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Lo sai che? Pubblicato il 4 marzo 2014

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Lo sai che? Permessi della legge 104: possibile pedinare il dipendente col detective

> Lo sai che? Pubblicato il 4 marzo 2014

Va licenziato chi usa il permesso della “104” per andare in vacanza invece che dal familiare malato: il datore può far pedinare il dipendente da un detective per provare l’illecito utilizzo del beneficio per l’assistenza ai congiunti.

Attenti a come usate i permessi della legge 104: se, infatti, con la scusa di accudire il familiare malato, vi recate invece da un’altra parte, magari per scopi personali o di divertimento, il datore di lavoro può licenziarvi. Non solo: quest’ultimo potrebbe anche mettervi alle calcagna un detective per spiare se realmente state usufruendo del permesso nel modo legittimo o meno.

A confermare questi principi è stata la Cassazione in una sentenza depositata qualche ora fa [1].

Il datore di lavoro, dunque, può pedinare il dipendente valendosi di un investigatore privato. Tale controllo occulto, per quanto possa sembrare inopportuno, non si considera – sempre secondo la Corte – una violazione della privacy.

Senza contare che, in giudizio, il datore potrebbe sempre avvalersi delle dichiarazioni di eventuali testimoni che confermino di aver visto il dipendente in determinati luoghi o circostanze diverse dall’assistenza del familiare invalido.

Ma non esiste il divieto, per il datore, di spiare i dipendenti?

Si, lo prevede lo Statuto dei Lavoratori; ma questo divieto riguarda solo i luoghi di lavoro e solo quando è rivolto a vigilare sull’attività lavorativa vera e propria.

Invece, l’utilizzo del detective può avvenire fuori dall’unità produttiva se ha come scopo quello della tutela del patrimonio aziendale: ossia verificare se il dipendente sta adempiendo o meno alle obbligazioni del contratto di lavoro. Ebbene, il controllo finalizzato all’accertamento dell’utilizzo improprio dei permessi della legge “104” (del 1992) non riguarda l’adempimento della prestazione lavorativa in sé, poiché viene effettuato al di fuori dell’orario di lavoro e in fase di sospensione dell’obbligazione principale lavorativa. Per cui avvalersi di “detective-spia” è pienamente legittimo.

Peraltro è bene precisare che l’illecito utilizzo dei permessi potrebbe avere anche dei risvolti penali.

note

[1] Cass. sent. n. 4984 del 4.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com

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24 Commenti

  1. Nel pubblico l’abuso della legge 104 è un vero scandalo.
    Controlli inesistenti.
    Conosco persone che si fanno 1 settimana al mese a casa attaccando i congedi allo smonto notte ( parlo di turnisti sulle 24 ore) e i soliti noti dentro a fare turni massacranti per sostituire i furbetti.
    Vorrei tanto sapere come fare per smascherarli, perchè a pagare è tutta la collettività , non solo il collega che sostituisce il turno.

  2. Mi pare una discussione oziosa e che dà fiato solo a chi ha bisogno di vomitare le solite banalità sui furbetti e sull’italia. E a chi vende i propri servizi polizieschi privati e quindi ha tutto l’interesse a farli sdoganare dalla giurisprudenza. I permessi per la L 104 sono destinati all’assistenza ai disabili, non alla cura domestica degli stessi, il che comprende anche svolgere al loro posto gli innumerevoli compiti della vita quotidiana. Sfido l’investigatore privato a distinguere se sto facendo la spesa (non per forza alimentare, anche i disabili hanno necessità di lampadine, o vestiti, o riparazione del telefono, giusto per fare un esempio delle mie ultime commissioni) per me o per mio padre, o se la mia visita in banca, o in comune o in farmacia riguarda “i miei interessi” o i suoi. Se l’investigatore mi avesse visto entrare in gelateria per comperare una cassata avrebbe desunto che mi sto trastullando o che sto facendo un regalo al mio anziano padre? E se per giunta avessi commeso l’orrendo delitto di comprarmi un cono misto per il mio personale piacere avrei fornito la prova certa della mia ifingardaggine. Credo inoltre che tale controllo – se anche ammissibile per la tutela degli interessi della collettività e non odiosa forma di spionaggio di chi ha già un pesante carico di fatica e dolore da sopportare – debba strettamente limitarsi all’orario di lavoro, essendo retribuito (a carico della collettività, e non del datore di lavoro…) solo ed unicamente per quelle ore. E anche lì… se per caso la badante chiede di assentarsi in un orario che non coincide esattamente con il mio, sarei passibile di licenziamento se alle 9 fossi in palestra, ma dalle 10 alle 19 in sostituzione? Queste forme di controllo sembrano studiate apposta per liberarsi di lavoratori considerati “poco produttivi” perchè meno disponibili allo straordinario e meno dediti anima e corpo all’azienda avendo altre priorità. E, guarda caso, sono quasi sempre donne, Brutti ritorni di fiamma verso un’epoca di pochi diritti. Ricordiamoci che è più facile condannare un presunto abuso che conquistare (o ri-conquistare) un diritto. E per piacere non giochiamo ai delatori, che è un’arma a doppio taglio..

  3. E’ giusto che ai lavoratori venga data la possibilità di poter assistere un familiare, purtroppo per tanti è un’opportunità per stare a casa a farsi i fatti propri, questa è truffa allo Stato e andrebbe punita.
    Ognuno di noi dovrebbe comportarsi con onestà, altrimenti prima o poi questo diritto verrà tolto a tutti.

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