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Lo sai che? Pubblicato il 10 aprile 2014

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Lo sai che? Incidenti: amministrazione responsabile sulle proprie strade salvo il caso fortuito

> Lo sai che? Pubblicato il 10 aprile 2014

La P.A. è responsabile dei sinistri sulle proprie strade: la salva solo il caso fortuito.

La legge [1] considera responsabile l’ente proprietario di una strada aperta al pubblico per tutti gli incidenti verificatisi a causa della particolare conformazione della strada stessa o delle sue pertinenze. Tale responsabilità è esclusa solo dal caso fortuito.

Seguendo un orientamento ormai stabile, la Cassazione ha ricordato questi principi in una sentenza di ieri [2].

La pubblica amministrazione è responsabile di tutti i danni cagionati dalle cose che essa ha in custodia, come appunto le strade. Tale responsabilità è oggettiva: essa, cioè, prescinde anche da una condotta colpevole o dolosa del proprietario della strada. Quest’ultimo, in altre parole, è responsabile sempre e comunque (salvo in una sola ipotesi che vedremo a breve).

Perché, quindi, possa scattare il risarcimento del danno a favore di chi ha subìto un incidente è sufficiente soltanto che vi sia:

1) un danno concreto e attuale (e non, per esempio, la previsione di un danno futuro o di un danno solo immaginario);

2) che tale danno sia stato determinato solo e unicamente dalla strada: in altre parole ci deve essere quel classico rapporto di causa/effetto tra la cosa (la strada) e l’evento (danno). La cattiva condizione della strada deve essere la ragione per cui l’automobilista ha subìto l’incidente stradale.

Lo scopo del codice civile, infatti, è di imputare la responsabilità – e, di conseguenza, il risarcimento del danno – a chi si trova nella condizioni di controllare i rischi inerenti alla strada.

Unica ancora di salvezza per la p.a. è dimostrare che il sinistro si è verificato per quello che la legge chiama “caso fortuito e che, comunque, l’amministrazione deve provare. Il caso fortuito è un elemento esterno alla cosa, imprevedibile e inevitabile.

Un esempio scolastico potrebbe essere una crepa apertasi sulla strada a causa di un sisma improvviso. Ma il “caso fortuito” potrebbe essere anche la stessa condotta della vittima che, per esempio, ha usato una guida imprudente.

In pratica, il proprietario della strada, se vuole evitare di risarcire il cittadino, deve riuscire a dimostrare, davanti al giudice, l’esistenza di un fattore estraneo alla sua sfera, idoneo ad interrompere il rapporto di causa/effetto di cui abbiamo parlato poc’anzi.

Solo così potrà liberarsi dalla sua responsabilità.

note

[1] Art. 2051 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 8282/14 del 9.04.2014.

Autore immagine: 123rf.com

La P.A., in quanto proprietario di una strada aperta al pubblico transito, si presume responsabile dei sinistri causati dalla particolare conformazione della strada o delle sue pertinenze. Tale responsabilità è esclusa solo dal caso fortuito, che può consistere sia in un’alterazione dello stato dei luoghi imprevista, imprevedibile e non tempestivamente eliminabile o segnalabile ai conducenti, sia nella condotta della stessa vittima, consistita nell’omissione delle normali cautele esigibili in situazioni analoghe.

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