che il creditore porrà in essere una serie di attività che anticiperanno l’intenzione di questi di agire – in esecuzione forzata – contro il debitore. Ecco dunque i vari passaggi che potranno mettere “in allarme” il debitore.

 

Il primo passo: la notifica della sentenza

Colui che vince una causa provvede generalmente a notificare la sentenza alla controparte per renderla edotta della condanna subìta. Non è un’attività necessaria, ma diventa obbligatoria se si vogliono realizzare determinati scopi. A riguardo, bisogna fare una distinzione:

 

- se la notifica della sentenza viene fatta all’avvocato di chi ha perso la causa, ciò ha come unico effetto quello di far decorrere il termine dopo il quale non è più possibile fare appello (30 giorni, salvo la pausa estiva) o ricorso per Cassazione (60 giorni salvo la pausa estiva);

 

- se, invece, chi ha vinto il giudizio intende agire in esecuzione forzata contro chi ha perso (per esempio, con un pignoramento dei beni) dovrà per forza notificare la sentenza alla residenza di quest’ultimo. Non è quindi sufficiente la notifica all’avvocato (ma ad essa si può ovviamente aggiungere).

 

Il secondo passo: la notifica del precetto

Insieme alla sentenza (o anche in un momento successivo, purché entro 10 anni) chi ha vinto la causa deve notificare al debitore un ulteriore atto (che si chiama precetto). Esso consiste in un “ultimo avviso”: si intima, in particolare, al debitore di pagare entro 10 giorni, pena l’avvio degli atti espropriativi.

 

Il termine per pagare

Ebbene, il termine per pagare la condanna derivante dalla sentenza scatta solo dopo la notifica dell’atto di precetto. Ma, in realtà, il creditore potrebbe notificare tale atto anche dopo molto tempo. Proprio per questo non è possibile stabilire in anticipo quanto tempo ha il debitore per pagare la somma. Tutto dipende, appunto, da quando il creditore intende notificargli l’atto di precetto.

 

La notifica della sentenza al solo avvocato, pertanto, non è sufficiente a far scattare il termine di pagamento per il debitore.

 

Il pagamento rateizzato

Quanto alla possibilità di chiedere un pagamento rateale, non vi sono limiti. Ovviamente, bisognerà concordarlo con chi ha vinto il giudizio, poiché tutto passa per un accordo tra le parti. È bene che tale accordo venga redatto per iscritto.

 

Per quanto tempo la sentenza dà diritto ad agire contro il debitore?

Per 10 anni. Ma per questo argomento rinviamo a un articolo più completo: “La prescrizione della condanna in sentenza: per quanto tempo si può agire contro il debitore?”.

 

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Commenti
22 mar 2014 pasquale

la settimana scorsa il mio avvocato.mi ha chiamato dicendomi ke avevo vinto la causa di lavoro dopo tre anni sono passati due settimane ma ancora devo avere i soldi vorrei sapere perche ci mette tutto sto tempo per avere i miei soldi