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Lo sai che? Possibile programmare il permesso della legge 104

Lo sai che? Pubblicato il 10 dicembre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 10 dicembre 2013

Il datore di lavoro potrebbe pretendere dal dipendente, beneficiario di uno dei tre giorni di permesso mensile in base alla legge 104 del 92, per l’assistenza a familiari disabili, che la richiesta di permesso sia effettuata con un preavviso di qualche giorno.

Come già visto nell’articolo dedicato ai benefici della cosiddetta “Legge 104” (leggi “La legge 104 e i portatori di handicap: tutto ciò che c’è da sapere”) i lavoratori che assistono un familiare con handicap grave hanno diritto a tre giorni di permesso retribuito ogni mese (anche continuativi).

Si potrebbe porre il problema di pianificare tali assenze rispetto alle esigenze aziendali; così il datore di lavoro potrebbe, eventualmente, chiedere un minimo di preavviso prima di usufruire del permesso.

Il ministero del Lavoro e delle politiche sociali [1] ha chiarito che, “…stante l’assenza di una disciplina normativa in ordine alle problematicità oggetto di interpello, occorre richiamare principi di carattere generale volti a contemperare la necessità di buon andamento dell’attività imprenditoriale con il diritto all’assistenza da parte del disabile. In tal senso si ritiene possibile, da parte del datore di lavoro, richiedere una programmazione dei permessi, verosimilmente a cadenza settimanale o mensile”.

Questo, però, a condizione che:

– il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;

– tale programmazione non comprometta il diritto del disabile a una effettiva assistenza;

– l’imprenditore segua criteri quanto più possibile condivisi con i lavoratori o con le loro rappresentanze. La predeterminazione di tali criteri dovrebbe altresì garantire il mantenimento della capacità produttiva dell’impresa e senza comprometterne, come detto, il buon andamento.

Alla luce di ciò, bisognerebbe comunque accordare al dipendente la possibilità di modificare la giornata in precedenza programmata per la fruizione del permesso. Infatti, le improcrastinabili esigenze di assistenza e quindi di tutela del disabile devono prevalere sulle esigenze imprenditoriali.

Pertanto, in assenza di una espressa previsione normativa, sembra utile che il datore di lavoro e il lavoratore programmino, quando ciò sia possibile, il godimento di permessi per l’assistenza ai disabili.

note

[1] Min. Lavoro, risposta n. 31 a interpello del 6 luglio 2010.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. Mi chiamo Giovanni e presto sistematicamente assistenza ai miei due genitori entrambi invalidi e riconosciuti tali al 100%. Avrei un dubbio da sciogliere: il permesso legge in questione è un permesso di diritto oppure a discrezione del mio datore di lavoro? Mi spiego meglio: per la situazione familiare di cui sopra, attraverso il mio legale sto facendo ricorso al tar per far valere l’art.21 L104/92 in quanto l’amministrazione per cui lavoro non decreta il trasferimento della sede di lavoro da più di 2 anni oramai. Con questo, da quando abbiamo avviato il ricorso l’amministrazione mi ha congelato tutte le assenze giustificate (ferie, art.42 151/01, riposi settimanali, ecc..) a partire da questo maggio 2014, quindi tornando alla prima domanda, poiché siamo prossimi al mese di giugno, potrei in questo mese usufruire dell’istituto del pl104 oppure è discrezione del datore? premetto di aver già usufruito nel 2014 di tale beneficio. Un grazie anticipato.

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