Locazione: differenza tra canone libero, concordato e transitori
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19 gen 2014
 
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Locazione: differenza tra canone libero, concordato e transitori
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Affitti: padrone di casa e inquilino posso accordarsi per una delle diverse tipologie di contratti previsti dalla legge, ossia contratti liberi, concordati, transitori, per studenti universitari e con finalità turistiche.

 

La legge [1] prevede la possibilità che inquilino (locatario) e padrone di casa (locatore o, anche, conduttore) scelgano tra due diverse tipologie di contratto: contratti a canone libero e contratti a canone concordato. In entrambi si intende tutelare l’abitazione primaria, quella cioè ove il conduttore si è stanziato stabilmente con il proprio nucleo familiare.

 

Contratti liberi o a canone libero (cosiddetto 4+4)

Tale contratto consente ai contraenti di svincolarsi da schemi predefiniti ed impone solo il rispetto di alcune clausole obbligatorie imposte dalla legge.

 

Il canone annuo è liberamente determinato dalle parti.

 

La durata del contratto è di almeno 4 anni, con rinnovo automatico per ulteriori 4 anni. Allo scadere dei primi 4 anni, il locatore può disdettare il contratto solo se ricorrono specifiche cause (per l’elenco completo leggi l’articolo: “Come e quando recedere dal contratto di locazione abitativa”). Tali motivi devono però essere ben specificati nella lettera di disdetta.

 

 

Contratto concordato o a canone concordato (cosiddetto 3+2)

Tali contratti devono invece rispettare le condizioni contrattuali previste in appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni maggiormente rappresentative della proprietà edilizia e dei conduttori, depositati presso ogni Comune dell’area territorialmente interessata.

 

Il canone annuo è stabilito in base a tali accordi e la durata è fissata in un minimo di 3 anni, con una proroga di altri due se non sussistono particolari necessità del locatore.

 

Se si esercita la facoltà di disdetta in modo illegittimo il conduttore ha diritto al risarcimento dei danni in misura non inferiore a trentasei mensilità di canone pagato.

 

 

Contratto transitorio

Se le parti hanno esigenza di stipulare un contratto di locazione con una durata minore possono scegliere la locazione di natura transitoria.

 

La durata non può essere inferiore a un mese e superiore a 18 mesi.

 

Il canone può essere stabilito dalle parti all’interno di valori minimi e massimi definiti negli accordi tra le locali organizzazioni di categoria.

 

Il contratto deve indicare le esigenze transitorie la cui elencazione è contenuta in tali accordi locali.

 

 

Contratto per studenti universitari

Tale contratto è possibile nei Comuni sede di università o di corsi universitari distaccati. Serve per soddisfare le particolari esigenze abitative di studenti iscritti ad un corso di laurea o di perfezionamento oppure di specializzazione in un Comune diverso da quello di residenza [2].

 

La durata non può essere inferiore a sei mesi e non superiore a trentasei, con facoltà di rinnovo automatico qualora non pervenga disdetta nei termini previsti nel contratto.

 

Locazione con finalità turistiche

Il contratto consente la più ampia libertà contrattuale proprio per potere rispondere alle mutevoli e molteplici esigenze di carattere temporaneo connesse a questo tipo di locazione [3].

 

Sia la misura del canone e sia la durata possono essere liberamente stabilite dalle parti.

 

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[1] L. 431/98.

[2] Art. 5, c.2 e 3, della L. 431/98.

[3] Si applicano le norme dettate dagli artt. 1571 e ss. cod. civ.

 

Autore immagine: 123rf.com

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