No alla divisione della casa tra i coniugi se pregiudica la serenità del figlio
Raffaella Mari

Raffaella Mari

1979. Laurea in Scienze politiche "cum laude" presso l'università della Calabria. Laurea in giurisprudenza presso l'università "Magna Graecia" di Catanzaro. Avvocato con esperienze lavorative nel campo del recupero crediti.

 
 

No alla divisione della casa tra i coniugi se pregiudica la serenità del figlio

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La Cassazione, con una recente sentenza che certamente farà discutere [1], ha negato la possibilità di dividere la casa coniugale dopo la separazione della coppia se la vicinanza dei due ex coniugi pregiudica la serenità del figlio.

 

Il marito aveva chiesto al giudice la possibilità di dividere in due unità abitative distinte il grande immobile dove la coppia precedentemente viveva durante il matrimonio.

I giudici della Corte Suprema invece hanno rigettato la richiesta dell’uomo, ritenendo che la divisione della casa avrebbe sconvolto l’ambiente domestico.

 

In particolare, è risultato nel corso del processo che la vicinanza tra i due ex coniugi sarebbe stata di ostacolo alla crescita serena e salubre del figlio: tanto per via della pessima influenza del padre (che già aveva perso la patria potestà) e del rapporto di conflittualità tra questi e la ex moglie.

 

Ricorda la sentenza che l’assegnazione della casa coniugale deve avvenire tenendo conto, in primo luogo, dell’interesse del figlio [2].

[1] Cass. sent. n. 30199 del 30.12.2011.

[2] Art. 155 quater c.c.

 

 

 

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