Vedere la TV con l’iPad: addio canone RAI
Angelo Greco

Angelo Greco

Formato all'università L.U.I.S.S. di Roma, attualmente esercita la professione di avvocato a Cosenza. Già collaboratore presso la Columbia University di New York e presso l'Università della Calabria, è altresì autore di numerose pubblicazioni. Blogger, ospite settimanale di spazi televisivi e radiofonici per questioni giuridiche, dirige il portale "La L

 
 

Vedere la TV con l’iPad: addio canone RAI

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Chi vuol godersi comodamente la TV dal proprio iPad da oggi può scaricare l’applicazione “iTalianTv” che, al prezzo di 0,79 centesimi e con una connessione 3G o wi-fi, consente di vedere i principali canali televisivi: le tre reti Rai, Rai5, Rai Sport 1 e 2, Canale 5, Italia 1, La7, La7d, ma anche alcuni canali internazionali (BBC, Cnn, CCN-TB) e diverse reti di informazione (Virgin TV, DeeJayTv, ecc.).

 

L’aspetto più interessante della questione non è tanto l’ottima qualità del servizio e la possibilità di vedere la TV ovunque ci si trovi, ma attiene principalmente al canone RAI. Chi potrà connettersi dalla tavoletta Apple, infatti, potrà vedere le reti pubbliche senza dover pagare il canone: tassa quest’ultima istituita nel 1938 nei confronti di tutti gli “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”.

 

Tale canone, per come interpretato dalla Corte Costituzionale nel 1988, è dovuto anche se l’apparecchio non è al momento in grado di funzionare, ma è semplicemente adatto alla ricezione. Il che significa che, per il solo fatto di possedere un iPad o qualsiasi altro mezzo “adatto alle radioaudizioni” (quindi un cellulare, un computer o addirittura anche un forno a microonde), a prescindere dall’uso che di esso se ne faccia, si è tenuti al pagamento del canone.

 

Sembra uno scherzo. Tant’è che nessuno prende sul serio questa tassa (l’unica per la quale, del resto, è stata creata un’apposita pubblicità). Tranne l’attuale governo Monti che, in controtendenza, ne ha aumentato l’importo.

 

Due le vie per uscire dall’empasse: o si abolirà il canone con una sostanziale riforma della TV pubblica oppure, molto più facilmente, si vieterà allo sviluppatore dell’app (la società Lmp7) di mantenere attive su iTalianTv le reti RAI. E la questione potrebbe anche approdare su qualche aula giudiziaria.

 

Difficile nutrire dubbi su quale delle due strade verrà, almeno nel breve periodo, intrapresa. Sebbene è ormai noto che, con la digitalizzazione del segnale delle TV, così come avvenuto con Napster, morto un Papa sarebbe assai facile farne un altro.

 

 

 

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6 Commenti

Rosalba Cavaliere

rosalba cavaliere

11-01-2012

In una giornata due buone notizie: addio litigiosi,addio canone Rai!! I litigiosi è riferito all’articolo che ho letto in precedenza.

 

leopoldo

11-01-2012

fatto l’inganno troveranno la legge. :( (

 

franck7

11-01-2012

Il canone RAI va visto oggi come una tassa sull’informazione. Nel 1938 non esisteva internet e il legislatore non poteva prevedere tutto quello che sarebbe successo. Probabilmente vanno aggiornati tali regolamenti, ma l’eventuale furbata di non usare più la TV ma l’IPad ed evitare così il canone RAI è una trovata senza senso e che ha vita breve.

 

inc

01-02-2012

Secondo quanto dispone l’Art. 1 del R.D.L. del 21/02/1938 n. 246, il canone dev’essere corrisposto da chiunque detenga uno o piu’ apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive indipendentemente dalla qualita’ o dalla quantita’ del relativo utilizzo (Sentenza costituzionale 12/5/1988 n. 535 – Sentenza cassazione 3/8/1993 n.8549).
per cui va pagato.
concordo che è una tassa del caxxx

 

wabby

15-02-2012

Forse sono io che non ho capito bene, ma nell’articolo prima si dice che chi ha un iPad può non pagare il canone ma poco dopo viene riportata l’interpretazione della Corte Cotituzionale che invece includerebbe qualunque apparecchio. E allora? E poi se io in casa ho un paio di televisori , un iPad, un iPhone e un computer, devo pagare il canone 5 volte?

 
Angelo Greco

Angelo Greco

16-02-2012

Quel che si dice nell’articolo è una cosa diversa. Con l’iPad si può (si poteva, visto che, nelle more, l’app è stata modificata) vedere la RAI: il “poteva” è riferito sotto un profilo tecnico, non giuridico. Difatti la C. Cost. ha specificato che anche in queste situazioni si dovrebbe pagare il canone rai.
Alla seconda domanda, la risposta, per quanto assurda, è affermativa.

 
 

Commenti

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